Gesù, il Cristo, «venuto a cercare e a salvare ciò che è perduto» (Lc 19,10)

 

 

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Home page: In nome di Maria

 

Con il Papa

Solidità della Dottrina e della Tradizione

I testimoni delle origini

 

 

Esposizione di fatti

ottenuta, combinando i Vangeli tra loro,

da Giovanni Conforti

 


Riprendiamo questa frase da Qoèlet:

«Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c'è niente di nuovo sotto il sole».

Qoelet 1,9

 

La sentenza è, umanamente, inappellabile; ma Gesù Cristo offre un esito sorprendente.

 

Quindi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella.

Ed è beato chiunque non si scandalizzerà di me!».

Lc 7,22-23

 

Egli, in altre parole, cambia proprio le cose peggiori che sono sotto il sole, mantenendo stabile ciò che Dio ha creato, perché è «cosa buona».

 

Il Signore non teme la nostra curiosità

 

Suscitano molta curiosità l’enigma sinottico, i testi del Nuovo Testamento difficili in lingua greca e il fatto che il Vangelo di Giovanni, nonostante la sua profondità, sia il più facile da capire per i più giovani.

Inoltre ci chiediamo: i testimoni della vita del Cristo hanno avuto l’accortezza di raccontare fedelmente i fatti, così che se ne conservasse tutta l’efficacia?

A causa dei dubbi c’è chi ha rinunciato a conoscere Gesù storico e ha dovuto accontentarsi dell’ideale che egli rappresenta e dell’utopia che sia risorto.

Ma gli ideali stancano, soprattutto se dobbiamo alimentarli continuamente e non trovano conforto nella realtà. Molti hanno sentito come una liberazione abbandonarli e, magari, diventare atei.

A-teismo è una negazione; nasce dalla confusione, dalla stanchezza di dover essere noi a sostenere la verità, senza prospettiva di novità, senza risposta alle curiosità.

 

Fatti storici, salvezza concreta

 

Il risultato di quest’umile ricerca è che i Vangeli sono dei racconti storici, per cui noi possiamo vivere realmente con la compagnia del Cristo Salvatore, senza tanto riflettere.

Per mezzo di alcune autorità ebraiche, greche e romane, ci è stata garantita la certificazione della vita di Gesù, il Messia, il Cristo. Il racconto evangelico certifica i fatti; anzi, essendo fedele, ci mette in contatto diretto con i fatti stessi, con il Protagonista.

Due dei Vangeli valgono (vedi Vangeli, Evagelisti, simboli, in questo sito) come certificazione delle parole e opere di questa Persona. Egli è vissuto, morto, risorto ed è vivo per sempre.

Nessuno è in grado di spiegare (Gv 10,33) come un uomo possa essere Figlio di Dio, se non Lui stesso. Però questo è avvenuto e i Vangeli lo raccontano con precisione.

Non solo. Il Cristo storico ha trasmesso i suoi poteri alle persone, fino a oggi, nella sua Chiesa.

Evidentemente i libri possono certificare i poteri, ma non potevano contenerli e non li possono trasmettere.

Essendo Gesù Cristo l’unico intermediario storico tra la nostra realtà e ciò che le ha dato origine, non siamo noi che possiamo dare importanza a lui, è lui che dà vita a noi. Egli non dipende da noi. È lui l’Assoluto. L’Assoluto ha voluto essere storico per noi. È lui il nostro fondamento, anche se non vogliamo, anche se ci teniamo alla larga da lui.

E ricordiamo che il Cristo, nella sua opera, non vuole fare a meno di sua madre, Maria, e dei suoi fedeli santi.

Se egli è storico e se lo conosciamo bene, la conseguenza è che ciascuno di noi, in modo personale, ritrova salva in lui tutta la propria vita. Ciascuno si può rispecchiare in lui, senza riserve.

 



Per ricostruire fedelmente il racconto della vita di Gesù ci si deve attenere innanzi tutto al Vangelo di Luca e a quello di Giovanni, che vengono certificati come fedeli agli avvenimenti attraverso dichiarazioni formali: Lc 1,1-4; Gv 3,11; 19,35; 21,24.

Il Vangelo di Luca ci dà meno riferimenti di luogo e di tempo che non gli altri ma, intercalando nei punti giusti le parti del Vangelo di Giovanni, scritto anch’esso in ordine esatto di tempo, ecco apparire un racconto molto dettagliato anche nei tempi e nei luoghi. Questi due Vangeli offrono il racconto certificato degli avvenimenti, in ordine cronologico.

Aggiungendo alcune precisazioni, raccolte dai Vangeli di Matteo e Marco, otteniamo una narrazione esauriente di tutti i momenti importanti della vita di Gesù.

 

 

 

 


I fatti hanno inizio nel 4 a.C.

 

Lc 1[1]

[1]Poiché molti hanno appunto[2] incominciato a comporre un racconto[3] strutturato riguardante gli avvenimenti che hanno avuto compimento tra noi, [4]

[2]come ci hanno concesso coloro che dall’inizio (ne) sono stati testimoni oculari e incaricati della relazione,[5]

[3]anch’io, dopo aver acquisito ogni cosa da cima (a fondo) con esattezza, ho deciso di scrivere ordinatamente a te, eccellentissimo Teòfilo,

[4]perché tu veda la documentazione concernente le relazioni che hai ricevuto a voce.[6]

 

Metà di ottobre dell’anno 4 a. C.

 

[5]Avvenne nei giorni di Erode,[7] re della Giudea: un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abìa, e sua moglie una discendente di Aronne di nome Elisabetta.

[6]Erano entrambi giusti davanti a Dio, camminando irreprensibili in tutte le leggi e le prescrizioni del Signore.

[7]Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti nei loro giorni.

[8]Avvenne mentre egli officiava davanti al Signore nel turno della sua classe:

[9]secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di fare l’offerta dell’incenso, entrando nel tempio del Signore,

[10]e tutta l’assemblea del popolo era in preghiera di fuori nell’ora dell’incenso.

[11]Gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso.

[12]Si turbò Zaccaria vedendolo, e fu preso da timore.

[13]Ma l’angelo gli disse:

«Non temere, Zaccaria,

perché la tua preghiera è stata esaudita

e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio,

che chiamerai Giovanni.

[14]Avrai gioia ed esultanza

e molti si rallegreranno della sua nascita,

[15]infatti sarà grande davanti al Signore,

e non berrà vino né bevanda inebriante,

e sarà pieno di Spirito Santo

fin dal seno di sua madre

[16]e ricondurrà molti dei figli d’Israele

al Signore loro Dio.

[17]Egli camminerà innanzi a lui

con lo spirito e la forza di Elia,

per far tornare i sentimenti dei padri ai figli[8]

e i ribelli a pensieri da giusti,

così da preparare al Signore un popolo ben disposto».

[18]Zaccaria disse all’angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata nei suoi giorni».

[19]L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questi lieti annunzi.

[20]Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo».

[21]E il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio.

[22]Quando poi uscì non poteva parlare loro, e capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Egli faceva loro dei cenni e restava muto.

[23]E avvenne che, compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa.

[24]Dopo questi giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi, dicendo:

[25]«Così ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini».

 

Circa il 25 marzo del 3 a. C.

 

Lc 1

[26]Nel sesto mese,[9] l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,

[27]a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

[28]Entrando da lei,[10] disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».

[29]A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

[30]L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.[11]

[31]Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

[32]Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre

[33]e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».[12]

[34]Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».

[35]Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

[36]Vedi: anche Elisabetta, tua parente,[13] nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:

[37]nulla sarà impossibile presso Dio».

[38]Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.

 

Mt 1

[18]La nascita di Gesù Cristo avveniva così: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe,[14] prima che andassero a vivere insieme si trovò gravida per opera dello Spirito Santo.

[19]Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

[20]Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.

[21]Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

[22]Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

[23]Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio e lo chiameranno Emmanuele, che, tradotto, significa Dio con noi.

[24]Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore: prese con sé la sua sposa.

 

Lc 1

[39]In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.

[40]Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

[41]Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo

[42]ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

[43]A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? [15]

[44]Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.

[45]E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».

[46]Allora Maria disse:[16]

«L’anima mia magnifica il Signore

[47]e il mio spirito esulta a Dio, mio salvatore,

[48]perché ha guardato all’umiltà della sua serva.

Ecco, infatti, d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata,

[49]perché grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente.

Santo è il suo nome

[50]e la sua misericordia verso generazioni e generazioni,

per quelli che lo temono.

[51]Ha messo in atto potenza con il suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

[52]ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

[53]ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato a mani vuote i ricchi.

[54]Si è preso cura di Israele, suo servo,

per onorare (la sua) misericordia,

[55]secondo quanto aveva detto ai nostri padri,

ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».

[56]Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

[57]Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.

[58]I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano insieme a lei.

[59]E avvenne nell’ottavo giorno: vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria.

[60]Ma sua madre intervenne: «No, invece si chiamerà Giovanni».

[61]Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».

[62]Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.

[63]Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati.

[64]In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.

[65]Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si diffondevano tutte queste parole.[17]

[66]Tutti coloro che le udivano, le fissarono nel loro cuore,[18] dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». Infatti la mano del Signore era con lui.

[67]Zaccaria, suo padre, fu pieno di Spirito Santo e profetò dicendo:

[68]«Benedetto il Signore Dio d’Israele,

perché ha visitato e redento il suo popolo,

[69]e ha suscitato salvezza potente per noi

nella casa di Davide, suo servo,

[70]come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo,

[71]salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di tutti quelli che ci odiano,

[72]compiere la misericordia (stabilita) con i nostri padri

e ricordarsi della sua santa alleanza,

[73]giuramento che fece ad Abramo, nostro padre,

[74]per permetterci, liberati dalla mano dei nemici,

di servirlo senza timore,

[75]in santità e giustizia

al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

[76]E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo: infatti camminerai al cospetto del Signore a preparargli le strade,

[77]per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza con la remissione dei suoi peccati,

[78]grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,

con la quale verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge

[79]a rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte

per dirigere i nostri passi su una via di pace».

[80]Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito e stava nei luoghi deserti[19] fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

 

Lc 2

[1]Avvenne in quei giorni che uscì un decreto di Cesare Augusto di fare il censimento di tutto il mondo abitato.

[2]Questo fu il primo censimento (che si svolse) mentre era governatore della Siria Quirinio.[20]

[3]Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.

[4]Salì anche Giuseppe, dalla città di Nazaret in Galilea alla città di Davide, che è chiamata Betlemme, in Giudea, poiché era della casa e della famiglia di Davide,

[5]per farsi registrare insieme a Maria, quella che era stata promessa sposa a lui, che era gravida.

 

Circa 25 dicembre, anno 3 a.C.

 

Mt 1

[25]E non la conosceva finché[21] non partorì un figlio; ed egli lo chiamò Gesù.

 

Lc 2

[6]Avvenne che, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

[7]Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.

 

Mt 2

[1a]Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode.

 

Lc 2

[8]In quella stessa zona alcuni pastori si trattenevano in campagna e svolgevano le guardie notturne al loro gregge.[22]

[9]Un angelo del Signore si presentò a loro e una gloria del Signore splendette intorno a loro ed essi furono presi da grande spavento.

[10]E disse loro l’angelo: «Non temete, ecco vi porto il buon annuncio di una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:

[11]oggi vi è nato un salvatore, che è Cristo Signore,[23] nella città di Davide.

[12]Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia».

[13]E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:

[14]«Gloria nel più alto (dei cieli) a Dio

e in terra pace

tra gli uomini

(fatta) di benevolenza[24] ».

[15]E avvenne, appena gli angeli si allontanarono da loro verso il cielo, che i pastori dicevano fra loro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».

[16]Andarono spediti e rintracciarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.

[17]E, dopo aver visto, hanno fatto conoscere quanto era stato detto loro riguardo a quel bambino.

[18]Tutti quelli che hanno udito, si sono stupiti delle cose dette loro dai pastori.

[19]Maria, da parte sua, custodiva tutte queste parole,[25] raccolte nel suo cuore.[26]

[20]I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, conformemente a quanto era stato detto loro.

[21]Quando furono passati gli otto giorni prescritti per circonciderlo, fu anche chiamato con il nome di Gesù, quello che gli era stato dato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo.

[22]Quando si compirono i giorni della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino su a Gerusalemme per offrirlo al Signore,

[23]come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà chiamato sacro al Signore;

[24]e per offrire in sacrificio, come è prescritto nella Legge del Signore, una coppia di tortore o due giovani colombi.

[25]Ed ecco: a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele;

[26]lo Spirito Santo era sopra di lui, e gli era stato preannunziato dallo Spirito Santo che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.

[27]Mosso dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che era stabilito dalla Legge per lui,

[28]lo prese tra le braccia e benedisse Dio dicendo:

[29]«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada

in pace secondo la tua parola;

[30]perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,

[31]che hai preparato di fronte a tutti i popoli,

[32]luce per illuminare le genti

e gloria del tuo popolo Israele».

[33]Suo padre e sua madre erano stupiti delle cose che si dicevano di lui.

[34]Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Ecco: egli è qui per la rovina e la risurrezio­ne di molti in Israele, e come segno che controbatte

[35] - e anche a te una spada trafiggerà l’anima[27] - perché siano condotti alla luce i ragionamenti di molti cuori».

[36]C’era anche Anna, una profetessa, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza,

[37]era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.

[38]Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

 

Inizio anno 1 a. C.

 

Mt 2

[1b]Ecco, alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano:

[2]«Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo».

[3]All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme.

[4]Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia.

[5]Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

[6]E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele.

[7]Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella[28]

[8]e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».

[9]Udito il re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto in Oriente, li precedeva,[29] finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.

[10]Al vedere la stella, essi avevano provato una grandissima gioia.

[11]Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.

[12]Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

[13]Partiti loro, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».

[14]Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e si ritirò in Egitto,

[15]e rimase là fino alla fine di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio.

[16]Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio di due anni e inferiori, secondo il tempo su cui era stato informato dai Magi.[30]

[17]Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

[18]Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.

 

Circa tre mesi dopo

 

[19]Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto

[20]e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nel paese d’Israele; perché sono morti coloro[31] che insidiavano la vita del bambino».

[21]Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d’Israele.

[22]Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea

[23]e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

 

Lc 2

[39]Quando ebbero compiuto tutto ciò che era richiesto dalla legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret.

[40]Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e grazia di Dio era sopra di lui.

[41]I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.

 

Pasqua dell’11 d. C.

 

[42]Quando ebbe dodici anni, essi vi salirono di nuovo

[43]e trascorsero i giorni della festa secondo l’usanza; mentre essi erano sulla via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme e i suoi genitori non se ne accorsero.

[44]Credendo che egli fosse nella carovana, fecero il viaggio di un giorno, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;

[45]non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme in cerca di lui.

[46]E avvenne che dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.

[47]E tutti quelli che l’udivano erano confusi per la sua intelligenza e le sue risposte.

[48]Al vederlo rimasero sbalorditi e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».

[49]Ed egli rispose loro: «Perché mai mi cercavate? Non sapevate che è necessario che io mi occupi delle cose del Padre mio?».[32]

[50]Ma essi non posero attenzione al discorso che fece loro.

 

A Nazaret, fino a 30 anni, obbedienza e lavoro

 

Lc 2

[51]Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte le parole[33] nel suo cuore.

[52]E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.


Ministero del Battista e inizio della vita pubblica di Gesù

 

Seconda metà dell’anno 28 d.C.

 

Lc 3

[1]Nell’anno decimoquinto[34] dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturèa e della regione della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilène,

[2]sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, venne una parola di Dio su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.[35]

[3]E percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati,[36]

[4]com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri![37]

[5]Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati.

[6]E ogni carne vedrà la salvezza di Dio!

[7]Diceva allora alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all’ira imminente?

[8]Fate dunque frutti degni della conversione e non cominciate a dire tra voi:[38] Abbiamo Abramo per padre! Vi dico infatti che Dio può far sorgere figli ad Abramo da queste pietre.

[9]Anzi, già la scure è pronta vicino alla radice degli alberi; ogni albero che non fa buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco».

[10]E le folle lo interrogavano dicendo: «Che cosa dobbiamo dunque fare?».[39]

[11]Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne condivida con chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».

[12]Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?».

[13]Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».

[14]Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». E disse loro: «Non derubate nessuno con la violenza né con false accuse, contentatevi delle vostre paghe».

[15]Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo,

[16]Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei sandali:[40] costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

[17]Egli ha in mano il suo ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; invece brucerà la pula con fuoco inestinguibile».[41]

[18]Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona notizia.

 

 

Mt 3

[13]In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.

[14]Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?».

[15]Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia».[42] Allora Giovanni acconsentì.

 

Lc 3

[21]Avvenne che quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, si aprì il cielo

[22]e scese su di lui lo Spirito Santo[43] in apparenza corporea, come di colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto».[44]

[23]Gesù quando incominciò il suo ministero era (proprio) sui trent’anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, figlio di Eli,

[24]figlio di Mattàt, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innài, figlio di Giuseppe,

[25]figlio di Mattatìa, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggài,

[26]figlio di Maat, figlio di Mattatìa, figlio di Semèin, figlio di Iosek, figlio di Ioda,

[27]figlio di Ioanan, figlio di Resa, figlio di Zorobabèle, figlio di Salatiel, figlio di Neri,

[28]figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er,

[29]figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattàt, figlio di Levi,

[30]figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliacim,

[31]figlio di Melèa, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natàm, figlio di Davide,

[32]figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naàsson,

[33]figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda,

[34]figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor,

[35]figlio di Seruk, figlio di Ragau, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala,

[36]figlio di Cainam, figlio di Arfàcsad, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamech,

[37]figlio di Matusalemme, figlio di Enoch, figlio di Iaret, figlio di Malleèl, figlio di Cainam,

[38]figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.

 

Lc 4

[1]Gesù, pieno di Spirito Santo,[45] si allontanò dal Giordano e veniva diretto nello spirito nel deserto

[2]per quaranta giorni ed era tentato dal diavolo.[46] Non mangiò nulla[47] in quei giorni e quando furono terminati ebbe fame.

[3]Allora il diavolo gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane».

[4]Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo».

[5]Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni del mondo e gli disse:

[6]«Ti darò tutta questa potenza e la gloria di queste cose, perché è in mio potere e la do a chi voglio.

[7]Se dunque ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo».

[8]Gesù gli rispose: «Sta scritto: Ti prostrerai al Signore Dio tuo e lui solo adorerai».

[9]Lo condusse a Gerusalemme, (lo) collocò sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, buttati giù;

[10]sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordine a tuo riguardo, di custodirti;

[11]e anche: ti sosterranno con le mani, perché tu non sbatta il tuo piede contro una pietra».

[12]Gesù gli rispose: «È stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo».[48]

[13]Avendo esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo stette lontano da lui fino al tempo fissato.

 

Inizio anno 29

 

Gv 1[49]

[19]E questa è la testimonianza[50] di Giovanni, quando i Giudei[51] gli hanno inviato[52] da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?».

[20]Egli ha confessato e non ha negato, e ha confessato: «Io non sono il Cristo».

[21]Allora gli hanno chiesto: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Ha risposto: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Ha risposto: «No».

[22]Gli hanno dunque chiesto: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».

[23]Ha risposto: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia».

[24]E c’erano degli inviati dei farisei.

[25]L’hanno interrogato e gli hanno detto: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».

[26]Giovanni ha risposto loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi c’è uno che voi non conoscete,

[27]che viene dopo di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo».

[28]Questo è avvenuto in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

[29]Il giorno dopo, Giovanni vede Gesù venire verso di lui e dice: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!

