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Dal Vangelo secondo Luca

Lc 4,1-13

 

1Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto 2dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. 3Allora il diavolo gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane". 4Gesù gli rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo". 5Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: 6"Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. 7Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo". 8Gesù gli rispose: "Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai". 9Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; 10sta scritto infatti:

Ai suoi angeli darà ordine per te,
perché essi ti custodiscano
;

11e anche:

essi ti sosterranno con le mani,
perché il tuo piede non inciampi in una pietra
".

12Gesù gli rispose: "È stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo". 13Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.

 

Introduzione

 

Vedere l'introduzione generale.

 

Si sottopone a prove decisive

 

È utile qui rivedere la traduzione dal greco dei versetti 1 e 2, senza tener conto delle traduzioni in latino. La Chiesa si attiene a tutta la ricchezza delle tradizioni e ciò è giusto. Noi, per poter effettuare un commento storico, dobbiamo cercare di attenerci alla lettera del testo originale.

 

[1]Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e veniva diretto nello spirito nel deserto [2]per quaranta giorni ed era tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni e quando furono terminati ebbe fame.

 

Quel che risulta è che Gesù "veniva diretto" e non "fu condotto": il verbo è al tempo imperfetto e non al tempo aoristo (passato remoto o prossimo); "nello spirito" e non "dallo Spirito".

Forse era il suo direttore spirituale a fare la parte del diavolo? Forse le tentazioni alla fine furono realmente del diavolo?

Certamente non si può immaginare che Gesù abbia raccontato di essere stato nel deserto, di essere stato tentato dal diavolo e di aver respinto le tentazioni. Quaranta giorni di deserto rappresentavano probabilmente un tirocinio da sostenere per diventare ufficialmente maestro. Doveva dare prova di sicuro equilibrio personale nello spirito e nel corpo e, inoltre, saper affrontare l'avversario più potente e malvagio. Il testo greco di Luca è molto sintetico, ma tradotto letteralmente dice qualcosa di più di quello di Matteo e Marco: Gesù non era solo nel deserto, ma era «diretto nello spirito» dal Battista stesso, o da un suo discepolo di fiducia. Giovanni evangelista, mentre era discepolo del Battista, sentì raccontare il fatto e in seguito lo riferì a Matteo. Anche in questo caso Luca traduce ciò che Matteo aveva scritto in “ebraico”, nel suo primo Vangelo, che era la pubblicazione della sua relazione dei fatti scritta mentre accadevano.

Come affermano molti, non dobbiamo credere al diavolo.

I diavoli non meritano certamente la nostra fede. Possiamo credere soltanto a Gesù Cristo e a Dio: a Dio ci affidiamo.

Ma che il diavolo ci sia e imperversi nel mondo è affermato dai Vangeli, o meglio da Gesù Cristo che ha scacciato i demòni da diverse persone. Se neghiamo l’esistenza del diavolo, dobbiamo buttar via metà del Vangelo, ma anche chiudere gli occhi sulla realtà.

Raramente, infatti, gli esseri umani hanno intenzione di essere cattivi, eppure succede che spesso lo siano, ben oltre le loro intenzioni. Chi ispira, conduce fuori controllo, istiga le persone che commettono gravissimi peccati? Forse la natura? E chi ha reso così la natura, se naturalmente nel cuore desideriamo il bene e la fede ci dice che Dio ha creato buona ogni cosa?

È evidente la presenza di volontà cattive, false, omicide, che influiscono sulla volontà umana. Le volontà di persone spirituali, assai potenti: i diavoli appunto. Non che possano compiere tutto il male che vogliono, avendo il Cristo vinto il loro regno, ma sono comunque sempre all’attacco.

Un altro aspetto dobbiamo ricordare.

Gesù Cristo ha ingiunto di non odiare nemmeno i demoni, di non gioire quando vengono sconfitti ma di gloriarci se i nostri nomi sono scritti in Cielo. Possiamo affermare che Dio, nonostante tutto, voglia bene anche ai demoni, che ha creato buoni e che si sono ribellati immediatamente a Lui. Li ha creati liberi e la libertà personale è, per Lui, così importante da rischiare di avere creature ribelli e cattive. Dio redime anche i diavoli? Non lo possiamo sapere e l’eventualità non riguarda la nostra vita.

Non è possibile che Gesù abbia digiunato completamente per quaranta giorni.

Soltanto Luca dice che «non mangiò nulla» (in un codice dell’VIII secolo, che si trova nella Biblioteca Nazionale di Napoli, è stato aggiunto «né bevve»). Matteo dice che Gesù digiunò quaranta giorni e quaranta notti. Marco non accenna al digiuno. Che Luca esageri un po’, non significa che sia inesatto storicamente, lo fa soltanto per rendere comprensibile la prima tentazione. Il digiuno, poi, sia per gli Ebrei che per noi, dev’essere adempiuto in modo che possa durare per tutto il tempo stabilito. È possibile che digiunasse di giorno e mangiasse qualcosa dopo il tramonto.

Le tentazioni sostenute da Gesù riassumono le tentazioni del diavolo agli uomini: esse producono nel mondo quanto è spiegato in 1 Gv 2,16: "bramosia della carne, bramosia degli occhi ed esibizione della vita".

 

 


Iniziativa personale di un laico cattolico, Giovanni Conforti  - Brescia - Italia.

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