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VI domenica di Pasqua

- Anno A -

 

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Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 14,15-21

 

15 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16 e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. 18 Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. 21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui".

 

Commento storico

 

Introduzione

 

Vedere introduzione generale

 

Gesù, è il vero testimone di Dio…

 

Non c’è dubbio che il massimo teologo sia Gesù Cristo. Perciò il modo più vero per conoscere Dio è ascoltare ciò che Gesù dice. Anche in questo brano del Vangelo le sue parole semplici dicono tutto.

Attingiamo a quanto hanno scritto i suoi discepoli, che certamente si sono ingegnati a conservare con esattezza le sue parole preziose e il ricordo delle sue opere.

 

…perché è il vero Dio

 

Ricordiamo Gv 3,31-36, cercando di effettuare una traduzione logica e letterale. Giovanni Battista certifica:

«Colui che viene (giù) dall’alto (Gesù) è al di sopra di tutti; colui che viene dalla terra (il Battista stesso) appartiene alla terra e parla della terra. Colui che viene dal cielo è al di sopra di tutti: ciò che ha visto e udito, questo testimonia, e nessuno (degli amici dell’evangelista Giovanni) accoglie la sua testimonianza.

Colui che ha accolto la sua testimonianza (Giovanni evangelista), certifica con sigillo che (egli) è il vero Dio. Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio, poiché, indubbiamente, lo Spirito (gliele) dà non contate.

Il Padre ha caro il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi invece non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio incombe su di lui».

Gesù non diceva una parola in più di quelle che servivano. In quella realtà storica occorrevano quelle parole, che egli pronunciava, per comunicare i suoi comandi regali. Anche il presente discorso di Gesù non è un ragionamento teorico, non è qualcosa di sublime: è invece una spiegazione pratica. Dobbiamo rendercene conto, perché i ragionamenti sublimi sono, sì, soste splendide nel traffico del vivere, ma poi non portano a granché.

Non possiamo attribuire al Maestro intenzioni simili; egli non voleva tenere fermi i suoi giovani discepoli, anzi, essendo Dio, poteva spiegare in modo pratico la realtà delle Tre Persone.

Tocca a noi, oggi, riscoprire nel modo più preciso i termini della spiegazione.

 

Questo, dunque, ci dice il Cristo

 

Riguardo all’aldilà, Gesù ci ha detto quanto occorre. Ci sono, sì, persone spirituali: i nostri morti, gli angeli e i demoni, ma tutto è governato dalla Trinità.

Ci possiamo allora chiedere se invece in questo mondo ci siano influssi di spiriti buoni o cattivi, di energie sconosciute, morti che ritornano…

Gesù, qui vuole spiegare innanzitutto il rapporto tra gli uomini e la Trinità, perché è il “problema” unico.

Comunque non dobbiamo fantasticare di strani esseri o energie, perché sappiamo che la Trinità ha cura di noi e Gesù ci ha spiegato come. Nessuno strano essere della nostra fantasia ha cittadinanza sulla Terra.

Non possiamo certamente capire tutto quel che fa la Trinità per gli uomini: è un mistero; ma Gesù dà indicazioni precise, da seguire per imboccare la strada giusta e vera.

 

Voi discepoli, se mi avete caro

 

Come altre volte, correggiamo leggermente la traduzione del brano.

 

15«Se mi avete caro, osserverete i miei comandamenti 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Avvocato perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli è ospite presso di voi e sarà in voi.

 

Amore, ovvero carità

 

Sul significato dell’«amore» nelle parole di Gesù abbiamo già riflettuto.

Spieghiamo così: “Se mi avete caro, voi che mi avete conosciuto, osserverete i miei comandamenti. Riceverete lo Spirito Santo, che il mondo non può ricevere finché non lo conosce”…

Tra parentesi: si può ben dire che i comandamenti di Gesù corrispondono ai Dieci Comandamenti e ai due Comandamenti della Carità; ma il Maestro li mostra, vivi, in sé stesso, dà «un comandamento nuovo: che abbiate cari gli uni gli altri; come vi ho avuto cari, così anche voi abbiate cari gli uni gli altri». (Gv 13,34).

 

Due Avvocati presso il Padre

 

Il Consolatore, il Paraclito, sono i nomi con cui si traduce la parola greca “Paracletos”. Per capire meglio che cosa significhi, troviamo aiuto proprio nell’espressione “un altro Paraclito”.