[30]È lui colui del quale io ho detto: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me.

[31]Io non lo conoscevo,[53] ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele».

[32]E Giovanni ha reso testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba[54] dal cielo e posarsi su di lui.

[33]Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua, quegli mi ha detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e trattenersi lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo.

[34]E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio».[55]

[35]Il giorno dopo erano là di nuovo Giovanni e due dei suoi discepoli

[36]ed (egli), fissato lo sguardo su Gesù che passa, dice: «Ecco l’agnello di Dio!».

[37]E i due discepoli l’hanno sentito parlare e hanno seguito Gesù.[56]

[38]Gesù allora si volta e, vedendo che lo seguono, dice loro: «Che cercate?». Gli hanno risposto: «Rabbì (che significa maestro), dove sei ospite?».

[39]Dice loro: «Venite e vedrete». Sono dunque andati e hanno visto dove viene ospitato[57] e quel giorno sono rimasti ospiti presso di lui; era circa l’ora decima.[58]

[40]Era Andrea, fratello di Simon Pietro, uno dei due che hanno udito quelle parole da Giovanni e l’hanno seguito.

[41]Egli incontra per primo suo fratello Simone, e gli dice: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)»

[42]e l’ha condotto da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, ha detto: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».

[43]Il giorno dopo Gesù ha stabilito di partire per la Galilea; incontra Filippo e gli dice: «Seguimi».

[44]Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro.[59]

[45]Filippo incontra Natanaèle e gli dice: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret».

[46]Natanaèle gli ha detto: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?». Filippo gli risponde: «Vieni e vedi».

[47]Gesù ha visto Natanaèle che gli veniva incontro e dice di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità».

[48]Natanaèle gli domanda: «Come mi conosci?». Gli ha risposto Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico».

[49]Gli ha replicato Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».

[50]Gesù gli ha risposto: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!».

[51]Poi gli dice: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo!».

 

Gv 2

[1]Tre giorni dopo, c’è stato uno sposalizio a Cana di Galilea[60] e c’era la madre di Gesù.

[2]È stato invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.

[3]Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli dice: «Non hanno più vino».

[4]E Gesù risponde: «Che importa a me e a te,[61] donna? Non è ancora giunta la mia ora».

[5]La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».

[6]Vi erano là deposte sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili.

[7]E Gesù dice loro: «Riempite d’acqua le giare»; e le hanno riempite fino all’orlo.

[8]Dice loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola».[62] Ed essi gliene hanno portato.

[9]E come ha assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiama lo sposo

[10]e gli dice: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino a ora il vino buono».

[11]In questo modo Gesù ha dato inizio ai segni,[63] in Cana di Galilea, ha manifestato la sua gloria e i suoi discepoli si sono affidati a lui.[64]

[12]Dopo questo fatto, è disceso a Cafarnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si sono fermati colà solo pochi giorni. [65]

 

PASQUA dei Giudei, ANNO 29, a Gerusalemme

 

Gv 2

[13]Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.

[14]Trovò nel tempio coloro che vendevano buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco.[66]

[15]Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; sparse per terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi,

[16]e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato».

[17]I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora.

[18]Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?».

[19]Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».[67]

[20]Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni[68] e tu in tre giorni lo farai risorgere?».

[21]Ma egli parlava del tempio del suo corpo.

[22]Quando poi risuscitò dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

[23]Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa molti, vedendo i segni che faceva, aderirono al suo nome.[69]

[24]Gesù, da parte sua, non si accertava riguardo a loro (secondo la procedura normale per i rabbi),[70] per il fatto che egli conosceva tutti

[25]e perché non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza riguardo all'uomo, egli infatti conosceva quello che c’era nell'uomo.

 

Gv 3

[1]C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei.

[2]Egli è andato da Gesù, di notte,[71] e gli ha detto: «Rabbì, sappiamo[72] che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui».

[3]Gli ha risposto Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce dall'alto,[73] non può vedere il regno di Dio».

[4]Gli dice Nicodèmo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?».

[5]Gli ha risposto Gesù: «In verità, in verità[74] ti dico, se uno non nasce da acqua[75] e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.

[6]Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito.

[7]Non stupirti se t’ho detto: dovete nascere dall'alto.

[8]Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».[76]

[9]Ha replicato Nicodèmo: «Come può accadere questo?».[77]

[10]Gli ha risposto Gesù: «Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose?

[11]In verità, in verità ti dico che noi[78] parliamo di quel che sappiamo[79] e testimoniamo quel che abbiamo veduto;[80] ma voi non accogliete la nostra testimonianza.

[12]Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?[81]

[13]Nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo.

[14]E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo,

[15]perché chiunque crede in lui abbia vita eterna.[82]

[16]Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia vita eterna.

[17]Dio non ha mandato il Figlio nel mondo perché giudichi il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.[83]

[18]Chi crede in lui non è giudicato; ma chi non crede è già stato giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

[19]E il giudizio[84] è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.

[20]Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non va alla luce perché non siano svelate le sue opere.

[21]Ma chi opera la verità va alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».[85]

 

In Giudea

 

Gv 3

[22]Dopo queste cose, Gesù andò con i suoi discepoli nella terra di Giudea; e là si trattenne con loro, e battezzava.

[23]C’era anche Giovanni che battezzava a Enòn,[86] vicino a Saleim - perché c’era là molta acqua -, e si trovavano vicini e battezzavano ciascuno per conto proprio;[87]

[24]Giovanni, infatti, non era stato ancora imprigionato.

[25]Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo la purificazione.

[26]Andarono perciò da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano, e al quale hai reso testimonianza, ecco sta battezzando e tutti accorrono a lui».

[27]Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è dato dal cielo.

[28]Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui.

[29]Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo.[88] Ora questa mia gioia è compiuta.

[30]Egli deve crescere e io invece diminuire.

[31]Colui che viene (giù) dall’alto[89] è al di sopra di tutti; colui che viene dalla terra[90] appartiene alla terra e parla della terra.[91] Colui che viene dal cielo è al di sopra di tutti:

[32]ciò che ha visto e udito, questo testimonia, e nessuno accoglie la sua testimonianza.[92]

[33]Colui[93] che ha accolto la sua testimonianza, certifica con sigillo che (egli) è il vero Dio.[94]

[34]Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio, poiché, indubbiamente, lo Spirito (gliele) dà non contate.

[35]Il Padre ha caro il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.

[36]Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi invece non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio incombe su di lui».[95]

 

Fine gennaio anno 30, tra i Samaritani e poi in Galilea

 

Gv 4

[1]Quando il Signore ha saputo che i farisei hanno sentito dire: Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni -

[2]sebbene non fosse Gesù in persona che battezzava, ma i suoi discepoli -,

[3]ha lasciato la Giudea ed è partito di nuovo per la Galilea.

[4]Doveva perciò attraversare la Samaria.

[5]Giunge pertanto a una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio:

[6]qui c’era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.

[7]Arriva intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere».

[8]I suoi discepoli infatti sono andati in città a comprare cibi.[96]

[9]Ma la Samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani.

[10]Gesù le ha risposto: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva».[97]

[11]Gli dice la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva?

[12]Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?».

[13]Ha risposto Gesù: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete;

[14]ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla in vita eterna».

[15]«Signore, gli dice la donna, dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».

[16]Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e poi ritorna qui».

[17]Ha risposto la donna: «Non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene “non ho marito”;

[18]infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».

[19]Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta.

[20]I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».

[21]Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme[98] adorerete il Padre. –

[22]Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. –

[23]Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori.

[24]Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».

[25]Gli risponde la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa».

[26]Le dice Gesù: «Sono io, che ti parlo».

[27]In quel momento sono arrivati i suoi discepoli e si sono meravigliati che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli ha detto: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?».

[28]La donna intanto ha lasciato la brocca, è andata in città e dice alla gente:

[29]«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?».

[30]Sono usciti dalla città e venivano da lui.

[31]Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia».

[32]Ma egli ha risposto: «Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete».

[33]E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?».

[34]Gesù dice loro: «Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera.

[35]Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi[99] e poi viene la mietitura?[100] Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura.[101]

[36]E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete.

[37]In questo è vero il detto: uno è chi semina e un altro chi miete.[102]

[38]Io vi ho mandato a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro».

[39]Molti Samaritani di quella città hanno creduto in lui per le parole della donna che dichiarava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto».

[40]E quando i Samaritani sono giunti da lui, lo hanno pregato di restare ospite da loro ed egli vi è rimasto due giorni.

[41]Molti di più hanno creduto per la sua parola

[42]e dicevano alla donna: «Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

[43]Trascorsi due giorni, è partito di là per andare in Galilea.

 


 


Maestro in Galilea, dà inizio al Regno di carità

 

Lc 3

[19]Ma il tetrarca Erode, biasimato da lui (Giovanni Battista) a causa di Erodìade, moglie di suo fratello, e per tutte le scelleratezze che aveva commesso,

[20]aggiunse alle altre anche questa: fece rinchiudere Giovanni in prigione.

 

Mt 4

[12]Avendo saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea.

 

Lc 4

[14]Gesù, nella potenza dello Spirito Santo, ritornò in Galilea e la fama di lui si diffuse tutt’intorno nella regione.

[15]Egli insegnava nelle loro sinagoghe ed era stimato da tutti.

 

Di nuovo a Cana

 

Gv 4

[44]A dire il vero, Gesù stesso ha dato la prova[103] che un profeta non ottiene riconoscimento nella sua patria.

[45]Sta di fatto che, quando è giunto in Galilea, i Galilei lo hanno accolto con gioia, perché hanno visto tutto quello che ha fatto a Gerusalemme durante la festa; anch’essi infatti sono andati alla festa.

[46]Si è recato dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re,[104] che aveva un figlio malato a Cafarnao.

[47]Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si è recato da lui e l’ha pregato di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire.

[48]Gesù gli ha detto: «Se non vedete segni e prodigi, non (c’è verso) che crediate».

[49]Ma il funzionario del re gli dice: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia».

[50]Gesù gli risponde: «Va’, tuo figlio vive».[105] Quell’uomo ha creduto alla parola che gli ha detto Gesù e si è messo in cammino.

[51]Proprio mentre scendeva, gli sono venuti incontro i servi a dirgli: «Tuo figlio vive!».

[52]Si è poi informato a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli hanno detto: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno la febbre lo ha lasciato».

[53]Il padre ha riconosciuto che proprio in quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive» e ha creduto lui con tutta la sua famiglia.

[54]Gesù ha fatto questo secondo miracolo tornando dalla Giudea in Galilea.

 

A Nazareth, discorso nella sinagoga

 

Lc 4

[16]Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; e il giorno di sabato entrò, secondo il suo solito, nella sinagoga e si alzò a leggere.

[17]Gli fu dato un rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:

[18]Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione per annunziare ai poveri un lieto messaggio, mi ha mandato a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi il ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi,

[19]a predicare un anno di grazia del Signore.

[20]Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’incaricato[106] e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga erano rivolti a lui.

[21]Cominciò dunque a dire loro: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che avete udito con i vostri orecchi».

[22]Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle espressioni della grazia (di Dio) che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è figlio di Giuseppe costui?».[107]

[23]Egli disse loro: «Sicuramente mi esporrete questo paragone: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che è accaduto fino a[108] Cafarnao, fallo anche qui, nella tua patria!».

[24]Aggiunse però: «In verità, vi dico che nessun profeta è riconosciuto nella sua patria.

[25]In verità, vi dico pertanto: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi così che ci fu una grande carestia in tutto il paese;

[26]ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone.

[27]C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro».

[28]All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno;[109]

[29]si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fino a un poggio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù.

[30]Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

 

A Cafarnao (febbraio, anno 30)

 

Mt 4

[13]E, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali…

 

Mc 1

[14a]Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio…

 

Lc 4

[31]E discese a Cafarnao, una città della Galilea, e al sabato ammaestrava gli abitanti.

[32]Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché il suo discorso veniva da autorità.

[33]Nella sinagoga c’era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare a gran voce:

[34]«Ehi! Che c’è tra noi e te,[110] Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!».

[35]Gesù gli intimò: «Taci, esci da costui!». E il demonio, gettatolo qua e là nel mezzo, uscì da lui, senza fargli alcun male.

[36]Tutti furono presi da paura e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi ed essi se ne vanno?».

[37]E si diffondeva la fama di lui in ogni luogo della regione circostante.

[38]Alzatosi dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei.

[39]Chinatosi su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò. Levatasi all’istante, la donna cominciò a servirli.

[40]Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di qualsiasi genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo le mani su ciascuno di loro, li guariva.

[41]Da molti uscivano anche demòni gridando e affermando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli minacciandoli non permetteva loro che dicessero di sapere che egli era il Cristo.[111]

 

Fino alle sinagoghe della Giudea (dalla primavera dell’anno 30 ai primi mesi dell’anno 31: l'«anno di grazia» di predicazione di Gesù)

 

Lc 4

[42]Divenuto giorno uscì e si incamminò verso un luogo deserto.[112] Le folle lo cercavano, lo raggiunsero e gli impedivano di andarsene via da loro.

[43]Ma egli disse loro: «È necessario che io dia la buona notizia del regno di Dio[113] anche alle altre città, perché sono stato mandato per questo».

[44]Andava predicando fino alle[114] sinagoghe della Giudea.[115]

 

Mc 1

[14b]…e diceva:

[15]«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».[116]

 

 

In Galilea, all’inizio dell’anno 31 d.C.

 

Lc 5

[1]Avvenne che, mentre la folla gli faceva ressa intorno e ascoltava la parola di Dio ed egli stava in piedi presso il lago di Genèsaret,

[2]vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti.[117]

[3]Salito in una delle barche, che era di Simone, lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.

[4]Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le vostre reti per la pesca».

[5]E Simone rispose: «Maestro, faticando tutta la notte non abbiamo preso nulla; però, sulla tua parola, getterò le reti».

[6]E avendo fatto ciò, presero una quantità enorme di pesci: le loro reti si rompevano.

[7]Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca di venire ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche quasi al punto da affondare.

[8]Al veder questo, Simon Pietro si prostrò davanti alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Allontanati da me perché sono un uomo peccatore, Signore».

[9]Sbalordimento infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano con lui per l’insieme dei pesci pescati;

[10]così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. E Gesù disse a Simone: «Non temere;[118] d’ora in poi pescherai uomini».

[11]Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.[119]

[12]E avvenne mentre egli si trovava in una città: ecco un uomo coperto di lebbra. Vedendo Gesù si prostrò con la faccia a terra e lo pregò: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».

[13]Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui.

[14]Gli ordinò di non dirlo a nessuno, ma: «Va’, mostrati al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione come ha stabilito Mosè, a testimonianza per loro».

 

Mc 1

[45]Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.

 

Lc 5

[15]Si diffondeva ancor più il parlare di lui e folle numerose venivano per ascoltare e farsi guarire dalle loro infermità.

 

Mt 4

[23]Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona notizia del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

[24]La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì.

[25]E grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

 

Lc 5

[16]Ma egli stava ritirato nei luoghi deserti e in preghiera.[120]

 

Mc 2

[1]Quando entrò di nuovo a Cafarnao, dopo alcuni giorni, si seppe che era in casa..

[2]e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola.

 

Lc 5

[17]E avvenne un giorno: stava insegnando ed erano seduti farisei e dottori della legge, che erano venuti da ogni villaggio della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.[121]

 

Mc 2

[3]Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone.

 

Lc 5

[18]Ed ecco degli uomini che portavano sopra un letto un uomo paralitico e cercavano di introdurlo (in casa) e di metterlo davanti a lui.

[19]Non trovando da qual parte portarlo dentro a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole,[122] lo calarono con il lettuccio là in mezzo, davanti a Gesù.

[20]Veduta la loro fede, disse: «Uomo, ti sono rimessi i tuoi peccati».

[21]Gli scribi e i farisei cominciarono a consultarsi dicendo: «Chi è costui che pronuncia bestemmie? Chi può rimettere i peccati, se non Dio soltanto?».

[22]Gesù, accortosi dei loro dubbi, rispose: «Che cosa andate ragionando nei vostri cuori?

[23]Che cosa è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina?

[24]Ma, perché possiate vedere che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, io ti dico - esclamò, rivolto al paralitico -: alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua!».

[25]Subito egli si alzò davanti a loro, prese ciò su cui era disteso e si avviò verso casa glorificando Dio.

[26]E uno stupore prese tutti quanti e lodavano Dio; erano pieni di timore e dicevano: «Oggi abbiamo visto cose mirabili».

[27]Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!».[123]

 

Mt 9

[9]Andando via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

 

Lc 5

[28]Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.

[29]E Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa e c’era folla di pubblicani e di altri che erano seduti a tavola con loro.

[30]I farisei e i loro scribi mormoravano ai suoi discepoli: «Per quale motivo mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?».

[31]E Gesù rispose loro: «Non hanno bisogno di medico coloro che sono sani, ma coloro che sono malati;

[32]non sono venuto a chiamare a conversione[124] dei giusti ma dei peccatori».

[33]Allora gli dissero: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni; così pure quelli dei farisei; invece i tuoi mangiano e bevono!».

[34]Gesù rispose: «Potete far digiunare gli accompagnatori dello sposo, mentre lo sposo è con loro?

[35]Verranno però i giorni in cui lo sposo sarà strappato da loro; allora, in quei giorni, digiuneranno».

[36]Diceva anche una parabola[125] di fronte a loro: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un vestito vecchio; altrimenti strappa il nuovo e la toppa presa dal nuovo non si adatta al vecchio.

[37]E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti.

[38]Invece bisogna mettere vino nuovo in otri nuovi.

[39]E nessuno che beva del vecchio desidera del nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!».[126]

 

Fine maggio dell’anno 31: la scelta dei Dodici e il Discorso della montagna

 

Lc 6

[1]Avvenne un sabato, primo di due,[127] che egli passò attraverso campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe,[128] sfregandole con le mani.

[2]Alcuni farisei dissero: «Perché fate ciò che non è permesso nei giorni di sabato?».

[3]Gesù rispose: «Non avete mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame lui e i suoi compagni?

[4]Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».

[5]E diceva loro: «È signore del sabato il Figlio dell’uomo».

[6]Avvenne, un altro sabato, che egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare e c’era là un uomo, che aveva la mano destra inaridita.

[7]Lo osservavano gli scribi e i farisei per vedere se lo guariva di sabato, allo scopo di trovare un capo di accusa contro di lui.

[8]Ma Gesù era a conoscenza dei loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano inaridita: «Alzati e mettiti nel mezzo!». Egli, alzatosi, vi si mise.

[9]Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: Durante il sabato è lecito fare del bene, o fare del male,[129] salvare un’anima,[130] o perderla?».

[10]E volgendo tutt’intorno lo sguardo su di loro, disse all’uomo: «Stendi la tua mano!». Egli lo fece e la mano fu guarita.

[11]Ma essi furono pieni di rabbia[131] e discutevano fra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

[12]Avvenne anche, in quei giorni, che egli uscì per andare sulla montagna a pregare e, passandovi la notte, perseverava nella preghiera a Dio.[132]

[13]Quando venne giorno, chiamò vicino i suoi discepoli e, scegliendone dodici che fossero anche apostoli, chiamò:

[14]Simone, che ha chiamato anche Pietro,[133] Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo,

[15]Matteo, Tommaso, Giacomo d’Alfeo, Simone soprannominato Zelota,

[16]Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che è stato traditore.

[17]Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante; e c’era gran folla di suoi discepoli, gran moltitudine di gente da tutta la Giudea e da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone,[134]

[18]che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie. Anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi venivano guariti

[19]e tutta la folla cercava di toccarlo, perché una potenza usciva da lui e sanava tutti.

