In nome di Maria

 

 

 

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XXIII domenica del Tempo Ordinario

- Anno A -

 

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Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 18,15-20

 

15 Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; 16 se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. 17 Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. 18 In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

19 In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. 20Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro".

 

 

Commento storico

 

Introduzione

 

Vedere introduzione generale

 

Legalità

 

Esaminando le diverse parti di questo brano, si scopre che nessun altro passo dei Vangeli riporta le parole di Gesù come appaiono qui.

Gli scribi cristiani che si trovavano a Gerusalemme, gran parte dei quali erano stati discepoli di Gesù fin quasi dall’inizio della sua vita pubblica, ragionando sul comandamento del Maestro e sull’esperienza vissuta seguendo lui, hanno ottenuto questo “regolamento”.

Si doveva definire il rapporto con le consuetudini ebraiche e permettere l’apertura a quelle delle Genti.

Per diverse questioni gli Ebrei si affidavano al Sinedrio. (a) Ma tutti, Ebrei o Gentili, ricorrevano ai giudici. (b) I tribunali, di qualsiasi genere, non prevedevano e non prevedono il perdono.

Invece Gesù, insegnando il perdono, non poteva evidentemente consigliare di rivolgersi al Sinedrio o ai giudici.

Gli scribi, già autorizzati da Gesù a «estrarre cose nuove» dai suoi insegnamenti e dalle sue opere, (c) decisero pertanto che, per legalizzare il perdono, si ricorresse allo strumento legale dei «due o tre testimoni».

Non che Gesù stesse impostando un sistema politico “democratico”, semplicemente è legge universale che due o più testimoni garantiscano l’attendibilità di una testimonianza.

Perfino il Padre di Gesù, che è nei cieli, si affida a testimonianze legalmente valide e concede il favore della sua potenza a chi ne dà poi testimonianza così.
In tal modo le azioni più rilevanti dei Cristiani, che fossero Ebrei o che fossero Gentili, acquistavano valore legale universale.

 

La misura della giustizia

 

A quali parole di Gesù si sono ispirati gli scribi?

Gesù aveva dato un comandamento nuovo: «Come vi ho avuto cari, così anche voi abbiate cari gli uni gli altri» (Gv 13,34). Per le situazioni più delicate aveva precisato: «Vigilate tra voi». (d)

Perciò il Vangelo di Matteo stabilisce la casistica.

Quale era il metro di giudizio, in quei primi anni della Chiesa, per definire se “il fratello commetteva una colpa”?

Era normativa la figura stessa di Gesù, in tutto ciò che aveva compiuto.

Egli era stato artigiano, poi Maestro, proclamato Re e divenuto vittima per il peccato del mondo, era risorto ed era stato glorificato da Dio.

Il Cristo era il metro di giudizio e la via completa per la vita, anche sentimentale e pratica: egli benevolo, fedele, saldo.

Era, e deve essere di nuovo, il modello che illumina immediatamente sul valore delle idee e degli innumerevoli stimoli, smascherando le mistificazioni.

Su questo si è costruita la nostra civiltà, quando il valore storico dei Vangeli era indiscusso.

Ma Gesù rimane intatto, come parametro di giudizio, se riscopriamo con esattezza le sue parole e azioni storiche.

Alla figura di Gesù Cristo si aggiunge l’immagine di Maria, che nei nostri tempi è apparsa a Fatima e in altri luoghi.

La Madonna, dopo aver compiuto ciò che è raccontato nei Vangeli, appare risorta, come giovane mamma e Regina di circa quindici anni, così che possiamo riconoscere in lei il riferimento, amabile e preciso, anche per la vita sentimentale dei giovani e degli adulti.

 

Miracoli e realtà

 

Non sono fondamento della fede cristiana i prodigi che possono avvenire oggi, ma lo sono le molte parole e i molti miracoli di Gesù, situati in un periodo storico determinato, tra l’anno 30 e l’anno 33 d.C.

Quelli sono da riscoprire con precisione, da rivivere realmente. La Madonna, nelle sue apparizioni, li sottintende incessantemente. (e)

Sembra incredibile, ma possiamo sentire vicini Gesù Cristo e sua madre Maria più di quanto lo fossero per la gente di duemila anni fa, reali perché ce li descrivono i Vangeli e perché le apparizioni recenti hanno ripresentato ciò che ci può aiutare oggi.

Con loro vicini, noi sappiamo sempre che cosa fare per non “commettere colpe” e per “correggere il fratello”; e non ci confondono i sistemi di idee soltanto umane e i molteplici stimoli mistificanti.

 

Civiltà

 

La nostra civiltà, che è stata costruita a partire da quei fatti storici e da questo stile nel correggere i fratelli, oggi non può durare se non si riscoprono con precisione le radici, per metterle alla prova della nostra realtà.

C’è spazio per chi usufruisce della civiltà senza contribuire a coltivarla, ma non lo possono fare tutti a cuor leggero.

Chi si impegna a conoscere sempre meglio Colui che è stato la Radice della nostra civiltà, e crede in lui, può e deve coltivare civiltà ancora, attraverso le semplici “regole” enunciate in questo passo evangelico.

Esse indicano come indispensabile tenere tra noi procedure e comportamenti che, pur essendo indipendenti dal mondo e soggetti solo al giudizio del Cristo Salvatore, siano sotto ogni aspetto validi per tutti.

 

NOTE

(a) Vedere Mt 5,22.

(b) Lc 12,14.58; 18,2.

(c) Vedere Mt 13,51-52.

(d) Purtroppo questo significato era andato perso nelle traduzioni dal greco. Vedere Lc 17,3 e nota a Lc 22,17, Gesù, il Cristo.

(e) Madonna significa “Signora” e, senz’altro, “Regina“. Puoi consultare In Nome di Maria.

 


 


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