L’evangelista Giovanni, nella sua prima lettera apostolica (1 Gv 2,1), ha scritto: «Gesù Cristo è l’Avvocato (Paracletos) presso il Padre». Perciò “un altro Paraclito” non può essere che “un altro Avvocato”, un altro come Gesù Cristo: mediatore presso il Padre, difensore, testimone, maestro, esortatore.

Lo Spirito “è ospite presso di voi”, chiaramente perché Gesù ha reso gli uomini capaci di ospitarlo e riconoscerlo.

È già ospite, come creatore, presso tutti, sebbene non possa quasi per niente operare in chi non lo conosce e, perciò, non lo riceve come ospite. Allo stesso modo il Padre, che è Padre di tutti per creazione, non lo è, per grazia che fa vivere, senza il Battesimo.

 

Voi e il mondo

 

18Non vi lascerò orfani; ritorno da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi.

 

Gesù vive e noi non siamo orfani, perché lo Spirito Santo rende continuamente concreto per noi ciò che Gesù ha compiuto una volta sola. Questo avviene, in particolare, quando rileggiamo e applichiamo alla vita quotidiana i fatti storici dei Vangeli. Lì interviene lo Spirito.

D’altra parte, se ci sembra che i comandi di Gesù Cristo siano lontani dalla realtà, proviamo a pensare come staremmo senza di essi: «Fate attenzione dunque a come ascoltate: chi ha, a lui sarà dato; chi non ha, a lui sarà tolto anche ciò che crede di avere» (Lc 8,18). Ovvero: chi non ha i comandamenti di Gesù Cristo perde man mano anche i “valori” che la natura fornisce alla nascita. Il mondo, senza questi poveri cristiani, non vivrebbe nemmeno secondo natura.

 

Il mondo mi avrà caro

 

21Chi ha i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ha caro. E chi mi ha caro sarà tenuto caro dal Padre mio e anch’io l’avrò caro e mi manifesterò a lui».

 

Lo Spirito Santo ci espone tutta la verità di Gesù Cristo, quando ne ricordiamo le opere e mettiamo in pratica i suoi comandamenti. Così il Cristo ci rende cari al Padre, ci ha cari e si manifesta anche a noi oggi. Ma in lui conosciamo, anche oggi, il Padre.

Gesù, però offre ogni possibilità a tutti. Parafrasando: “D’altronde chi non mi ha conosciuto, se avrà i miei comandamenti e li metterà alla prova della realtà, mi avrà caro”.

“Mi avrà caro”, perché Cristo è l’unico che con i suoi comandamenti, senza continui interventi straordinari, valorizza tutta la nostra natura. È l’unico Re che sa occupare un infinitesimo della nostra vita, per darle un valore infinito.

Dalla natura medesima fa sorgere la salvezza. Nello stesso tempo, con i suoi comandamenti ci mette in comunicazione continua e concreta con il Creatore. Il Creatore è necessariamente sempre in comunicazione con la nostra natura, ma siamo noi che riceviamo il potere di essere familiari suoi.

Poiché Gesù ha spiegato l’essenziale, le cose del Padre suo, e così possiamo vivere nella sua famiglia, nulla ci è più realmente ignoto.

Possiamo dare il significato più completo alla nostra stessa scienza. Ciò che noi abbiamo scoperto attraverso la scienza va bene: ci aiuta a essere più concreti e realisti. Ma a Gesù storico non sfuggiva niente di questo: tutto il traffico della realtà e della complessità si svolge nelle sue mani, come nelle mani del Padre. È lui che ci rende sereni e benevoli, dentro il realismo e la complessità.

Possiamo affidare a Cristo, nostro fratello, e a Maria, madre e regina, il nostro futuro, perché nulla sfugge a Cristo Re.

 

Missione

 

Mi pare che la più grande missione sia quella di conoscere, prima noi, Gesù storico e, poi, di farlo conoscere a chi si arrangia a vivere come può, a chi si arrangia a filosofare come può. Facendo conoscere i comandamenti del Cristo Re esattamente come li ha pronunciati, ricordando che occorre provare a metterli in pratica.

Non siamo noi che rendiamo caro Gesù, che gli diamo valore: è lui che ci dà realmente vita straordinaria.

 

 


Iniziativa personale di un laico cattolico, Giovanni Conforti  - Brescia - Italia.

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