[20]Ed egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli,[135] diceva:

«Beati voi poveri,

perché vostro è il regno di Dio.[136]

[21]Beati voi che adesso avete fame,

perché sarete saziati.

Beati voi che adesso piangete,

perché riderete.

[22]Siate felici quando gli uomini vi odieranno e vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo.[137]

[23]Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti si comportavano i loro padri con i profeti.[138]

[24]Invece guai a voi, ricchi,

perché tenete lontano il vostro invito (al Regno di Dio).[139]

[25]Guai a voi che siete sazi ora,

perché avrete fame.

Guai a voi che ridete ora,

perché sarete afflitti e piangerete.

[26]Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi.

Allo stesso modo infatti si comportavano i loro padri con i falsi profeti.

[27]Ma dico[140] a voi che ascoltate: Abbiate cari[141] i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano,

[28]benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano.

[29]A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra;[142] a chi ti leva il mantello, non trattenere la tunica.

[30]Da’ a chiunque ti chiede; e a chi porta via del tuo, non richiederlo.

[31]E come volete che le persone facciano con voi, allo stesso modo fate con loro.

[32]Se avete cari quelli che vi hanno cari, quale grazia[143] c’è per voi? Infatti anche i peccatori hanno cari quelli che li hanno cari.

[33]E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, quale grazia c’è per voi? Anche i peccatori fanno lo stesso.

[34]E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, per voi quale grazia c’è? Anche dei peccatori concedono prestiti a peccatori per riceverne altrettanto.

[35]Abbiate cari, invece, i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro salario[144] sarà copioso e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gli ingrati e i cattivi.[145]

[36]Siate compassionevoli, come è compassionevole il Padre vostro.

[37]Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato;

[38]date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».

[39]Disse loro anche una parabola:[146] «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’e due in una buca?

[40]Non c’è discepolo superiore al maestro;[147] ma ognuno condotto a perfezione sarà come il suo maestro.

[41]Perché, dunque, vedi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non scorgi la trave che è nel tuo occhio?[148]

[42]Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita,[149] togli prima la trave dal tuo occhio e allora vedrai distintamente la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, togliendola.

[43]Non c’è, in realtà, albero sano che faccia frutto bacato, né d’altronde albero cadente che faccia frutto sano.[150]

[44]Ogni albero, infatti, si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo.

[45]L’uomo buono trae il bene dal buon tesoro del cuore; il cattivo dal cattivo tesoro del cuore trae il male, infatti la sua bocca parla dalla pienezza del cuore.

[46]Perché mi chiamate: “Signore”, “Signore”, e non fate ciò che dico?[151]

[47]Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile:

[48]è simile a un uomo che sta costruendo una casa, che ha scavato ed è andato in profondità e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era stata costruita bene.

[49]Chi invece ascolta[152] e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la rovina di quella casa fu grande».

 

Lc 7

[1]Poiché aveva terminato di rivolgere tutte le sue parole alle orecchie del popolo, entrò in Cafarnao.

[2]Il servo di un centurione, che aveva una malattia, stava per morire. Gli era molto caro.

[3]Avendo udito parlare di Gesù, mandò presso di lui alcuni anziani dei Giudei per pregarlo di venire a salvare il suo servo.

[4]Costoro, giunti da Gesù, lo pregavano con insistenza: «Egli merita che tu gli faccia questo», dicevano,

[5]«perché ha caro il nostro popolo, ed è stato lui a costruirci la sinagoga».

[6]Gesù si incamminò con loro. Quando egli era ormai non molto distante dalla casa, il centurione mandò alcuni amici per dirgli: «Signore, non disturbarti, perché io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto,

[7]per cui non mi sono nemmeno ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e sarà guarito il mio ragazzo.

[8]Anch’io infatti sono uomo sottoposto a un’autorità, e ho sotto di me dei soldati; e dico all’uno: “Va’”, ed egli va, e a un altro: “Vieni”, ed egli viene, e al mio servo: “Fa’ questo”, ed egli lo fa».

[9]All’udire questo Gesù si meravigliò di lui e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: «Vi dico: neanche in Israele ho trovato una fede così grande!».[153]

[10]E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

 

Verso la Giudea

 

Lc 7

[11]E avvenne in seguito: si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla.

[12]Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato fuori al sepolcro un morto, figlio unico di sua madre; ed essa era vedova; e molta gente della città era con lei.

[13]Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: «Non piangere!».[154]

[14]E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Giovinetto, dico a te, svegliati!».[155]

[15]Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. E lo diede a sua madre.

[16]Un timore prese tutti e glorificavano Dio dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo».

[17]E questa voce su di lui si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione circostante.

 

In Giudea

 

Lc 7

[18]Anche a Giovanni[156] i suoi discepoli riferirono di tutti questi avvenimenti. Giovanni, chiamati due di essi,

[19]li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro?».[157]

[20]Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandato da te per domandarti: Sei tu colui che viene o dobbiamo aspettare un altro?».

[21]In quell’ora (Gesù) guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò a molti ciechi di vedere.

[22]Quindi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella.

[23]Ed è beato chiunque non si scandalizzerà di me!».

[24]Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, cominciò a dire alla folla riguardo a Giovanni: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento?

[25]E allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano vesti sontuose e vivono nella lussuria stanno nei palazzi dei re.

[26]Allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e più che un profeta.

[27]Egli è colui del quale sta scritto: Ecco io mando il mio messaggero davanti al tuo vessillo,[158] egli preparerà la via davanti a te.

[28]Io vi dico, tra i nati di donna non c’è nessuno più grande di Giovanni, e il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

[29]Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i pubblicani, hanno riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di Giovanni.

[30]Ma i farisei e i dottori della legge non facendosi battezzare da lui hanno reso vano per loro il disegno di Dio.

[31]A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili?

[32]Sono simili a quei bambini che stando seduti[159] in piazza gridano gli uni agli altri:

Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato;

vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!

[33]È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio.

[34]È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori.

[35]Ora alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli».

 

A Betania

 

Lc 7

[36]Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo[160] e si mise a tavola.

[37]Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato;

[38]e, fermatasi dietro presso i piedi di lui piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.

[39]A quella vista il fariseo che l’aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice».

[40]Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di’ pure».

[41]«Un creditore aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta.

[42]Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro gli vorrà bene di più?».

[43]Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».

[44]E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi[161] con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.

[45]Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi.

[46]Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.

[47]Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha voluto molto bene.[162] D’altra parte quello a cui si perdona poco, vuole poco bene».

[48]Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati».

[49]Allora i commensali cominciarono a dire tra di loro:[163] «Chi è quest’uomo che perdona anche i peccati?».

[50]Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvato; va’ in pace!».

 

Festa delle Capanne a Gerusalemme, anno 31

 

Gv 5

[1]C’è stata poi una festa dei Giudei e Gesù è salito a Gerusalemme.[164]

[2]V’è a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina, chiamata in ebraico Bethzatà, con cinque portici,

[3]sotto i quali giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.

[4][Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l’acqua; il primo a entrarvi dopo l’agitazione dell’acqua guariva, da qualsiasi malattia fosse affetto].[165]

[5]Si trovava là un uomo che da trentotto anni era malato.

[6]Gesù, vedendolo disteso e avendo saputo che da molto tempo stava così, gli dice: «Vuoi guarire?».

[7]Gli ha risposto il malato: «Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, qualche altro scende prima di me».

[8]Gesù gli dice: «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina».

[9]E sull’istante quell’uomo è guarito e, preso il suo lettuccio, ha cominciato a camminare. Quel giorno però era un sabato.

[10]Hanno detto dunque i Giudei all’uomo guarito: «È sabato e non ti è lecito prender su il tuo lettuccio».

[11]Ma egli ha risposto loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina».

[12]Gli hanno chiesto allora: «Chi è stato a dirti: Prendi il tuo lettuccio e cammina?».

[13]Ma colui che è stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato, essendoci folla in quel luogo.

[14]Poco dopo Gesù lo trova nel tempio e gli ha detto: «Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio».

[15]Quell’uomo se ne andò e disse ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo.

[16]Per questo i Giudei cominciarono a perseguitare Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

[17]Ma Gesù rispose loro: «Il Padre mio opera sempre e anch’io opero».[166]

[18]Proprio per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo: perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

[19]Gesù riprese a parlare e diceva:[167] «In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non vede il Padre farlo; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo.

[20]Il Padre infatti ha familiarità con il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi restiate meravigliati.

[21]Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole;

[22]il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio,

[23]perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.

[24]In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.[168]

[25]In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo,[169] in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.

[26]Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso;

[27]e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo.

[28]Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno:

[29]quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

[30]Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto[170] e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

[31]Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera;

[32]ma c’è un altro che mi rende testimonianza, e so che la testimonianza che egli mi rende è vera.

[33]Voi avete inviato messaggeri da Giovanni ed egli ha reso testimonianza alla verità.[171]

[34]Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché possiate salvarvi.

[35]Egli era una lampada che arde e risplende, e voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce.

[36]Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.

[37]Il Padre stesso, che mi ha mandato, ha reso testimonianza su di me. Né avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto;

[38]e non avete la sua parola dentro di voi, perché non credete a colui che egli ha mandato.[172]

[39]Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza.

[40]Ma non volete venire a me per avere la vita.

[41]Io non prendo gloria dagli uomini,

[42]ma vi conosco e non avete in voi la carità di Dio.

[43]Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro verrà nel proprio nome, lo accoglierete.

[44]Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate quella gloria che viene soltanto da Dio?

[45]Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al Padre; c’è già chi vi accusa, Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza.

[46]Se aveste creduto infatti a Mosè, avreste creduto anche a me; perché di me egli ha scritto.

[47]Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie parole?».[173]

 

Per città e villaggi

 

Lc 8

[1]E avvenne in seguito: egli se ne andava di città in villaggio, predicando e annunziando la buona notizia del regno di Dio.

[2]C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria detta Magdalena, dalla quale erano usciti sette demòni,

[3]Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

[4]Poiché una gran folla si radunava e accorrevano presso di lui da ogni città, disse con una parabola:

[5]«Uscì il seminatore a seminare la sua semente.[174] Mentre seminava, parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la divorarono.

[6]Un’altra parte cadde sulla pietra e appena germogliata inaridì per mancanza di umidità.

[7]Un’altra cadde in mezzo alle spine e le spine, cresciute insieme con essa, la soffocarono.

[8]Un’altra cadde nella terra buona, germogliò e fece frutto cento volte tanto». Dicendo questo, esclama: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

[9]I suoi discepoli lo interrogarono che parabola fosse.

[10]Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma ai rimanenti in parabole, perché vedendo non vedano e ascoltando non intendano.

[11]La parabola è questa: La semente è la parola di Dio.[175]

[12]Quelli lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dai loro cuori, perché non siano salvati credendo.

[13]Quelli sulla pietra sono coloro che, quando hanno ascoltato con gioia, accolgono la parola: questi non hanno radice in quanto credono per un certo tempo, ma nell’ora della tentazione vengono meno.

[14]Ciò che è caduto nelle spine sono coloro che hanno ascoltato e, strada facendo, vengono sopraffatti dalle preoccupazioni e dalla ricchezza e dai piaceri della vita e non giungono a portar frutto.

[15]Ciò che è caduto nella terra adatta sono coloro che, avendo ascoltato la parola con un cuore[176] disponibile e buono, la custodiscono e producono frutto nella perseveranza.

[16]Però nessuno, dopo aver acceso una lampada, la copre con un vaso o la pone sotto un letto, ma la pone su un lampadario, perché quelli che entrano vedano la luce.

[17]Non c’è, infatti, nulla di nascosto che non diventerà manifesto, né di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce.

[18]Fate attenzione dunque a come ascoltate: chi ha, a lui sarà dato; chi non ha, a lui sarà tolto anche ciò che crede di avere».[177]

[19]Arrivarono presso di lui la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.[178]

[20]Gli fu allora annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti».

[21]Ma egli rispose: «Mia madre e miei fratelli sono questi che ascoltano la parola di Dio e la eseguono».

 

Nella regione dei Geraseni, di fronte alla Galilea di là del Lago

 

Lc 8

[22]Avvenne, uno di quei giorni, che egli salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all’altra riva del lago». Presero il largo.

[23]Mentre navigavano si addormentò. Un turbine di vento si abbatté sul lago, la barca si riempiva d’acqua ed erano in pericolo.

[24]Accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». Ma lui, destatosi, sgridò il vento e l’impeto dell’acqua; essi cessarono e si fece bonaccia.

[25]Allora disse loro: «Dov’è la vostra fede?».[179] Essi, intimoriti, rimasero stupiti e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui che dà ordini anche ai venti e all’acqua e gli obbediscono?».

[26]Approdarono nella regione dei Gerasèni,[180] che sta di fronte alla Galilea.

[27]A lui, appena sceso a terra, venne incontro un uomo della città che aveva dei demòni. Da molto tempo non portava vestiti, e non abitava in casa, ma nei sepolcri.

[28]Alla vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando e disse a gran voce: «Che cosa c’è tra me e te,[181] Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi!».

[29]Gesù infatti stava ordinando allo spirito immondo di uscire da quell’uomo. Molte volte infatti s’era impossessato di lui; allora veniva legato con catene e custodito in ceppi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti.

[30]Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Rispose: «Legione», perché erano entrati in lui molti demòni.

[31]E lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso.

[32]Vi era là un numeroso branco di porci che pascolavano sul monte. Lo pregarono che concedesse loro di entrare nei porci; ed egli lo permise.

[33]I demòni uscirono dall’uomo ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dalla sponda giù nel lago e annegò.

[34]Visto ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nei villaggi.

[35]Uscirono per vedere l’accaduto e vennero da Gesù; trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni, seduto, vestito e sano di mente, ai piedi di Gesù; e furono presi da spavento.

[36]Quelli che erano stati spettatori avevano riferito loro come l’indemoniato era stato guarito.

[37]Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Gesù, salito su una barca, tornò indietro.

[38]L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiedeva di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo:

[39]«Torna a casa tua e racconta[182] quello che Dio ti ha fatto». Ed egli andò per tutta la città proclamando quello che Gesù gli aveva fatto.

 

Ritorno a Cafarnao

 

Mt 9

[1]Salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città.

 

Lc 8

[40]Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla. Infatti erano tutti in attesa di lui.

[41]Ed ecco venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di recarsi a casa sua,

[42]perché aveva un’unica figlia, di circa dodici anni, che stava morendo. Durante il cammino, le folle gli si accalcavano attorno.

[43]Una donna che soffriva di emorragia da dodici anni e, pur avendo speso tutte le sue sostanze con i medici, non aveva potuto essere guarita da nessuno,

[44]gli si avvicinò alle spalle e gli toccò il lembo del mantello e subito il flusso di sangue si arrestò.

[45]Gesù disse: «Chi è che mi ha toccato?». Mentre tutti negavano, Pietro disse: «Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia».

[46]Ma Gesù disse: «Qualcuno mi ha toccato. Ho riconosciuto che una forza è uscita da me».

[47]Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, si fece avanti tremando e, gettatasi ai suoi piedi, dichiarò davanti a tutto il popolo per quale motivo l’aveva toccato, e come era stata subito guarita.

[48]Egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata, va’ in pace!».

[49]Stava ancora parlando quando venne uno da parte del capo della sinagoga a dirgli: «Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro».

[50]Ma Gesù che aveva udito gli rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata».

[51]Giunto alla casa, non lasciò entrare nessuno con sé, all’infuori di Pietro, Giovanni e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla.

[52]Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei, ma Gesù disse: «Non piangete, infatti non è morta, ma dorme».[183]

[53]E lo deridevano, sapendo che era morta,

[54]ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: «Fanciulla, alzati!».[184]

[55]Il suo spirito ritornò, ella si alzò all’istante e ordinò di darle da mangiare.

[56]I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto. 

 


 

Riconosciuto come Profeta e Re...

 

Giovanni decapitato; Erode cerca di incontrare Gesù

 

Lc 9

[1]Egli riunì i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie.

[2]E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi.

[3]Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, non abbiate né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno.

[4]In qualunque casa entriate, là rimanete ospiti e di là riprendete il cammino.

[5]Quanto a coloro che non vi accolgono, nell’uscire da quella città scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza su di essi».

[6]Essi partirono e giravano di villaggio in villaggio, annunziando la buona novella e operando guarigioni ovunque.

 

Mt 14

[3]Erode aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione per causa di Erodìade, moglie di Filippo suo fratello.

[4]Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla!».

[5]Benché Erode volesse farlo morire, temeva il popolo perché lo considerava un profeta.

[6]Venuto il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode

[7]che egli le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato.

[8]Ed essa, istigata dalla madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».

[9]Il re, pur contristato, per il giuramento e i commensali ordinò che le fosse data

[10]e mandò a decapitare Giovanni nel carcere.

[11]La sua testa venne portata su un vassoio e fu data alla fanciulla, ed ella la portò a sua madre.

[12]I suoi[185] discepoli andarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informarne Gesù.

 

 

Lc 9

[7]Intanto il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, per il fatto che alcuni dicevano: «Giovanni è risuscitato dai morti»,

[8]altri: «È apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».

[9]Erode allora disse: «Giovanni l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?». E cercava di vederlo.

 

Pasqua dei Giudei anno 32, presso Betsaida

 

Lc 9

[10a]Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono[186] a lui (Gesù) quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsàida.[187]

 

 

Gv 6

[1]Dopo questi fatti, Gesù è andato al di là del mare di Galilea, cioè di Tiberìade,

 

Lc 9

[11a]Ma le folle lo seppero e lo seguirono.

 

Mc 6

[33]Molti però li videro partire e capirono,[188] e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero.

 

Lc 9

[11b]Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.

 

Gv 6

[2]e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi.

[3]Gesù è salito sulla montagna[189] e là si è posto a sedere con i suoi discepoli.

[4]Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.[190]

 

Lc 9

[12a]Il giorno cominciava a declinare.

 

Gv 6

[5]Gesù dunque ha alzato gli occhi, e avendo visto che una grande folla va presso a lui, dice a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?».

[6]Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare.

 

Lc 9

[12b]I Dodici gli si avvicinarono e gli dissero: «Congeda la folla, perché si sparga nei villaggi e nelle campagne dintorno per trovare cibo, poiché qui siamo in una zona deserta».

[13a]Ma egli disse loro: «Date voi stessi da mangiare a loro».[191]

 

Gv 6

[7]Gli ha risposto Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».

[8]Gli dice allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro:

[9]«C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?».

 

Lc 9

[13b]Essi risposero: «Noi non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente».

 

Gv 6

[10]Ha risposto Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si sono dunque seduti ed erano circa cinquemila uomini.

 

Lc 9

[14]C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta circa».

[15]Così fecero e fecero sedere tutti quanti.

[16]Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla.

 

Gv 6

[11]Allora Gesù ha preso i pani e, dopo aver reso grazie, li ha distribuiti a quelli che si erano seduti, e lo stesso ha fatto dei pesci, finché ne hanno voluto.

 

Gv 6

[12]E quando si sono saziati, dice ai discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto».

 

Lc 9

[17]Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.

 

Gv 6

[13]Li hanno raccolti e hanno riempito dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che hanno mangiato.

[14]Allora gli uomini,[192] considerando il segno che egli aveva compiuto, dicevano: «Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo!».

 

Mc 6

[45]Ordinò poi ai discepoli di salire sulla barca e precederlo verso l’altra riva, davanti a Betsàida,[193] intanto che egli licenziava la folla.

 

Gv 6

[15]Ma Gesù, avendo saputo che «stanno per venire a rapirlo[194] per farlo re», si è ritirato di nuovo sulla montagna, tutto solo.[195]

 

Mc 6

[46]E dopo essersi separato da loro, si ritirò sul monte a pregare.

 

Gv 6

[16]Venuta intanto la sera, i suoi discepoli sono scesi al mare

[17]e, saliti in una barca, avanzavano verso l’altra riva in direzione di Cafarnao. Era ormai venuto buio, Gesù non era ancora venuto da loro,

[18]e il mare era agitato perché soffiava un forte vento.[196]

 

Mt 14

[24][197]La barca intanto distava già molti stadi da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario.

 

Gv 6

[19]Dopo aver remato circa venticinque o trenta stadi,[198] hanno visto Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, e hanno avuto paura.

 

Mt 14

[25]Al quarto turno di guardia della notte[199] egli venne verso di loro camminando sul mare.

[26]I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «È un fantasma» e si misero a gridare dalla paura.

[27]Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura».

 

Gv 6

[20]Ma egli dice loro: «Sono io, non temete».

 

Mt 14

[28]Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comanda che io venga presso di te sulle acque».

[29]Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò presso Gesù.

[30]Ma vedendo la violenza del vento, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!».

[31]E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «O poco credente, perché hai esitato?».[200]

[32]Saliti sulla barca, il vento cessò.

[33]Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Sei davvero Figlio di Dio!».

 

Gv 6

[21]Allora han voluto prenderlo sulla barca e rapidamente la barca ha toccato la riva alla quale erano diretti.

 

Attraversato il lago, a Genesaret e poi a Cafarnao

 

Mt 14

[34]Compiuta la traversata, approdarono a Genèsaret.

[35]E gli uomini di quel luogo, riconosciuto Gesù, lo fecero sapere a tutta la regione; gli portarono tutti i malati,

[36]e lo pregavano di poter toccare l’orlo del suo mantello. E quanti lo toccavano guarivano.

 

Gv 6

[22]Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, notò che c’era una barca sola e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma soltanto i suoi discepoli erano partiti.

[23]Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberìade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie.[201]

[24]Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù.

[25]Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».

[26]Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni,[202] ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.

[27]Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, quello che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

[28]Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?».

[29]Gesù rispose: «Questa è l’opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato».

[30]Allora gli dissero: «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi?

[31]I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo».

[32]Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero;

[33]il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

[34]Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».

[35]Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

[36]Vi ho detto però che voi [mi] avete visto e non credete.

[37]Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me non lo respingerò,

[38]perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

[39]E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno.

[40]Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia vita eterna; lo risusciterò io nell’ultimo giorno (della sua vita in questo mondo)».[203]

[41]Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo».

[42]E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre.[204] Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?».

[43]Gesù rispose: «Non mormorate tra di voi.

[44]Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

[45]Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me.

[46]Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.

[47]In verità, in verità vi dico: chi crede ha vita eterna.

[48]Io sono il pane della vita.

[49]I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;

[50]il pane che discende dal cielo è tale che chi ne mangia non muoia nemmeno.[205]

[51]Sono io il pane vivente che è disceso dal cielo. Se uno mangerà di questo pane, vivrà in eterno, e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

[52]Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».

[53]Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi.

[54]Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

[55]Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

[56]Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.

[57]Come mi ha mandato il Padre che ha la vita, anch’io vivo per mezzo del Padre, così anche colui che mangia di me vivrà attraverso me.

[58]Tale è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

[59]Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao.

[60]Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può ascoltarlo?».

[61]Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli di questo mormoravano, disse loro: «Questo vi scandalizza?

[62]E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?

[63]È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita.[206]

[64]Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito.[207]

[65]E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».[208]

[66]Da allora molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.

[67]Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?».

[68]Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna;

[69]noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

[70]Rispose Gesù: «Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!».

[71]Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici.

 

Mt 15

[1]In quel tempo vennero a Gesù da Gerusalemme farisei e scribi a dirgli:

[2]«Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti non si lavano le mani quando prendono cibo!».

[3]Ed egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione?

[4]Dio ha detto: Onora il padre e la madre e inoltre: Chi maledice il padre e la madre sia messo a morte.

[5]Invece voi asserite: Chiunque dice al padre o alla madre: Ciò con cui ti dovrei aiutare è offerto a Dio,

[6]non è più tenuto a onorare suo padre. Avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione!

[7]Ipocriti![209] Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo:

[8]Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me.

[9]Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini».

[10]Poi riunita la folla disse: «Ascoltate e intendete!

[11]Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo!».

[12]Allora i discepoli gli si accostarono per dirgli: «Sai che i farisei ascoltando la parola si sono scandalizzati?».

[13]Ed egli rispose: «Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata.

[14]Lasciateli! Sono ciechi guide di ciechi. E allorché un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».

[15]Pietro allora gli disse: «Spiegaci questa parabola».

[16]Ed egli rispose: «Anche voi siete a questo punto senza intelletto?

[17]Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e va a finire nella fogna?

[18]Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore, e questo rende immondo l’uomo.

[19]Dal cuore, infatti, provengono i calcoli malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie.

[20]Queste sono le cose che rendono immondo l’uomo, ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende immondo l’uomo».

 

Nella regione di Tiro e Sidone

 

Mc 7

[24]Partito di là, andò nella regione di Tiro. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto.

[25]Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena sentì parlare di lui, andò e si gettò ai suoi piedi.

[26]Ora, quella donna era greca, di origine siro-fenicia; e lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia.

[27]Ed egli le disse: «Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».

[28]Ma essa replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli».

[29]Allora le disse: «Per questa tua parola va’, il demonio è uscito da tua figlia».

[30]Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.

[31]Di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.

[32]E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano.

[33]E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua;

[34]guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: «Effatà» cioè: «Apriti!».

[35]E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.

[36]E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano

[37]e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

 

Mt 15

[29]Allontanatosi di là, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte,[210] si sedette là.

[30]Attorno a lui si radunò molta folla recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì.

[31]E la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi raddrizzati, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano; e glorificava il Dio di Israele.

[32]Allora Gesù chiamò a sé i discepoli e disse: «Sento compassione di questa folla: ormai da tre giorni mi vengono dietro e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non svengano lungo la strada».

[33]E i discepoli gli dicono: «Dove potremo noi trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».

[34]E Gesù dice loro: «Quanti pani avete?». Risposero: «Sette, e pochi pesciolini».

[35]Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra,

[36]Gesù prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò, li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.

[37]Tutti mangiarono e furono saziati. Dei pezzi avanzati portarono via sette sporte piene.

[38]Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini.

[39]Congedata la folla, Gesù salì sulla barca e andò nel territorio di Magadàn.

 

Mc 8

[10]Subito salì sulla barca con i suoi discepoli e andò dalle parti di Dalmanùta.[211]

[11]Allora vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.

[12]Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico che non sarà dato un segno a questa generazione».

[13]E lasciatili, s’imbarcò di nuovo e si avviò all’altra sponda.

 

Mt 16

[5]Nel passare però all’altra riva,[212] i discepoli avevano dimenticato di prendere il pane.

[6]Gesù disse loro: «Fate bene attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei».

[7]Ma essi parlavano tra loro e dicevano: «Non abbiamo preso il pane!».

[8]Accortosene, Gesù chiese: «Perché, uomini di poca fede, andate dicendo che non avete il pane?

[9]Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila e quante ceste avete portato via?

[10]E neppure i sette pani per i quattromila e quante sporte avete raccolto?

[11]Come mai non capite ancora che non alludevo al pane quando vi ho detto: Guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei?».

[12]Allora essi compresero che egli non aveva detto che si guardassero dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei farisei e dei sadducei.

 

Mc 8

[22]Giungono a Betsàida, dove gli conducono un cieco pregandolo di toccarlo.

[23]Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli sputato sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?».

[24]Quegli, alzando gli occhi, disse: «Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano».

[25]Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa.

[26]E lo rimandò a casa dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».

 

Nella regione di Cesarea di Filippo

 

Mt 16

[13]Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?».

 

Lc 9

[18]E avvenne mentre egli era in preghiera in un luogo appartato. I discepoli erano con lui e pose loro questa domanda: «Le folle chi dicono sia io?».

[19]Essi risposero: «Alcuni che sei Giovanni il Battista, altri Elia, altri che è risorto uno degli antichi profeti».

[20]Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?». Pietro, prendendo la parola, rispose: «Il Cristo di Dio».

[21]Egli allora rimproverandoli ordinò di non riferirlo a nessuno

[22]dicendo: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno».[213]

[23]Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce[214] ogni giorno e mi segua.

[24]Chi vorrà salvare la propria anima, la perderà, ma chi perde la propria anima per causa mia, la salverà.

[25]Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se perde o danneggia se stesso?

[26]Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi.

[27]In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non proveranno la morte prima di aver visto il regno di Dio».

 

La trasfigurazione sul Tabor

 

Mc 9

[2a]Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto,[215] in un luogo appartato, loro soli.

 

Lc 9

[28]Avvenne circa otto giorni dopo questi discorsi: prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.

[29]E avvenne che, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida sfolgorante.

[30]Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia,

[31]che, apparsi nella gloria, parlavano del compimento (della sua missione)[216] che stava per realizzare a Gerusalemme.

[32]Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

[33]E avvenne che, mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia», non sapendo quel che diceva.

[34]Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura.

[35]E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo».

[36]Quando si udì la voce, c’era Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno[217] ciò che avevano visto.

[37]Avvenne il giorno seguente, quando furono discesi dal monte: una gran folla gli venne incontro.

[38]Ecco che dalla folla un uomo si mise a gridare: «Maestro, ti prego di volgere lo sguardo a mio figlio, perché è l’unico che ho.

[39]Ecco, uno spirito lo afferra e subito egli grida, lo scuote ed egli dà schiuma e solo a fatica se ne allontana lasciandolo sfinito.

[40]Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti».

[41]Gesù rispose: «O generazione incredula e sviata, fino a quando dovrò stare con voi e vi dovrò sostenere? Conducimi qui tuo figlio».

[42]Anche mentre questi si avvicinava, il demonio lo aggredì e lo tormentò. Gesù minacciò lo spirito immondo, risanò il fanciullo e lo consegnò a suo padre.

[43a]E tutti furono stupiti per la grandezza di Dio.

 

Mc 9

[30]Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse.

 

Lc 9

[43b]Mentre tutti erano sbalorditi per tutte le cose che faceva, disse ai suoi discepoli:

[44]«Fissatevi nelle orecchie queste parole: “Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato in mano agli uomini”».

[45]Ma essi rifiutavano di pensare a questa frase; per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento. [218]

[46]Frattanto ebbe origine una valutazione tra loro, chi di essi fosse il più grande.

 

Mc 9

[33]Giunsero a Cafarnao. E quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo lungo la via?».

[34]Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande.

[35]Sedutosi, chiamò i Dodici; e dice loro: «Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti».

[36]E, preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro:

[37]«Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

 

Lc 9

[47]Allora Gesù, conoscendo il dubbio del loro cuore, prese un fanciullo, se lo mise vicino e disse:

[48]«Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Infatti colui che pare più piccolo tra tutti voi, questi è grande».[219]

[49]Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue con noi».

[50]Ma Gesù gli rispose: «Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

 


… si prepara per entrare in Gerusalemme

 

Gesù assume giuridicamente il suo ruolo regale, stabilendo un vessillo, per accedere alla capitale

 

Gv 1

[1]In principio[220] era il Verbo[221], il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

[2]Egli era in principio presso Dio:

[3]tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto. Ciò che è stato fatto

[4]era vita in lui, e la vita era la luce degli uomini;

[5]la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno ricevuta.

[6]È venuto un uomo mandato da Dio, di nome Giovanni[222].

[7]Egli è venuto come testimone per rendere testimonianza riguardo alla luce, perché tutti credessero[223] per mezzo di lui.

[8]Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza riguardo alla luce:

[9]stava venendo nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo![224]

[10]Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non l’ha riconosciuto.

[11]È venuto nella sua proprietà[225], ma i suoi non l’hanno accolto.

[12]A quanti però l’hanno accolto[226], ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome.

[13]I quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo,[227] ma da Dio sono stati generati.

[14]E il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua tenda in mezzo a noi; e noi abbiamo visto la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.

[15]Giovanni rende testimonianza riguardo a lui e ha sostenuto a gran voce: «Era lui quello di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me».

[16]Perché dalla sua pienezza noi tutti abbiamo anche ricevuto grazia su grazia:[228]

[17]infatti la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità[229] sono venute per mezzo di Gesù Cristo.

[18]Nessuno ha mai visto Dio: un Unigenito Dio, colui che è fin nel seno del Padre, lui lo ha mostrato.

 

Lc 9

[51]Avvenne quando si compirono i giorni[230] per assumere (ufficialmente) il suo incarico:[231] egli stabilì[232] (il vessillo con) lo stemma (della sua regalità)[233] per andare[234] a Gerusalemme.

[52]E mandò dei messaggeri davanti al suo stemma. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui.[235]

[53]Ma essi non vollero riceverlo, perché il suo stemma era diretto a Gerusalemme.

[54]Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?».

[55]Ma Gesù si voltò e li rimproverò.

[56]E si avviarono verso un altro villaggio.

[57]Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada».

[58]Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».

[59]A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre».

[60]Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va’ e annunzia il regno di Dio».[236]

[61]Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa».

[62]Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

 

Lc 10

[1]Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due,[237] davanti al suo stemma, in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

[2]Diceva loro: «Mentre la messe è molta, gli operai sono pochi: pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.

[3]Andate: ecco mando voi come agnelli in mezzo a lupi;

[4]non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.

[5]In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.

[6]Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.

[7]Restate ospiti in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.

[8]Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi,

[9]curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.

[10]Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite:

[11]Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo via per voi; tuttavia sappiate questo: il regno di Dio si è avvicinato.

[12]Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno rigorosamente di quella città.

[13]Guai a te, Corazin, guai a te, Betsàida! Perché se in Tiro e Sidone fossero stati compiuti i miracoli compiuti tra voi, già da tempo si sarebbero convertiti vestendo il sacco e coprendosi di cenere.

[14]Intanto nel giudizio Tiro e Sidone saranno trattate meno rigorosamente di voi.

[15]E tu, Cafarnao, sarai innalzata fino al cielo? Fino agli inferi sarai precipitata!

[16]Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».

[17]I settantadue tornarono dicendo con gioia: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».

[18]Allora disse loro: «Vedevo satana cadere dal cielo come folgore.

[19]Ecco, vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico[238] e nulla vi potrà danneggiare.

[20]Soltanto non rallegratevi in questo: che gli spiriti si sottomettono a voi; ma rallegratevi che i vostri nomi sono scritti nei cieli».[239]

[21]In quello stesso momento esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli scaltri e le hai rivelate ai semplici. Sì, Padre, perché così è sorta benevolenza di fronte a te.[240]

[22]Tutto mi è stato affidato dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».

[23]E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che vedete.

[24]Vi dico infatti che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non l’hanno visto, e udire ciò che voi udite, ma non l’hanno udito».

[25]Ed ecco, un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova, dicendo: «Maestro, facendo che cosa erediterò vita eterna?».

[26]Gesù gli disse: «Nella Legge che cosa è scritto? In che modo lo leggi?».

[27]Costui rispose: «Avrai caro il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, in tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso».[241]

[28]E Gesù: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».

[29]Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?».[242]

[30]Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.

[31]Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte (della strada).[243]

[32]Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre dall’altra parte.

[33]Invece un Samaritano, che era in viaggio, giunse presso di lui e, vedendolo, sentì compassione.[244]

[34]Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui.

[35]Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò quando torno su.

[36]Chi di questi tre ti sembra sia diventato prossimo di colui che è incappato nei briganti?».

[37]Quegli rispose: «Quello che ha instaurato la misericordia[245] nei suoi confronti». Gesù gli disse: «Va’ e fai allo stesso modo tu».

 

A Betania

 

Lc 10

[38]Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio; una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa.

[39]Essa aveva una sorella, di nome Maria,[246] la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava il suo insegnamento;

[40]Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi dia una mano».

[41]Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose,

[42]ma di una sola cosa c’è necessità;[247] Maria infatti si è scelta la parte che vale,[248] che non le sarà tolta».

 

Pentecoste anno 32 (primi giorni di giugno), a Gerusalemme

 

Lc 11

[1]E avvenne mentre egli si trovava in un luogo a pregare.[249] Quando ebbe finito, uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».

[2]Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:[250]

Padre,[251]

sia santificato il tuo nome;

venga il tuo regno;

[3]dacci di giorno in giorno il pane che ci sostenta[252],

[4]e perdona a noi i nostri peccati,

infatti anche noi condoniamo a ogni nostro debitore,

e non lasciarci entrare in tentazione».[253]

[5]E disse loro: «(Ammettiamo che) uno di voi abbia un amico, vada da lui a mezzanotte e gli dica: Amico, prestami tre pani,

[6]perché è giunto da me un mio amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti;

[7]e che quegli dall’interno risponda: “Non m’importunare, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli”.

[8]Vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua sfacciataggine.

[9]E io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.

[10]Infatti chiunque chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.

[11]Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe?

[12]O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione?

[13]Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!».[254]

[14]Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Avvenne che, uscito il demonio, il muto si mise a parlare e le folle rimasero meravigliate.

[15]Ma alcuni di loro dissero: «In nome di Beelzebùl, capo dei demòni, egli scaccia i demòni».

[16]Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.

[17]Egli, conoscendo i loro pensieri, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra.

[18]Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Poiché dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl.

[19]Ma se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? Perciò saranno essi i vostri giudici.

[20]Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, certamente vi ha raggiunto il regno di Dio.

[21]Quando il forte, bene armato, fa la guardia alla sua abitazione, i suoi beni sono al sicuro.

[22]Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l’armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino.

[23]Chi non è con me, è contro di me; e chi non accumula con me, sperpera.[255]

[24]Quando lo spirito immondo esce dall’uomo, si aggira per luoghi aridi in cerca di riposo, senza trovarlo; allora dice: Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito.

[25]Venuto, la trova spazzata e adorna.

[26]Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi entrano e si stanziano lì; e la condizione finale di quell’uomo diventa peggiore della prima».

[27]Avvenne che, mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: «Beato il ventre che ti ha portato e i seni che hai succhiato!».

[28]Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

[29]Mentre le folle si accalcavano, cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno se non il segno di Giona.

[30]Come infatti Giona fu segno per quelli di Nìnive, così sarà anche il Figlio dell’uomo per questa generazione.

[31]Una regina del sud sorgerà nel giudizio tra gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c’è qui.

[32]Uomini di Nìnive sorgeranno nel giudizio in mezzo a questa generazione e la condanneranno; perché essi si convertirono alla predicazione di Giona. Ed ecco, ben più di Giona c’è qui.

[33]Nessuno, che abbia acceso una lucerna, la mette in luogo nascosto né sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quelli che entrano vedano la luce.

[34]La lucerna del corpo è il tuo occhio. Se il tuo occhio è sano, anche tutto il tuo corpo è nella luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre.

[35]Controlla, allora, se la luce che è in te è oscurità.

[36]Se dunque il tuo corpo è tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso, come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore».

[37]Finito che ebbe di parlare, un fariseo lo invitò a pranzare presso di lui. Egli entrò e si sedette.

[38]Avendolo osservato, il fariseo si meravigliò che prima non avesse fatto le abluzioni in preparazione al pranzo.

[39]Ma il Signore gli disse: «Orbene voi, farisei, purificate l’esterno della coppa e del piatto: ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità.

[40]Stolti! Chi fa ciò che è esterno non fa anche ciò che è interno?

[41]Soltanto date in elemosina[256] quel che è dentro, ed ecco, tutto per voi sarà mondo.

[42]Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima della menta, della ruta e di ogni erbaggio, e poi trasgredite la giustizia e la carità di Dio. Queste cose bisognava curare senza trascurare le altre.

[43]Guai a voi, farisei, che avete cari i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze.

[44]Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e gli uomini che vi passano sopra (rendendosi impuri) non ne sono consapevoli».

[45]Uno dei dottori della legge intervenne: «Maestro, dicendo questo, offendi anche noi».

[46]Egli rispose: «Anche a voi, dottori della legge, guai, perché caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!

[47]Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, mentre i vostri padri li hanno uccisi.

[48]Così date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi fabbricate.

[49]Per questo anche la sapienza di Dio ha detto: Manderò a loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno;

[50]perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti, versato fin dalla creazione del mondo,

[51]dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.

[52]Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l’avete impedito».

[53]Quando egli fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente e a farlo parlare su molti argomenti,

[54]tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua bocca.

 

Lc 12

[1]Nel frattempo, radunatesi migliaia di persone che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: «Guardatevi a vicenda[257] dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia.

[2]Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto.

[3]Pertanto ciò che avete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.

[4]Dico a voi, miei amici: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla.

[5]Vi indicherò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna.[258] Sì, ve lo dico, temete Costui.

[6]Non si vendono cinque passeri per due soldi? E nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio.

[7]Ma anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete: voi valete più di molti passeri.

[8]Inoltre vi dico: Chiunque è in accordo con me davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo sarà in accordo con lui davanti agli angeli di Dio;

[9]ma chi mi rifiuta davanti agli uomini sarà rifiutato davanti agli angeli di Dio.

[10]Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo gli sarà perdonato, ma chi bestemmierà lo Spirito Santo non gli sarà perdonato.[259]

[11]Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi come o con che cosa vi difenderete o che cosa dovrete dire;

[12]perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

 

In Galilea

 

Gv 7

[1]Dopo questi fatti Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.

 

Lc 12

[13]Uno della folla gli disse: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità».

[14]Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito sopra di voi giudice o spartitore?».

[15]E disse loro:[260] «Guardatevi e tenetevi lontano da ogni avidità, perché non secondo l’abbondanza che uno ha, egli vive dei suoi beni».[261]

[16]Raccontò quindi loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto.

[17]Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei frutti?

[18]E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni.

[19]Poi dirò alla mia anima:[262] Anima (mia), hai molti beni, a disposizione per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia.

[20]Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua anima.[263] E quello che hai preparato, di chi sarà?

[21]È così chi accumula beni per sé, senza arricchire di fronte a Dio».

[22]Poi disse ai discepoli: «Per questo vi dico[264]: Non angustiatevi nell’anima per il mangiare;[265] né nel corpo per il vestire.

[23]L’anima infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito.[266]

[24]Osservate che i corvi non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio né granaio, e Dio li nutre.[267] Quanto più degli uccelli voi valete![268]

[25]E chi di voi, angustiandosi, può aggiungere un solo cubito alla sua statura?

[26]Se dunque non avete potere neanche per la cosa più piccola,[269] perché vi angustiate per quelle altre?[270]

[27]Osservate come crescono i gigli: non filano, non tessono;[271] eppure vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.

[28]Se dunque Dio veste così l’erba che oggi è nel campo e domani si getta nel forno, quanto più (ornerà) voi, poco credenti!

[29]Anche voi non cercate che cosa mangiare e che cosa bere e non mettetevi in ansia:

[30]è vero che tutte le genti del mondo cercano di provvedere a queste cose, e il Padre vostro sa che ne avete bisogno.

[31]Cercate soltanto il suo regno, e queste cose vi saranno date di conseguenza.[272]

[32]Non temere, piccolo gregge, perché il Padre vostro ha disposto di darvi il regno.

[33]Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro che non può essere rubato, nei cieli dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma.

[34]Dove infatti è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.[273]

[35]I vostri fianchi siano cinti e le lucerne accese;

[36]e voi siate come uomini che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, perché quando arriva e bussa, possano aprirgli subito.

[37]Beati quei servi, che il padrone tornando troverà svegli: in verità vi dico, li cingerà con la veste e li farà mettere a tavola, verrà da loro e li servirà.[274]

[38]E se giungerà al secondo o al terzo turno di guardia e li troverà così, beati sono quelli!

[39]Ora, sappiate questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe mettere sottosopra la casa.

[40]Anche voi tenetevi pronti, perché nell’ora che non pensate il Figlio dell’uomo viene».[275]

[41]Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».

[42]Il Signore rispose: «Qual è, appunto, l’amministratore fedele e saggio che il signore stabilirà al suo servizio per distribuire a tempo debito la razione di grano?

[43]Quel servo beato che il suo padrone, arrivando, troverà a fare così.

[44]In verità vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.

[45]Se invece quel servo dirà in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, e si metterà a maltrattare i bambini e le bambine, a mangiare, a bere e a ubriacarsi,

[46]giungerà il padrone di quel servo nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, lo isolerà e gli assegnerà la sua parte fra gli infedeli.

[47]Quel servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse;

[48]quello invece che, non conoscendola, avrà fatto tuttavia cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi hanno affidato molto, richiederanno molto di più.

[49]Sono venuto a gettare un fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già appiccato!

[50]E c’è un battesimo con cui devo essere immerso; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!

[51]Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.[276]

[52]D’ora innanzi cinque persone in una casa si divideranno, tre da due e due da tre;

[53]di divideranno padre da figlio e figlio da padre, madre contro la figlia e figlia contro la madre, suocera contro la sua nuora e nuora contro la suocera».

[54]Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade.

[55]E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade.

[56]Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo?[277]

[57]E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? [278]

[58]Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada datti da fare per accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esecutore e questi ti getti in prigione.

[59]Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».[279]

 

Lc 13

[1]In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici.

[2]Prendendo la parola, Gesù rispose: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte?

[3]No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

[4]O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?

[5]No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».[280]

[6]E diceva questa parabola: «Un tale aveva un fico piantato nella propria vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò.

[7]Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni[281] che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo allora. Perché deve sfruttare il terreno?

[8]Ma quegli rispose: Signore, lascialo ancora quest’anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime,

[9](per vedere) se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai».

[10]Una volta stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato.

[11]C’era là una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo.

[12]Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei libera dalla tua infermità»,

[13]e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.

[14]Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato la guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi curare e non nel giorno di sabato».

[15]Il Signore replicò: «Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi?

[16]E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott’anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?».

[17]Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

[18]Diceva dunque: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò?[282]

[19]È simile a un granello di senape, che un uomo ha preso e gettato nell’orto; poi è cresciuto e diventato un albero, e gli uccelli del cielo si sono posati tra i suoi rami».[283]

[20]E ancora: «A che cosa rassomiglierò il regno di Dio?

[21]È simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre sata[284] di farina, finché sia tutta fermentata».

 

Festa delle Capanne, anno 32, a Gerusalemme

 

Gv 7

[2]Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, detta delle Capanne.

[3]I suoi fratelli, dunque, gli dissero: «Parti di qui e va’ nella Giudea perché anche i tuoi discepoli[285] vedano le opere che tu fai.

[4]Nessuno infatti fa qualcosa di nascosto e poi cerca di essere riconosciuto pubblicamente. Se fai cose tali, manifèstati al mondo!».

[5]Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui.[286]

[6]Gesù allora dice loro: «Il mio tempo non è ancora venuto, il vostro invece è sempre a portata di mano.

[7]Il mondo non può odiare voi, ma odia me, perché di lui io attesto che le sue opere sono cattive.

[8]Voi andate alla festa; io non vado a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto».

[9]Dette loro queste cose, restò nella Galilea.

[10]Ma andati i suoi fratelli alla festa, allora vi andò anche lui; non apertamente però: di nascosto.

[11]I Giudei intanto lo cercavano alla festa e dicevano: «Dov’è quel tale?».

[12]E si mormorava molto su di lui nelle folle; gli uni infatti dicevano: «È buono!». Altri invece: «No, inganna la gente!».

[13]Nessuno però ne parlava in pubblico, per paura dei Giudei.

[14]Quando ormai si era a metà della festa, Gesù salì al tempio e insegnava.

[15]I Giudei ne erano stupiti e dicevano: «Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?».

[16]Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato.

[17]Se uno vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso.

[18]Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato è vero (Figlio di Dio), e in lui non c’è ingiustizia.

[19]Mosè non vi ha dato la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?».

[20]Rispose la folla: «Tu hai un demonio! Chi cerca di ucciderti?».

[21]Rispose loro Gesù: «Un’opera sola ho compiuto, e tutti ne siete stupiti.[287]

[22]Mosè vi ha dato la circoncisione - non che essa venga da Mosè, ma dai patriarchi - e anche di sabato circoncidete un uomo.

[23]Ora se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la Legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché ho guarito interamente un uomo di sabato?

[24]Non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio!».

[25]Intanto alcuni di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere?

[26]Ecco, egli parla liberamente, e non gli dicono niente. Che forse i capi abbiano riconosciuto davvero che egli è il Cristo?

[27]Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».

[28]Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Voi mi conoscete e sapete di dove sono: eppure non sono venuto da me, ma è (Dio) vero colui che mi ha mandato e che voi non conoscete.

[29]Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».

[30]Allora cercarono di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettergli le mani addosso, perché non era ancora giunta la sua ora.

[31]Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, farà segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».

[32]I farisei udirono che la gente sussurrava queste cose di lui e i sommi sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo.

[33]Disse allora Gesù: «Per poco tempo ancora rimango con voi, poi vado da colui che mi ha mandato.

[34]Voi mi cercherete, e non mi troverete; e dove sono io, voi non potete venire».

[35]Dissero dunque tra loro i Giudei: «Dove mai sta per andare costui, che noi non potremo trovarlo? Andrà forse nella diaspora dei Greci e ammaestrerà i Greci?[288]

[36]Che discorso è questo che ha fatto: Mi cercherete e non mi troverete e dove sono io voi non potete venire?».

[37]Nell’ultimo giorno, il giorno grande della festa, Gesù si levò in piedi ed esclamò ad alta voce: «Se uno ha sete venga a me e beva.

[38]Dal seno di chi crede in me - come dice la Scrittura - sgorgheranno fiumi di acqua viva».[289]

[39]Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c’era ancora Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato.

[40]All’udire questi discorsi, alcuni fra la gente dicevano: «Questi è davvero il profeta!».

[41]Altri dicevano: «Questi è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea?

[42]Non dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide?».

[43]E nacque dissenso tra la gente riguardo a lui.

[44]Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso.

[45]Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto?».

[46]Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato come questo uomo!».

[47]Ma i farisei replicarono loro: «Forse vi siete lasciati ingannare anche voi?

[48]Forse gli ha creduto qualcuno fra i capi, o fra i farisei?

[49]Ma questa folla, che non conosce la Legge, è maledetta!».

[50]Dice allora Nicodèmo - colui che era venuto precedentemente da Gesù -, essendo uno di loro:

[51]«La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?».

[52]Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea».

[53][[E tornarono ciascuno a casa sua.

 

Gv 8

[1]Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi.

[2]Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.

[3]Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo,

[4]gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio.

[5]Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?».

[6]Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra.[290]

[7]E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei».

[8]E chinatosi di nuovo, scriveva per terra.

[9]Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo.

[10]Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?».

[11]Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».]].

[12]Di nuovo Gesù parlò loro: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

[13]Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera».

[14]Gesù rispose loro: «Anche se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove vengo e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado.

[15]Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno.

[16]E anche se giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato.

[17]Nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera:

[18]sono io che do testimonianza di me stesso, e mi dà testimonianza il Padre che mi ha mandato».[291]

[19]Gli dicevano allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Non conoscete né me né il Padre; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». [292]

[20]Queste parole Gesù le pronunziò nel luogo del tesoro mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora giunta la sua ora.

[21]Di nuovo disse loro: «Io vado e voi mi cercherete, e morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire».

[22]Dicevano allora i Giudei: «Forse si ucciderà, dal momento che dice: Dove vado io, voi non potete venire?».

[23]E diceva loro: «Voi siete (= dipendete) dalle cose di quaggiù, io sono (= dipendo) dalle cose di lassù; voi dipendete da questo mondo, io non dipendo da questo mondo.

[24]Vi ho detto dunque che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono,[293] morirete nei vostri peccati».

[25]Gli dicevano allora: «Tu chi sei?». Gesù disse loro: «Prima di tutto, perché dovrei dirvelo ancora?

[26](Sono uno) che ha molte cose da dire e da giudicare sul vostro conto, ma colui che mi ha mandato è vero,[294] e io dico al mondo le cose che ho udito da lui».

[27]Non capirono che egli parlava loro del Padre.

[28]Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora saprete che Io Sono e non faccio nulla da me stesso, ma dico queste cose come mi ha insegnato il Padre.

[29]Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo, perché io faccio sempre le cose che gli sono gradite».

[30]Mentre diceva queste cose, molti credettero in lui.

[31]Gesù allora diceva a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete (ospiti) nella mia parola, siete davvero miei discepoli;

[32]conoscerete la verità e la verità[295] vi libererà».

[33]Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?».[296]

[34]Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato.

[35]Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, il figlio vi resta sempre;[297]

[36]se dunque il Figlio vi libererà, sarete liberi davvero.

[37]So che siete discendenza di Abramo. Ma cercate di uccidermi perché la mia parola non prende piede tra voi.

[38]Io dico quello che ho visto presso il Padre e voi, intanto, fate quello che avete ascoltato dal padre [vostro]».

[39]Gli risposero: «Il nostro padre è Abramo». Dice loro Gesù: «Se siete figli di Abramo, dovreste compiere le opere di Abramo.

[40]Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l’ha fatto.

[41]Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero: «Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!».

[42]Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, avreste caro me; io da Dio sono uscito e vengo; infatti non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.

[43]Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete dare ascolto alla mia parola:

[44]voi avete per padre il diavolo, e siete intenti a compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità: non c’è verità in lui. Se uno dice il falso, parla delle cose di casa sua, perché è menzognero anche il padre suo.

[45]Poiché invece io dico la verità, a me non credete.

[46]Chi di voi mi può rimproverare per un peccato?[298] Se dico la verità, perché non mi credete?

[47]Chi è da Dio ascolta le parole di Dio: per questo voi non le ascoltate, perché non siete da Dio».

[48]Gli risposero i Giudei: «Non diciamo con ragione noi che sei un Samaritano e hai un demonio?».[299]

[49]Rispose Gesù: «Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate.

[50]Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca e giudica.

[51]In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte».

[52]Gli dissero i Giudei: «Ora sappiamo che hai un demonio. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola non conoscerà mai la morte”.

[53]Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?».

[54]Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”,

[55]e non lo conoscete. Io invece lo conosco. E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un mentitore; ma lo conosco e osservo la sua parola.

[56]Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò».

[57]Gli dissero allora i Giudei: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?».

[58]Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».[300]

[59]Allora raccolsero pietre per scagliarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

 

Gv 9

[1]Passando vide un uomo cieco dalla nascita

[2]e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?».

[3]Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio.

[4]Noi dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; viene la notte, quando nessuno può più operare.

[5]Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo».

[6]Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango[301] sugli occhi del cieco

[7]e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

[8]Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?».

[9]Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».

[10]Allora gli chiesero: «Come dunque ti furono aperti gli occhi?».

[11]Egli rispose: «Quell’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: Va’ a Sìloe e lavati! Io sono andato e, dopo essermi lavato, ho acquistato la vista».

[12]Gli dissero: «Dov’è questo tale?». Dice: «Non lo so».

[13]Intanto conducono dai farisei quello che era cieco:

[14]era infatti sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi.

[15]Di nuovo dunque anche i farisei gli chiesero come avesse acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha posto del fango sopra gli occhi, mi sono lavato e ci vedo».

[16]Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri dicevano: «Come può un peccatore compiere tali segni?». E c’era dissenso tra di loro.

[17]Allora dicono di nuovo al cieco: «Tu che dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».

[18]Così i Giudei non furono sicuri riguardo a lui, che fosse stato cieco e avesse riacquistato la vista, finché non ebbero chiamato i genitori di lui, che aveva ricuperato la vista,

[19]e li ebbero interrogati: «È questo il vostro figlio, che voi dite esser nato cieco? Come mai ora ci vede?».

[20]I genitori risposero: «Sappiamo che questo è il nostro figlio e che è nato cieco;

[21]come poi ora ci veda, non lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi; chiedetelo a lui, ha l’età, parlerà lui di se stesso».

[22]Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga.

[23]Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età, chiedetelo a lui!».

[24]Allora chiamarono per la seconda volta l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore».

[25]Quegli rispose: «Se sia un peccatore, non lo so; una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo».

[26]Allora gli dissero di nuovo: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?».

[27]Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non mi avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?».

[28]Allora lo insultarono e gli dissero: «Tu sei suo discepolo, noi siamo discepoli di Mosè!

[29]Noi sappiamo infatti che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia».

[30]Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo è strano, che voi non sapete di dove sia, e mi ha aperto gli occhi.

[31]Ora, noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta.

[32]Da che mondo è mondo, non s’è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato.

[33]Se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto far nulla».

[34]Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?». E lo cacciarono fuori.

[35]Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: «Tu credi nel Figlio dell’uomo?».

[36]Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?».

[37]Gli disse Gesù: «Tu l’hai visto; e colui che parla con te è proprio lui».

[38]Ed egli disse: «Io credo, Signore!». E gli si prostrò innanzi.

[39]Gesù allora disse: «Io sono venuto in questo mondo per un giudizio: perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi».

[40]I farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?».

[41]Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato,[302] ma siccome dite: Noi vediamo,[303] il vostro peccato rimane».

 

Gv 10

[1]«In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante.

[2]Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore.[304]

[3]Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama per nome le sue pecore una per una e le conduce fuori.

[4]E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.

[5]Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».

[6]Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significasse ciò che diceva loro.

[7]Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.

[8]Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.

[9]Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato e entrerà e uscirà e troverà pascolo.

[10]Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano vita e l’abbiano in abbondanza.

[11]Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre l’anima[305] per le pecore.

[12]Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde;

[13]perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.

[14]Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie conoscono me

[15]come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la mia anima per le pecore.

[16]E ho altre pecore che non sono di quest’ovile;[306] anche queste io devo condurre e ascolteranno la mia voce; e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.

[17]Il Padre mi tiene caro[307] per questo: perché offro io la mia anima, per riprenderla di nuovo. [18]Nessuno me la porta via, ma la offro io da me stesso. Ho il potere di offrirla e ho il potere di prenderla di nuovo. Dal Padre mio ho ricevuto questo comando».

[19]Sorse di nuovo dissenso tra i Giudei per questi discorsi.

[20]Molti di essi dicevano: «Ha un demonio ed è fuori di sé; perché lo state ad ascoltare?».

[21]Altri dicevano: «Queste parole non sono di un indemoniato; può forse un demonio aprire gli occhi dei ciechi?».

 

Festa della Dedicazione, anno 32, a Gerusalemme

 

Lc 13

[22]E attraversava città e villaggi, insegnando e compiendo un[308] viaggio a Gerusalemme.

 

Gv 10

[22]In quel tempo ricorreva a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno.

 

Lc 13

[23]Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Egli disse agli ascoltatori:

[24]«Fate a gara[309] per entrare dalla stretta porta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.

[25]Da quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, comincerete a restare fuori e busserete alla porta, dicendo: “Signore, aprici”, e vi risponderà: “Non so di dove siete voi”.[310]

[26]Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”.

[27]Ma egli dichiarerà: “Non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d’ingiustizia!”.

[28]Allora ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.

[29](Quando) verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.

[30]Ed ecco, ci sono ultimi che saranno primi e primi che saranno ultimi».[311]

[31]In quel momento si avvicinarono alcuni farisei a dirgli: «Esci, vattene via di qui,[312] perché Erode ti vuole uccidere».

[32]Egli rispose: «Andate a dire a quella volpe: Ecco, io scaccio i demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno avrò finito.

[33]È necessario soltanto che io me ne vada oggi, domani e il giorno seguente: a un profeta non è concesso di morire fuori Gerusalemme».[313]

 

Gv 10

[23]E Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone.

[24]Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando terrai l’animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».

[25]Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto e non credete: le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza;

[26]ma voi non credete, perché non siete mie pecore.

[27]Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono,

[28]io do loro vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano.

[29]Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre.

[30]Io e il Padre siamo una cosa sola».

[31]I Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo.

[32]Gesù rispose loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre; per quale opera tra queste mi lapidate?».

[33]Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».

[34]Rispose loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dei?

[35]Se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata),

[36]a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”?

[37]Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi;

[38]ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre».

[39]Cercavano allora di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani.

 

Lc 13

[34]«Gerusalemme, Gerusalemme,[314] che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali, e non avete voluto!

[35]Ecco, la vostra casa viene abbandonata a voi! Vi dico infatti: non possiate vedermi finché venga il tempo in cui diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!».

 


 

 


Al di là del Giordano

 

Per le città e i villaggi della Perea, di là del Giordano (l’evangelista Luca lo segue fino in Galilea)

 

Gv 10

[40]E ritornò al di là del Giordano,[315] nel luogo dov’era prima Giovanni a battezzare, e qui rimase ospite.

 

Lc 14

[1]E accadde quando egli un sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei a mangiar pane, ed essi stavano vicino a osservarlo.

[2]Ecco, davanti a lui c’era un uomo idropico

[3]e Gesù, rivolgendosi ai dottori della legge e ai farisei, disse: «È lecito curare di sabato o no?».

[4]Ma essi tacquero. Egli lo raggiunse, lo guarì e lo congedò.

[5]A loro disse: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?».

[6]E non potevano controbattere a questo.

[7]Disse poi agli invitati una parabola, osservando come sceglievano i primi posti; disse loro:

[8]«Quando fossi invitato da qualcuno a nozze, non metterti al primo posto, nell’eventualità che sia stato invitato da lui uno più ragguardevole di te

[9]e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!” Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto.

[10]Invece quando fossi invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più in su”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali.

[11]Perché chiunque si innalza sarà abbassato, e chi si abbassa sarà innalzato».

[12]E anche a colui che l’aveva invitato disse: «Qualora offrissi un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio.

[13]Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi;

[14]e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Infatti ti sarà ricambiato nella risurrezione dei giusti».[316]

[15]Uno dei commensali, avendo udito ciò, gli disse: «Beato chiunque mangerà pane nel regno di Dio!».

[16]Ma egli rispose a lui: «Un uomo diede una grande cena e invitò molti

[17]e mandò il suo servo, all’ora della cena, a dire agli invitati: “Venite, perché è già pronto”.

[18]Ma cominciarono tutti, allo stesso modo, a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo uscire a vederlo; ti prego, considerami giustificato”.

[19]Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato”.

[20]E un altro disse: “Ho preso moglie e perciò non posso venire”.

[21]Al suo ritorno il servo riferì questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al suo servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, storpi, ciechi e zoppi”.

[22]E disse il servo: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, e ancora c’è posto”.

[23]Il padrone disse al servo: “Esci per i vicoli e gli anfratti e costringili a entrare, perché si riempia la mia casa”.

[24]Vi dico che certamente nessuno di quegli uomini che erano stati invitati gusterà la mia cena».

 

Gv 10

[41]Molti andarono da lui e dicevano: «Mentre Giovanni non ha fatto segno alcuno, tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero».[317]

[42]E in quel luogo molti credettero in lui.

 

Per l’ultima volta in Galilea

 

Lc 14

[25]Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse loro:

[26]«Se uno viene presso a me e non odia[318] suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria anima, non può essere mio discepolo.

[27]Chiunque non porta la propria croce[319] e viene dietro di me, non può essere mio discepolo.

[28]Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?

[29]Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:

[30]Quest’uomo ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire.

[31]Oppure quale re, andando a far guerra contro un altro re, non siederà prima a consultarsi se in diecimila c’è forza per contrastare colui che gli viene contro con ventimila?

[32]Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda un’ambasceria a esaminare la possibilità di una pace.

[33]Così dunque[320] ognuno di voi che non si separa da tutti i propri beni, non può essere mio discepolo.

[34]Ora: il sale[321] è buono, però se anche il sale perderà il sapore, con che cosa lo si combinerà?

[35]Non è ben posto né nella terra né nel concime e così lo buttano via. Chi ha orecchi per intendere, intenda».

 

Lc 15

[1]Gli stavano vicini tutti i pubblicani e i peccatori ad ascoltarlo.

[2]I farisei[322] e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro».

[3]Allora egli disse loro questa parabola: [323]

[4]«Quale uomo[324] tra voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel recinto e va dietro a quella perduta, finché non la trova?

[5]E trovatala, se la mette in spalla tutto contento,

[6]va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo loro: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora perduta.[325]

[7]Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.

[8]O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la trova?

[9]E dopo averla trovata, chiama insieme le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduto.

[10]Così, vi dico, c’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

[11]Disse ancora: «Un uomo aveva due figli.

[12]Disse il più giovane al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze.

[13]E dopo non molti giorni, raccolte tutte le cose, il figlio più giovane partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.

[14]Quando egli ebbe speso tutto, in quel paese venne una forte carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.

[15]Allora andò alle dipendenze di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci.

[16]Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava.

[17]Rientrato in se stesso e disse: “Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!”.

[18]Mi alzerò e andrò da mio padre e gli dirò: “Padre, ho peccato contro il Cielo e di fronte a di te;

[19]non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”.

[20]Si alzò e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide, si commosse e corse a gettarglisi al collo e lo baciò.

[21]E il figlio gli disse: “Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio”.

[22]Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi.

[23]Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,

[24]perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.

[25]Intanto il figlio maggiore si trovava nei campi e mentre tornando si avvicinava alla casa, udì la musica e le danze;

[26]chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse ciò.

[27]Ed egli rispose a lui: “È venuto tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”.

[28]Si arrabbiò e non voleva entrare. Il padre allora uscì e lo chiamò vicino.

[29]Ma lui rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici.

[30]E ora che questo tuo figlio, che ha divorato i tuoi averi con le prostitute, è arrivato, per lui hai ammazzato il vitello grasso”.

[31]Gli rispose: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;

[32]ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato trovato”». [326]

 

Lc 16

[1]Diceva anche ai discepoli:[327] «C’era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi.

[2]Lo chiamò e gli disse: Perché sento dire questo di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore.

[3]L’amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ho forza; mendicare, mi vergogno.

[4]So cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, mi accolgano in casa loro.

[5]Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e diceva al primo:

[6]Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d’olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta.

[7]Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta.[328]

[8]E il padrone lodò l’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo secolo, infatti, verso la loro stirpe sono più scaltri dei figli della luce.

[9]E io vi dico: Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta perché, quando finirà, vi accolgano nelle dimore eterne.

[10]Chi è affidabile nel più insignificante, è affidabile anche nel molto; e chi è disonesto in ciò che è più insignificante, è disonesto anche nel molto.

[11]Se dunque nella disonesta ricchezza non siete stati affidabili, chi vi affiderà quella vera?

[12]E se non siete stati affidabili nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?

[13]Nessun servo può servire a due padroni: infatti, o odierà l’uno e amerà l’altro oppure sosterrà l’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e mammona».

[14]Ascoltavano tutte queste cose i farisei, che erano amanti del denaro, e si beffavano di lui.

[15]Disse loro: «Voi siete quelli che si fanno giusti di fronte agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che tra gli uomini è grande è cosa detestabile davanti a Dio.

[16]La Legge e i Profeti fino a Giovanni; da allora in poi viene annunziato il regno di Dio e ognuno vi è spinto a forza.[329]

[17]È più facile che abbiano fine il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge.[330]

[18]Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio.

[19]C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso banchettando tutti i giorni lautamente.

[20]Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe,

[21]bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Ma perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.

[22]Avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo; ma morì anche il ricco e fu sepolto.

[23]Nell’Ade alzando i suoi occhi in mezzo ai tormenti, vide Abramo da lontano e Lazzaro in sua compagnia.

[24]Egli gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma”.

[25]Ma Abramo rispose: “Figlio, ricordati che nella tua vita hai ricevuto i tuoi beni, così come Lazzaro i mali; ora qui è consolato e tu sei tormentato.

[26]Per di più, tra noi e voi è stabilito[331] un grande abisso, così che coloro che di qui vogliono passare da voi non possano, né di costì attraversino fino a noi”.

[27]E quegli replicò: “Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre -

[28]infatti ho cinque fratelli -, perché li ammonisca così che non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”.

[29]Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”.

[30]E lui: “No, padre Abramo, però se qualcuno dai morti andrà da loro, si convertiranno”.

[31]Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti sarebbero persuasi”».

 

Lc 17

[1]Disse ancora ai suoi discepoli: «Non è possibile[332] far sì che non avvengano scandali, tuttavia guai a colui[333] per cui avvengono.

[2]È meglio per lui se gli viene messa al collo una pietra da mulino e viene gettato nel mare, piuttosto che possa scandalizzare uno di questi piccoli.

[3]Vigilate tra voi.[334] Se tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli.

[4]E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: “Mi pento”, tu gli perdonerai».

[5]Gli apostoli dissero al Signore:

[6]«Accresci la nostra fede!». Il Signore rispose: «Se avete fede quanto un grano di senape, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, e vi ascolterebbe.[335]

[7]Però[336] chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito qui e mettiti a tavola?

[8]Non gli dirà piuttosto: Preparami qualcosa da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu?

[9]Ha forse riguardo per il servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?

[10]Così anche voi, quando aveste fatto tutto quello che vi è stato ordinato,[337] dite: Siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fare».

 

Dalla Galilea verso Gerusalemme, passando dalla Perea

 

Lc 17

[11]E avvenne nel recarsi a Gerusalemme; egli procedeva tra la Samaria e la Galilea.[338]

[12]Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali si fermarono a distanza

[13]e alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!».

[14]Appena li vide, disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.

[15]Uno di loro però, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce;

[16]e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo; ed era un Samaritano.

[17]Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti in dieci? E gli altri nove dove sono?

[18]Non si sono visti tornare a render gloria a Dio, eccetto questo straniero?». E gli disse:

[19]«Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

[20]Interrogato dai farisei: «Quando verrà il regno di Dio?», rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo spiabile,

[21]e non diranno: Ecco è qui, o: è là. Infatti, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».

[22]E ai discepoli disse: «Giorni verranno in cui desidererete vedere uno[339] dei giorni del Figlio dell’uomo, e non lo vedrete.

[23]E vi diranno: Ecco è là, o: ecco è qui; non partite e non seguiteli.

[24]Infatti come il lampo, balenando da una parte all’altra del cielo, risplende, così sarà il Figlio dell’uomo[340] nel suo giorno.

[25]Ma prima è necessario che egli patisca molte cose e venga ripudiato da questa generazione.[341]

[26]Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà anche nei giorni del Figlio dell’uomo:

[27]mangiavano, bevevano, si ammogliavano, si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e fece perire tutti.

[28]Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano,[342] compravano, vendevano, piantavano, costruivano;

[29]ma nel giorno che Lot uscì da Sòdoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e fece perire tutti.

[30]Conforme a queste cose accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si rivelerà.[343]

[31]In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza, se le sue cose sono in casa, non scenda a prenderle; così chi si troverà nel campo, non torni indietro.[344]

[32]Ricordatevi della moglie di Lot.

[33]Chi cercherà di conservare la propria anima la perderà, chi invece la perderà la salverà.[345]

[34]Vi dico: in quella notte due si troveranno in un letto: l’uno verrà assunto[346] e l’altro lasciato;

[35]due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà assunta e l’altra lasciata».

[36].

[37]Gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il corpo, là si raduneranno anche gli avvoltoi».

 

Lc 18

[1]E diceva ai suoi discepoli una parabola per ribadire la necessità che essi preghino sempre e che non lo trascurino:[347]

[2]«C’era in una città un giudice, che non temeva Dio e non guardava in faccia a uomo alcuno.

[3Ma c’era una vedova in quella città, e andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario.

[4]Per un certo tempo egli non voleva; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di alcun uomo,

[5]poiché questa vedova mi procura estenuazione, le farò giustizia perché finalmente non venga a tormentarmi».

[6]E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto.

[7]E Dio non fa forse giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e (non) è magnanimo verso di loro?

[8]Vi dico che renderà loro giustizia presto. Ma il Figlio dell’uomo, venendo, troverà la fede sulla terra?».[348]

[9]Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano del loro gruppo[349] l’opinione di esser giusti e consideravano un niente tutti gli altri:

[10]«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.

[11]Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, o anche come questo pubblicano.

[12]Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.

[13]Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.

[14]Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».

[15]Gli presentavano anche i bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano.

[16]Allora Gesù li chiamò vicino e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non tratteneteli, infatti di quelli come loro è il regno di Dio.

[17]In verità vi dico: Chi non riceve il regno di Dio come un bambino, non può entrare in esso».[350]

[18]Un notabile lo interrogò: «Maestro buono, facendo che cosa erediterò vita eterna?».

[19]Gesù gli rispose: «Perché mi dici buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio.

[20]Conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e la madre».

[21]Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».

[22]Udito ciò, Gesù gli disse: «Ancora una cosa ti manca: vendi tutto quello che hai e distribuiscilo ai poveri: avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi».

[23]Ma quegli, udite queste parole, divenne assai triste, perché era molto ricco.

[24]Gesù, vedendo che era diventato triste, disse: «Quanto a malincuore, coloro che possiedono ricchezze, si accostano al regno di Dio.

[25]Infatti è più agevole per un cammello passare per la cruna di un ago[351] che per un ricco entrare nel regno di Dio!».

[26]Quelli che ascoltavano dissero: «E chi potrà essere salvato?».

[27]Egli rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile presso Dio».

[28]Pietro allora disse: «Noi abbiamo lasciato le nostre cose e ti abbiamo seguito».

[29]Ed egli rispose: «In verità vi dico che non c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli a motivo del regno di Dio,

[30]che non riceva molto di più in questo momento e vita eterna nel tempo che viene».

 

A Betania, risurrezione di Lazzaro

 

Gv 11

[1]Era malato un certo Lazzaro, di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella.

[2]Maria era quella che (alcuni giorni dopo) ha[352] cosparso di olio profumato il Signore e gli ha asciugato i piedi con i suoi capelli; Lazzaro, il malato, era suo fratello.

[3]Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato».

[4]All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché il Figlio di Dio venga glorificato per essa».

[5]Gesù aveva cari Marta, sua sorella e Lazzaro.

[6]Quand’ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove si trovava.[353]

[7]Dopodiché dice ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».

[8]I discepoli gli dicono: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?».

[9]Gesù ha risposto: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;

[10]ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché non c’è la luce in lui».[354]

[11]Così ha parlato e poi soggiunge loro: «Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo».

[12]Gli hanno detto allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, guarirà».

[13]Gesù ha parlato della morte di lui, essi invece hanno pensato che si riferisse al riposo del sonno.

[14]Allora Gesù ha detto loro apertamente: «Lazzaro è morto

[15]e sono contento per voi di non essere stato là perché possiate credere. Ma andiamo da lui!».

[16]Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, ha detto ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

[17]Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro.

[18]Betània era vicina a Gerusalemme, alla distanza di circa quindici stadi[355]

[19]e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello.

[20]Marta dunque, come seppe che Gesù veniva, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.

[21]Marta allora ha detto a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!

[22]Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, Dio te la concederà».

[23]Gesù le dice: «Tuo fratello risusciterà».

[24]Gli risponde Marta: «So che risusciterà nella risurrezione, nell’ultimo giorno».

[25]Gesù le ha detto: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;

[26]e chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi tu questo?».

[27]Gli risponde: «Sì, o Signore, io ho creduto che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

[28]Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama».

[29]Quella, udito ciò, si alzò in fretta e s’incamminò verso di lui.

[30]Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro.

[31]Allora i Giudei che erano in casa con lei e la consolavano, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là».

[32]Maria, dunque, quando è giunta dov’era Gesù e lo ha visto si è gettata ai suoi piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!».

[33]Gesù allora quando l’ha vista piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si è commosso nello spirito, si è turbato e ha detto:

[34]«Dove l’avete posto?». Gli dicono: «Signore, vieni a vedere!».

[35]Gesù è scoppiato in pianto.[356]

[36]Dicevano allora i Giudei: «Vedi come gli era amico!».

[37]Ma alcuni di loro hanno detto: «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».

[38]Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si reca al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra.

[39]Dice Gesù: «Togliete la pietra!». Gli risponde Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni».

[40]Le dice Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?».

[41]Hanno dunque tolto la pietra. Gesù allora ha alzato gli occhi e ha detto: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato.

[42]Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che mi hai mandato tu».

[43]E, detto questo, ha gridato a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!».[357]

[44]Il morto è uscito, con i piedi e le mani impediti da fettucce, e il suo volto era legato intorno da un sudario. Dice loro Gesù: «Scioglietelo e lasciatelo andare».

[45]Molti dei Giudei che erano venuti da Maria e avevano visto quel che egli aveva compiuto, credettero in lui.

[46]Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto.

[47]Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo, poiché quest’uomo compie molti segni?

[48]Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani[358] e distruggeranno sia il nostro luogo che la nostra nazione».

[49]Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla

[50]e non considerate come sia meglio per voi che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera».

[51]Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione

[52]e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.[359]

[53]Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.

 

A Efraim, presso il deserto

 

Gv 11

[54]Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei, ma si ritirò di là nella zona vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, e là rimase ospite con i discepoli.

 


 
 

L’ingresso del Re a Gerusalemme

 

Verso Gerusalemme, passando da Gerico

 

Lc 18

[31]Prese con sé i Dodici e disse loro: «Ecco, andiamo a Gerusalemme, e si compirà tutto ciò che fu scritto per mezzo dei profeti riguardo al Figlio dell’uomo:

[32]infatti sarà consegnato ai pagani, schernito, oltraggiato, coperto di sputi

[33]e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà».

[34]Ed essi non fecero attenzione a nulla di questo; quel parlare era oscuro per loro e non capivano ciò che veniva detto.[360]

 

Pasqua, anno 33

 

Gv 11

[55]Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti andarono a Gerusalemme dalla regione prima della Pasqua per purificarsi.

[56]Cercavano dunque Gesù e dicevano tra di loro stando nel tempio: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

[57]I sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunziasse, perché potessero prenderlo.

 

1° giorno: a Gerico (“venerdì” 27 marzo dell’anno 33 d.C.)

 

Lc 18

[35]Accadde mentre egli si avvicinava a Gerico: un[361] cieco era seduto a mendicare lungo la strada.

[36]Sentendo passare la gente, domandò che cosa fosse.

[37]Gli riferirono: «Passa Gesù il Nazareno!».

[38]Allora gridò: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!».

[39]Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano, perché tacesse; ma lui gridò molto più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

[40]Gesù allora si fermò e ordinò che fosse condotto presso di lui. Quando gli fu vicino, gli domandò:

[41]«Che vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io riabbia la vista».

[42]E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».

[43]Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lode a Dio.

 

Lc 19

[1]Entrato in Gerico, attraversava la città.[362]

[2]Ed ecco un uomo di nome Zaccheo; era capo dei pubblicani e ricco;

[3]cercava di vedere chi fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.

[4]Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.

[5]Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».

[6]In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.

[7]Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È andato ad alloggiare da un peccatore!».

 

2° giorno: (sabato 28 marzo) da Gerico…

 

Lc 19

 [8]Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, la metà dei miei beni, Signore, la do ai poveri; e se ho estorto qualcosa a qualcuno con false accuse, restituisco quattro volte tanto».

[9]Gli rispose allora Gesù: «Oggi la salvezza è venuta in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo;

[10]il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che è perduto».[363]

[11]Mentre ascoltavano queste cose, Gesù in aggiunta disse una parabola[364] perché era vicino a Gerusalemme ed essi ritenevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro.

[12]Disse dunque: «Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare.

[13]Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine, dicendo: Impiegatele intanto che ritorno.

[14]Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un’ambasceria a dire: Non vogliamo che costui regni su di noi.

[15]E avvenne quando egli tornò, dopo aver ottenuto la regalità: fece chiamare quei servi ai quali aveva consegnato il denaro, per vedere che affari avessero fatto.

[16]Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ha fruttato dieci mine.

[17]Gli disse: Bene, bravo servitore; poiché sei stato affidabile nel poco, ricevi il potere sopra dieci città.

[18]Poi si presentò il secondo e disse: La tua mina, Signore, ha fruttato cinque mine.

[19]Anche a questo disse: Anche tu sii a capo di cinque città.

[20]Venne anche l’altro e disse: Signore, ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in un fazzoletto;

[21]avevo paura di te che sei un uomo severo e prendi quello che non hai messo in deposito, mieti quello che non hai seminato.

[22]Gli rispose: Dalle parole della tua bocca ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato:

[23]e perché non hai consegnato il mio denaro a una banca? Io al ritorno l’avrei riscosso con gli interessi.

[24]Disse poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ha le dieci mine.

[25]Gli risposero: Signore, ha dieci mine!

[26]Vi dico: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.[365]

[27]Ma quei miei nemici[366] che non volevano che io regnassi su di loro, conduceteli qui e uccideteli davanti a me».

[28]Detto questo, (Gesù) s’incamminava avanti agli altri salendo verso Gerusalemme.

 

…a Betania (sabato 28 marzo)

 

Lc 19

[29a]E avvenne quando fu vicino a Bètfage e a Betània, davanti al monte detto degli Ulivi.

 

Gv 12

[1]Gesù dunque, sei giorni prima della Pasqua, andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che (Gesù) aveva risuscitato dai morti.

 

Mt 26

[6]Mentre Gesù si trovava a Betania, in casa di Simone il lebbroso...

 

Gv 12

[2]Allora gli fecero qui una cena e Marta serviva; Lazzaro era uno di quelli che erano seduti a mensa con lui.[367]

[3]Maria intanto, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento.

[4]Dice Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, quello che stava per tradirlo:

[5]«Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari[368] per darli ai poveri?».

[6]Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.

[7]Gesù allora gli disse: «Lasciala stare: che lo conservi per il giorno della mia sepoltura.

[8]I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».

[9]Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti.

[10]I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro,

[11]perché molti Giudei a causa di lui se ne andavano e credevano in Gesù.

 

3° giorno (“domenica” 29 marzo)

 

Gv 12

[12a]Il giorno seguente...

 

L’ingresso trionfale nella capitale

 

Lc 19

[29b]…(Gesù) inviò due discepoli dicendo:

[30]«Andate al villaggio di fronte, entrando nel quale troverete un puledro legato, su cui nessun uomo si è mai seduto; e dopo averlo sciolto portatelo qui.

[31]E se qualcuno vi chiede: “Perché lo sciogliete?”, direte: “Il Signore ne ha bisogno”».

[32]Gli inviati andarono e trovarono come aveva detto.

[33]Mentre essi scioglievano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché sciogliete il puledro?».

[34]Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».

[35]Lo condussero da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù.

[36]Via via che egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada.

[37a]Quando era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi,...

 

Gv 12

[12b]...la gran folla che è venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme,

[13]ha preso i rami delle palme ed è uscita incontro a lui e gridava: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!

[14]Gesù, requisito[369] un asinello, vi è montato sopra, come sta scritto:

[15]Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina.[370]

 

Lc 19

[37b]... tutta la folla dei discepoli, esultando, cominciò a lodare Dio a gran voce, per tutti i segni di potenza che avevano veduto, dicendo:

[38]«Benedetto colui che viene, il re nel nome del Signore. Nell’universo pace, e gloria nel più alto dei cieli!».[371]

[39]Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli».

[40]Ed egli rispose: «Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

 

Gv 12

[16]Dapprima i discepoli non compresero queste cose di lui; ma quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che questo era scritto di lui e questo gli avevano fatto.

[17]Intanto la gente che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli rendeva testimonianza.

[18]Anche per questo la folla gli andò incontro, perché aveva udito che aveva compiuto quel segno.

[19]I farisei allora dissero tra di loro: «Vedete che non concludete nulla? Ecco che il mondo gli è andato dietro!».

 

Lc 19

[41]Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo:

[42]«Se comprendessi anche tu, in questo giorno, la via della pace! Ora però si è nascosta ai tuoi occhi.

[43]Perché arriveranno giorni contro di te, e i tuoi nemici ti cingeranno di palizzate, ti circonderanno e si stringeranno contro di te da ogni parte;

[44]distruggeranno completamente te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il momento giusto in cui sei stata visitata».

 

Gesù accoglie alcuni discepoli greci

 

Gv 12

[20]C’erano anche alcuni Greci[372] tra coloro che salivano per rendere il culto durante la festa.

[21]Questi si avvicinarono a Filippo,[373] quello di Betsàida di Galilea, e lo pregarono dicendo: «Signore, vogliamo vedere Gesù».

[22]Filippo va a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo vanno a dirlo a Gesù.

[23]Gesù risponde:[374] «È giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo.

[24]In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

[25]Chi ha cara la propria anima[375] la perde e chi odia la propria anima in questo mondo la conserverà in vita eterna.

[26]Se uno vuol servire me, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno vuol servire me, lo pagherà il Padre.

[27]In questo momento l’anima mia è turbata; e che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma sono giunto a quest’ora proprio per questo.

[28]Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e di nuovo lo glorificherò!».[376]

[29]La folla che era presente e aveva udito diceva che c’era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato».

[30]Rispose Gesù: «Non per me è venuta questa voce, ma per voi.

[31]Ora c’è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori

[32]e io, allorché sarò elevato da terra, innalzerò tutti presso di me».[377]

[33]Questo diceva per indicare di qual morte doveva morire.

[34]Allora la folla gli rispose: «Noi abbiamo appreso dalla Legge che il Cristo rimane in eterno; come dunque tu dici che il Figlio dell’uomo deve essere elevato? Chi è questo Figlio dell’uomo?».

[35]Gesù allora disse loro: «Ancora per poco tempo la luce è tra voi. Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi prendano: e colui che cammina nelle tenebre non sa dove va.

[36]Mentre avete la luce credete alla luce, perché siate figli della luce».[378] Gesù disse queste cose, poi si nascose da loro andandosene.

 

Mc 11

[11]Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio.[379] E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici, diretto a Betània.[380]

 

4° giorno (“lunedì” 30 marzo)

 

Mc 11

[12]La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame.

[13]E avendo visto di lontano un fico che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se mai vi trovasse qualche cosa; ma giuntovi, non trovò altro che foglie. Non era infatti quella la stagione dei fichi.

[14]E gli disse: «Nessuno possa mai più mangiare i tuoi frutti». E i discepoli l’udirono.

[15a]Andarono intanto a Gerusalemme.

 

Gasù scaccia per la seconda volta i venditori dal Tempio

 

Lc 19

[45]Entrato poi nel tempio, cominciò a cacciare i venditori,[381]

[46]dicendo loro: «È scritto: E la mia casa sarà casa di preghiera. Voi però l’avete fatta diventare una spelonca di ladri!».

[47]Ogni giorno si fermava a insegnare nel tempio. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popolo;

[48]ma non trovavano che cosa fare, perché tutto il popolo gli stava appiccicato ad ascoltarlo.

 

Mc 11

[19]Quando venne la sera uscirono dalla città.

 

5° giorno (“martedì” 31 marzo)

 

Mc 11

[20]La mattina seguente, passando, videro il fico seccato fin dalle radici.

 

L’autorità di Gesù

 

Lc 20

[1]E accadde un giorno, mentre istruiva il popolo nel tempio e annunziava la buona notizia, si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli scribi con gli anziani e si rivolsero a lui dicendo:

[2]«Dicci con quale autorità fai queste cose o chi è che ti ha dato quest’autorità».

[3]E Gesù rispose loro: «Vi domanderò anch’io una spiegazione, e rispondetemi:

[4]Il battesimo di Giovanni[382] veniva dal Cielo o dagli uomini?».

[5]Allora essi discutevano l’uno con l’altro: «Se diciamo “dal Cielo”, risponderà: “Perché non gli avete creduto?”.

[6]E se diciamo “dagli uomini”, tutto il popolo ci lapiderà, perché è convinto che Giovanni sia un profeta».

[7]E risposero di non sapere da dove veniva.

[8]E Gesù disse loro: «Nemmeno io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

 

La parabola dei vignaioli omicidi

 

Lc 20

[9]Poi cominciò a dire al popolo questa parabola: «Un uomo piantò una vigna, l’affidò a dei coltivatori e se ne andò lontano per molto tempo.

[10]A suo tempo, mandò un servo dai coltivatori perché gli dessero una parte del raccolto della vigna. Ma i coltivatori lo rimandarono a mani vuote scorticandolo di botte.

[11]E stabilì di mandare un altro servo, ma essi rimandarono a mani vuote anche questo riempiendolo di botte e insultandolo.

[12]E decise di mandarne ancora un terzo, ma essi ferirono anche questo e lo cacciarono.

[13]Disse allora il padrone della vigna: Che farò? Manderò il mio caro figlio; probabilmente di lui avranno rispetto.

[14]Quando lo videro, i coltivatori discutevano l’uno con l’altro dicendo: Costui è l’erede: uccidiamolo così che l’eredità diventi nostra.

[15]E lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero. Che cosa farà dunque a costoro il padrone della vigna?

[16]Verrà e manderà a morte quei coltivatori, e affiderà ad altri la vigna». Udito ciò, esclamarono: «Non sia mai!».

[17]Allora egli fissandoli disse: «Che cos’è allora questo che è scritto: La pietra che i costruttori hanno scartato, questa è diventata testata d’angolo?

[18]Chiunque cadrà su quella pietra si frantumerà e a chi (essa) cadrà addosso, lo disperderà come pula».

[19]Gli scribi e i sommi sacerdoti bramarono di mettergli addosso le mani in quell’occasione - ed ebbero paura del popolo -, infatti avevano capito che aveva detto quella parabola per loro.

 

Il tributo a Cesare

 

Lc 20

[20]E, dopo averlo osservato,[383] mandarono degli infiltrati che mostrassero di essere retti, così da coglierlo in fallo nel suo parlare per consegnarlo al supremo potere e all’arbitrio del governatore.

[21]Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni rettamente e non aderisci a un vessillo,[384] ma insegni secondo verità la via di Dio:

[22]è lecito che noi paghiamo il tributo a Cesare, o no?».

[23]Avendo compreso la loro astuzia, disse loro:

[24]«Mostratemi un denaro: di chi porta immagine e iscrizione?». Ed essi risposero: «Di Cesare».

[25]Ed egli disse: «Di conseguenza rendete a Cesare le cose di Cesare e le cose di Dio a Dio».

[26]Così non poterono coglierlo in fallo nella sua parola davanti al popolo e, confusi dalla sua risposta, tacquero.

 

I Sadducei e la risurrezione

 

Lc 20

[27]Gli si avvicinarono poi alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione, e lo interrogarono:

[28]«Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, e questo è senza figli, il fratello prenda la moglie di lui e faccia sorgere una discendenza al proprio fratello”.

[29]C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli.

[30]Allora la prese il secondo,

[31]poi il terzo, ma allo stesso modo tutti e sette non lasciarono figli e morirono.

[32]In seguito anche la donna morì.

[33]La donna, dunque, nella risurrezione, di chi di questi sarà moglie? Infatti tutti e sette l’hanno avuta in moglie».

[34]Rispose loro Gesù: «I figli di questo secolo[385] prendono moglie e prendono marito;

[35]ma coloro che sono stati ritenuti degni[386] di appartenere a quel secolo e alla risurrezione dai morti, non prendono moglie né prendono marito;

[36]non possono nemmeno più morire, infatti sono come angeli e sono figli di Dio, essendo figli della risurrezione.[387]

[37]Che i morti risorgono, lo ha fatto capire anche Mosè nel passo del roveto, quando parla del Signore Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.

[38]Non è Dio di morti, ma di vivi; perché tutti (questi) vivono con lui».[388]

[39]Risposero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene».

[40]Infatti non osavano più fargli alcuna domanda.

 

Davide e Gesù

 

Lc 20

[41]Egli però disse loro: «Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide?

[42]Infatti lo stesso Davide, nel libro dei Salmi, dice: Ha detto il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra,

[43]finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi?

[44]Davide dunque lo chiama Signore; come è suo figlio?».

[45]E mentre tutto il popolo ascoltava, disse ai discepoli:

[46]«Guardatevi da quegli scribi che hanno l’abitudine di passeggiare in abiti solenni e amano i saluti nelle piazze, i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei conviti,

[47]che divorano le case delle vedove, e in apparenza pregano a lungo: questi riceveranno una condanna in più».

 

Vicende future di Gerusalemme in rapporto con il Regno di Dio

 

Lc 21

[1]Alzati gli occhi, vide quelli ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro.

[2]Vide anche una vedova povera che vi gettava due spiccioli

[3]e disse: «In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti.

[4]Tutti costoro, infatti, hanno gettato nelle offerte del loro superfluo, questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere».

[5]Mentre alcuni parlavano del tempio, che è adornato di belle pietre e di doni votivi, disse:

[6]«Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta».[389]

[7]Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno quando ciò starà per avvenire?».

[8]Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: “Sono io” e: “Il tempo è prossimo”; non incamminatevi dietro a loro.

[9]Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non terrorizzatevi. È necessario infatti che ci siano prima queste cose,[390] ma non subito l’evento conclusivo».

[10]Poi disse loro: «Sorgerà popolo contro popolo e regno contro regno,

[11]e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo.

[12]Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.

[13]Vi darà occasione di render testimonianza.

[14]Fissatevi in mente di non esercitarvi prima a difendervi;

[15]io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere.

[16]Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi;

[17]sarete odiati da tutti per causa del mio nome.

[18]E nemmeno un capello del vostro capo perirà.

[19]Mantenete il possesso delle vostre anime nella vostra perseveranza.

[20]Ma quando vedrete circondata da eserciti Gerusalemme, sappiate allora che è vicino il suo abbandono.[391]

[21]Allora coloro che si trovano in Giudea fuggano sui monti, e coloro che sono in mezzo alla città fuggano nei dintorni, e quelli che si trovano nei dintorni non entrino in essa;

[22]quelli sono giorni di vendetta,[392] perché si compiano tutte le cose scritte.

[23]Guai alle donne che sono incinte e allattano in quei giorni, perché vi sarà grande violenza sulla terra[393] e ira contro questo popolo.

[24]Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutte le genti; e Gerusalemme sarà calpestata da genti finché non siano pienamente realizzate opportunità per le genti.[394]

[25]E vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra[395] ressa di genti sotto la spinta di un fragore[396] di onde di mare,

[26]morendo gli uomini per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sul mondo abitato.[397] Infatti le potenze dei cieli[398] saranno sconvolte.

[27]Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube[399] con potenza e gloria grande.

[28]Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché si avvicina la vostra redenzione».[400]

[29]E disse loro una parabola: «Guardate il fico e tutte le piante;

[30]quando già germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai il raccolto estivo è vicino.

[31]Così voi stessi, quando vedete accadere queste cose, comprendete che il regno di Dio è vicino.

[32]In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto.

[33]Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

[34]Però vigilate tra voi[401] che i vostri cuori[402] non si impigriscano per stordimento, ubriachezza e preoccupazioni della vita e che quel giorno non vi capiti addosso imprevisto come un laccio;

[35]infatti si avventerà su tutti coloro che si trovano nell’appartenenza giuridica di tutta la terra.[403]

[36]Vegliate dunque in ogni momento, pregando perché abbiate vigore per sfuggire a tutto questo che sta per accadere e per sistemarvi al cospetto del Figlio dell’uomo».

[37]Di giorno stava nel tempio a insegnare, la notte usciva e pernottava all’aperto sul monte detto degli Ulivi.[404]

 

6° giorno (“mercoledì” 1 aprile)

 

Lc 21

[38]E tutto il popolo era presso di lui di buon mattino nel tempio ad ascoltarlo.

 

Gv 12

[37]Sebbene egli avesse compiuto tanti segni di fronte a loro, non credevano in lui,

[38]perché si adempisse la parola proferita dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto alla nostra voce? E il braccio del Signore a chi è stato rivelato?

[39]Per questo non potevano credere, perché Isaia aveva detto ancora:

[40]Ha reso ciechi i loro occhi e ha indurito il loro cuore, perché non vedano con gli occhi e non comprendano con il cuore, e si convertano e io li guarisca!

[41]Questo disse Isaia perché aveva visto la sua gloria; e di lui parlò.

[42]Ugualmente, tuttavia, anche tra i capi molti credettero in lui, ma non lo riconoscevano apertamente a causa dei farisei, per non essere espulsi dalla sinagoga;

[43]hanno amato infatti la gloria degli uomini più della gloria di Dio.[405]

[44]Ma Gesù gridò a gran voce: «Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato,

[45]e chi vede me, vede colui che mi ha mandato.

[46]Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.

[47]E se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché non sono venuto per giudicare il mondo, ma per salvare il mondo.

[48]Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo giudica: il contenuto del mio parlare lo giudicherà nell’ultimo giorno.[406]

[49]Perché io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa dovevo dire e di che cosa dovevo parlare.

[50]E so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

 

Mc 14

[1]Dopo due giorni c’erano la Pasqua e gli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con inganno, per ucciderlo.

 

Lc 22

[1]Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua,

[2]e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di toglierlo di mezzo, poiché temevano il popolo.

[3]Proprio allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici.

[4]Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani.

[5]Ne furono felici e si accordarono di dargli del denaro.

[6]Egli fu d’accordo e cercava l’occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla.[407]

 

 


Il Re, crocifisso,...

 

7° giorno (“giovedì” 2 aprile)

 

Lc 22

[7]Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua.[408]

[8](Gesù) mandò Pietro e Giovanni dicendo: «Andate a preparare per noi la Pasqua, perché la mangiamo».

[9]Gli chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?».

[10]Ed egli rispose: «Ecco, entrati in città, vi si parerà davanti un uomo che porta una brocca d’acqua.[409] Seguitelo nella casa dove entrerà

[11]e direte al padrone della casa: Il Maestro ti dice: Dov’è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli?

[12]E quello vi mostrerà una grande sala addobbata al piano superiore; là preparate».

[13]Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua.

 

Gv 13

[1]Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta per lui l’ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver avuto cari i suoi che erano nel mondo, li ebbe cari sino alla fine.

 

Lc 22

[14]Quando fu l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui.

 

Gv 13

[2]E venuto il momento della cena,[410] quando già il diavolo ha messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo,

[3]sapendo che il Padre gli ha dato tutto nelle mani e che è venuto da Dio e a Dio ritorna,

[4]si alza da tavola, depone le vesti e, preso un asciugatoio, se lo è cinto attorno alla vita.

[5]Poi versa acqua nel catino e ha cominciato a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si è cinto.

[6]Viene dunque da Simon Pietro. Questi gli dice: «Signore, tu lavi i piedi a me?».

[7]Gli ha risposto Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo».[411]

[8]Gli dice Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!». Gli ha risposto Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me».

[9]Gli dice Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!».

[10]Soggiunge Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi, ma è tutto mondo; anche voi siete mondi, ma non tutti».

[11]Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi».

[12]Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e ripreso le vesti e si fu seduto, di nuovo disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto?

[13]Voi mi chiamate: “il Maestro” e: “il Signore”; e dite bene, infatti lo sono.

[14]Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri.

[15]Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io a voi, facciate anche voi.

[16]In verità, in verità vi dico: non c’è servo più grande del suo padrone, né apostolo più grande di chi lo ha mandato.

[17]Se intendete queste cose, siete beati se le mettete in pratica».

 

Lc 22

[15]E disse loro: «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione,

[16]poiché vi dico: non la mangerò più, finché ogni cosa abbia compimento nel regno di Dio».[412]

[17]E preso un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e distribuitelo tra voi,[413]

[18]poiché vi dico: da ora non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio».

[19]Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me».

[20]Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».[414]

[21]«Ma ecco, con me sulla tavola, la mano di chi mi tradisce.

 

Gv 13

[18]Non parlo di tutti voi: io so chi ho scelto; ma doveva adempiersi la Scrittura: Colui che mangia il pane con me, ha levato contro di me il suo calcagno.

[19]Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono.[415]

[20]In verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

[21]Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà».

 

Lc 22

[22]«Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell’uomo dal quale è tradito!».

 

Gv 13

[22]I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse.

 

Lc 22

23]Allora essi cominciarono a domandarsi a vicenda chi fosse di loro colui che stava per fare ciò.

 

Gv 13

[23]Ora uno dei discepoli, quello che Gesù aveva caro, si trovava a tavola al fianco di Gesù.

[24]Simon Pietro gli fa un cenno di chiedere chi sia colui del quale parla.

[25]Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli dice: «Signore, chi è?».

[26]Risponde Gesù: «È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prende e lo da a Giuda Iscariota, figlio di Simone.

[27]E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli dice: «Quello che devi fare fallo al più presto».

[28]Nessuno dei commensali capì perché gliel’aveva detto;

[29]alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli dicesse: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri.

[30]Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte.

[31]Quand’egli è uscito, Gesù dice: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui.

[32]Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà in sé e lo glorificherà subito.

 

Lc 22

[24]Sorse tra loro anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il più grande.

[25]Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse sono chiamati benefattori.

[26]Per voi però non sia così;[416] ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve. [417]

[27]Infatti chi è più grande, chi è sdraiato (a tavola) o chi serve? Non è forse colui che è sdraiato? Eppure io sto in mezzo a voi, come colui che serve.

[28]Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove;

[29]e io preparo a voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato a me,

[30]perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno, e siederete su troni a giudicare le dodici tribù di Israele.

 

Gv 13

[33]Figlioli, ancora per poco sono con voi; mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire.

[34]Vi do un comandamento nuovo: che abbiate cari gli uni gli altri; come vi ho avuto cari, così anche voi abbiate cari gli uni gli altri.

[35]Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avete carità gli uni per gli altri».

[36]Simon Pietro gli dice: «Signore, dove vai?».[418] Gli ha risposto Gesù: «Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».

 

Lc 22

[31]«Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano;

[32]ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli».[419]

 

Gv 13

[37]Gli dice Pietro: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia anima per te!».

 

Lc 22

[33]E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte».

[34]Gli rispose: «Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo finché che tu per tre volte non abbia negato di conoscermi».

 

Gv 13

[38]Risponde Gesù: «Darai la tua anima per me? In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

 

Gv 14

[1]«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede in me.

[2]Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei detto che vado a prepararvi un posto?[420]

[3]E se me ne andrò e vi preparerò un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi.

[4]E del luogo dove io vado, voi conoscete la via».

[5]Gli dice Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?».

[6]Gli dice Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

[7]Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

[8]Gli dice Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».

[9]Gli risponde Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?[421]

[10]Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere.

[11]Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; ma se non (credete a me), credetelo per le opere stesse.

[12]In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre.

[13]E qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio.

[14]Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

[15]Se mi avete caro, osserverete i miei comandamenti

[16]e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Avvocato[422] perché rimanga con voi per sempre,

[17]lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli è ospite presso di voi e sarà in voi.

[18]Non vi lascerò orfani; ritorno da voi.

[19]Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.

[20]In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi.

[21]Chi ha i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ha caro. E chi mi ha caro sarà tenuto caro dal Padre mio e anch’io lo avrò caro e mi manifesterò a lui».

[22]Gli dice Giuda, non l’Iscariota: «Signore, cos’è è accaduto per cui devi manifestarti a noi e non al mondo?».[423]

[23]Gli ha risposto Gesù: «Se uno mi ha caro, osserverà la mia parola e il Padre mio lo avrà caro e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

[24]Chi non mi ha caro non osserva le mie parole, e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

[25]Queste cose vi ho detto mentre sono tra voi.

[26]Ma l’Avvocato, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà tutte le cose e vi ricorderà tutte le cose che vi ho detto io.[424]

[27]Vi lascio pace, la mia pace do a voi. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

[28]Avete udito che vi ho detto: Vado e torno a voi; se mi avete caro, dovreste rallegrarvi che vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me.

[29]Ve l’ho detto adesso, prima che sia avvenuto, perché quando avverrà, voi crediate.

[30]Non parlerò più di molte cose[425] con voi: infatti viene il principe del mondo; non ha alcun potere su di me,

[31a]ma (gli è dato potere) perché il mondo sappia che io ho familiarità con il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così agisco.

 

Lc 22

[35]Poi disse loro: «Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla».

[36]Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; e chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.

[37]Infatti, vi dico che deve compiersi in me questa cosa che è scritta: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti quello che (è scritto) riguardo a me si sta compiendo».

[38]Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Egli rispose loro: «Ce n’è abbastanza!».

 

Gv 14

[31b] Alzatevi, usciamo di qui».[426]

 

Gv 15

[1]«Io sono la vera vite e il Padre mio è il contadino.

[2]Ogni tralcio che non porta frutto in me, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.

[3]Voi siete già potati, per la parola che vi ho annunziato.

[4]Rimanete ospiti in me, e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane ospite nella vite, così nemmeno voi se non rimanete ospiti in me.

[5]Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane ospite in me e io in lui, fa molto frutto, per il fatto che non potete far nulla senza di me.[427]

[6]Se uno non rimane ospite in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e viene bruciato.

[7]Se rimanete ospiti in me e le mie parole rimangono ospiti in voi, potete chiedere quel che volete e vi sarà fatto.

[8]In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

[9]Come il Padre ha avuto caro me, anch’io ho avuto cari voi.[428] Rimanete ospiti nella mia carità.

[10]Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete ospiti nella mia carità, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango ospite nella sua carità.

[11]Di queste cose vi ho parlato perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

[12]Questo è il mio comandamento, che abbiate cari gli uni gli altri, come io vi ho avuto cari.

[13]Nessuno ha una carità più grande di questa: dare l’anima[429] per i propri amici.

[14]Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.

[15]Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi.

[16]Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga: perché tutto quello che chiedeste al Padre nel mio nome, ve lo conceda.

[17]Queste cose vi comando, che abbiate cari gli uni gli altri.

[18]Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.

[19]Se dipendeste[430] dal mondo, il mondo sarebbe favorevole a ciò che è suo; poiché invece non dipendete dal mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.

[20]Ricordatevi della parola che vi ho detto: non c’è servo più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.

[21]Ma tutto questo vi faranno per il mio nome: non conoscono colui che mi ha mandato.

[22]Se non fossi venuto (in pubblico) e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato.

[23]Chi odia me, odia anche il Padre mio.

[24]Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro mai ha fatto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio.

[25]Ma doveva adempiersi la parola scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione.

[26]Quando verrà l’Avvocato che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza;

[27]e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

 

Gv 16

[1]Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi.

[2]Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio.

[3]E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me.[431]

[4]Ma io vi ho detto queste cose perché, quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato. Non ve le ho dette dal principio, perché ero con voi.

[5]Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”

[6]Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore.

[7]Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi l’Avvocato; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò.

[8]E quando sarà venuto, egli metterà sotto accusa il mondo riguardo al peccato, riguardo alla giustizia e riguardo al giudizio.

[9]Quanto al peccato, perché non credono in me;[432]

[10]quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più;[433]

[11]quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.[434]

[12]Ancora molte cose ho da dirvi, ma ora non siete capaci di portarne il peso.[435]

[13]Quando però verrà lui, lo Spirito di verità, vi guiderà in tutta la verità, infatti non parlerà da se stesso, ma parlerà di quanto udrà e vi riferirà ciò che starà per avvenire.[436]

[14]Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo riferirà.

[15]Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prende del mio e ve lo riferirà.

[16]Ancora un poco e non mi vedrete; e un po’ ancora e mi vedrete».

[17]Dissero allora alcuni dei suoi discepoli tra loro: «Che cos’è questo[437] che ci dice: “Un poco e non mi vedrete, e un po’ ancora e mi vedrete”, e questo: “Perché vado al Padre”?».

[18]Dicevano perciò: «Che cos’è mai questo “un poco” di cui parla? Non sappiamo quello che vuol dire».

[19]Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «Andate indagando tra voi perché ho detto: “Ancora un poco e non mi vedrete e un po’ ancora e mi vedrete”?

[20]In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia.

[21]La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora;[438] ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo.

[22]Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e

[23]nessuno vi potrà togliere la vostra gioia. In quel giorno non mi domanderete più nulla. In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.

[24]Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.[439]

[25]Queste cose vi ho dette in similitudini; ma verrà l’ora in cui non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi parlerò del Padre.[440]

[26]In quel giorno chiederete nel mio nome e io non vi dico che pregherò il Padre per voi:

[27]il Padre stesso vi considera amici, poiché voi mi siete stati amici, e avete creduto che io sono venuto da Dio.

[28]Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; di nuovo lascio il mondo e vado al Padre».

[29]Dicono i suoi discepoli: «Ecco, adesso parli chiaramente e non fai uso di similitudine alcuna.

[30]Ora conosciamo che sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. In questo crediamo che sei uscito da Dio».

[31]Rispose loro Gesù: «Adesso credete?

[32]Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.

[33]Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma, coraggio, io ho vinto[441] il mondo!».

 

Gv 17

[1]Così parlò Gesù, quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è giunta l’ora; glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te,

[2]così che, come gli hai dato potere su ogni carne, tutto ciò che gli hai dato dia loro vita eterna.

[3]Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.

[4]Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare.

[5]E ora glorificami tu, Padre, davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.

[6]Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola.

[7]Ora sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te,

[8]perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; ed essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.

[9]Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi.

[10]Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono stato glorificato in esse.

[11]Io non sono più nel mondo ed essi sono nel mondo e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.

[12]Mentre ero con loro, io li conservavo nel tuo nome, che mi hai dato, e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura.

[13]Ma ora io vengo a te e dico queste cose, nel mondo, perché abbiano la gioia, la mia, piena in loro.

[14]Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non dipendono[442] dal mondo; come io non dipendo dal mondo.

[15]Non chiedo che tu li tolga[443] dal mondo, ma che li custodisca dal maligno.

[16]Essi non dipendono dal mondo, come io non dipendo dal mondo.

[17]Consacrali nella verità: la tua parola è verità.[444]

[18]Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo;[445]

[19]per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità.

[20]Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me;

[21]Tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

[22]E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.

[23]Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai avuti cari come hai avuto caro me.

[24]Padre, questo mi hai dato, desidero che dove sono io anche costoro siano con me, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato perché mi hai avuto caro prima della creazione del mondo.

[25]Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi sanno che tu mi hai mandato.

[26]Io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché la carità con la quale mi hai avuto caro sia tra essi e io tra loro».

 

Gv 18

[1]Dopo aver detto queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cèdron, dove c’era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli.

 

Lc 22

[39]Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; lo seguirono anche i discepoli.

[40]Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate di non entrare in tentazione».

[41]Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava:

[42]«Padre, se vuoi, allontana questo calice da me! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà».

[43]Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo.

[44]Preso da ansia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.

[45]Poi, rialzatosi dalla preghiera, venne dai discepoli e li trovò addormentati per la confusione.

[46]E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, perché non entriate in tentazione».

 

Gv 18

[2]Anche Giuda, colui che l’ha tradito, conosceva il posto, perché Gesù vi si era recato spesso con i suoi discepoli.

[3]Giuda dunque, avuto il distaccamento di soldati e guardie dei sommi sacerdoti e dei farisei, si reca là con lanterne, torce e armi.

 

Lc 22

[47]Mentre egli ancora parlava, ecco una folla; e colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si accostò a Gesù per baciarlo.

[48]Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?».

 

Gv 18

[4]Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si è fatto innanzi e dice loro: «Chi cercate?».

[5]Gli hanno risposto: «Gesù, il Nazareno». Dice loro Gesù: «Sono io!». Era presente anche Giuda, colui che l’ha tradito, insieme a loro.

[6]Appena ha detto «Sono io», sono indietreggiati e sono caduti a terra.

[7]Ha domandato loro di nuovo: «Chi cercate?». Hanno risposto: «Gesù, il Nazareno».

[8]Gesù ha replicato: «Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano».

[9]Perché s’adempisse la parola che egli ha detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato».

 

Lc 22

[49]Quelli che erano con lui, vedendo ciò che sarebbe accaduto, dissero: «Signore, meniamo di spada?».

[50]E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro.

 

Gv 18

[10]Allora Simon Pietro, avendo una spada, la sguainò e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Il nome del servo era Malco.

[11]Gesù allora ha detto a Pietro: «Metti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?».

 

Lc 22

[51]Ma Gesù intervenne dicendo: «Fermatevi, basta così!». E toccandogli l’orecchio, lo guarì.

[52]Poi Gesù disse a coloro che gli eran venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Come contro un brigante siete usciti con spade e bastoni?

[53]Mentre ero ogni giorno con voi nel tempio non avete steso le mani su di me; ma la vostra ora è questa, e il potere (è quello) delle tenebre».

 

Gv 18

[12]Allora il distaccamento con il tribuno militare[446] e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo legarono...

 

Mc 14

[50]Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono.

[51]Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono.[447]

[52]Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo.

 

Lc 22

[54]Dopo averlo preso, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. E Pietro li seguiva da lontano.[448]

 

Gv 18

[13]...e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno.

[14]Caifa poi era quello che ha consigliato ai Giudei: «È meglio che un uomo solo muoia per il popolo».

[15]Intanto Simon Pietro e un altro discepolo[449] seguivano Gesù. Quel discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote;

[16]Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro.

 

Lc 22

[55]Siccome avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti insieme, anche Pietro si sedette in mezzo a loro.

[56]Vedutolo seduto presso la fiamma, una giovane serva guardandolo attentamente disse: «Anche costui era con lui».

 

Gv 18

[17]E la ragazzina portinaia dice a Pietro: «Forse anche tu sei dei discepoli di quest’uomo?». Egli risponde: «Non lo sono».

 

Lc 22

[57]Ma egli negò dicendo: «Non lo conosco, donna».

 

Gv 18

[18]Erano presenti i servi e le guardie che avevano fatto della brace, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.

[19]Il sommo sacerdote ha dunque interrogato Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina.

[20]Gesù gli risponde: «Io ho parlato apertamente al mondo; io ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e di nascosto non ho mai parlato di nulla.

[21]Che cosa domandi a me? Domanda a quelli che hanno ascoltato di che cosa ho parlato loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto io».

[22]Appena detto questo, una delle guardie presenti ha dato uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?».

[23]Gli ha risposto Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?».

[24]Allora Anna lo mandò legato a Caifa, il sommo sacerdote.

[25a]Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi.

 

Lc 22

[58]Poco dopo un altro vedendolo disse: «Anche tu sei di loro!». Ma Pietro rispose: «O uomo, non lo sono!».

 

Gv 18

[25b]Gli hanno detto: «Non sei anche tu dei suoi discepoli?». Egli l’ha negato e ha detto: «Non lo sono».

 

Lc 22

[59]Trascorsa circa un’ora, un altro, fermamente convinto, diceva: «Davvero anche costui era con lui; infatti è anche galileo».

 

Gv 18

[26]Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, dice: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?».

 

Lc 22

[60]Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E subito, mentre egli ancora parlava, cantò un gallo.

 

Gv 18

[27]Pietro di nuovo ha negato, e subito un gallo ha cantato.

 

Lc 22

[61]Voltandosi, il Signore guardò Pietro, e Pietro si ricordò la parola del Signore, quando gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi, mi rinnegherai tre volte».

[62]E, uscito, pianse amaramente.

[63]Gli uomini che lo avevano in custodia si divertivano a percuoterlo,

[64]lo bendavano e gli dicevano: «Fa’ il profeta: chi è che si è preso gioco di te?».

[65]E molte altre cose gli dicevano oltraggiandolo.

 

8° giorno (“venerdì” 3 aprile)

 

Lc 22

[66]Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i sommi sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al loro[450] sinedrio e gli dissero:

[67]«Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Gesù rispose: «Se ve lo dico, non (c’è verso) che crediate;

[68]e se vi interrogo, non (c’è pericolo) che mi rispondiate.

[69]Ma da questo momento il Figlio dell’uomo sarà seduto alla destra della potenza di Dio».

[70]Dissero tutti: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli disse loro: «Voi stessi dite che io lo sono».

[71]Risposero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L’abbiamo udita noi stessi dalla sua bocca».

 

Lc 23

[1]Tutta la loro assemblea si alzò e lo condussero su da Pilato.

 

Gv 18

[28]Allora conducono Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non sono entrati[451] nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua.[452]

[29]È uscito dunque Pilato verso di loro e domanda: «Che accusa portate contro quest’uomo?».

[30]Gli hanno risposto: «Se questi non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato».

[31]Allora Pilato ha detto loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!». Gli hanno risposto i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno».

[32]Perché si adempissero le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire.[453]

 

Lc 23

[2]E cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo sorpreso costui mentre sobillava il nostro popolo e impediva di dare tributi a Cesare e affermava di essere il Cristo Re».

 

Gv 18

[33]Pilato allora è rientrato nel pretorio, ha fatto chiamare Gesù e gli ha detto: «Tu sei il re dei Giudei?».

 

Lc 23

[3]Allora Pilato lo interrogò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici».

 

Gv 18

[34]Gesù ha risposto: «Dici questo da te oppure altri te l’hanno detto sul mio conto?».

[35]Pilato ha risposto: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?».

[36]Ha risposto Gesù: «Il mio regno non dipende da questo mondo;[454] se il mio regno dipendesse da questo mondo, le mie guardie[455] avrebbero lottato perché non fossi consegnato ai Giudei; or dunque[456] il mio regno non dipende da qui».

[37]Allora Pilato gli ha detto: «Tu sei, dunque, re?». Ha risposto Gesù: «Tu lo dici: sono re! Io sono nato e sono venuto nel mondo[457] per questo: per rendere testimonianza alla verità; chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».[458]

[38]Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?».[459] E detto questo è uscito di nuovo verso i Giudei e dice loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa».

 

Lc 23

[4]Pilato disse ai sommi sacerdoti e alla folla: «Non trovo nulla di colpevole in quest’uomo».

[5]Ma essi insistevano: «Costui solleva il popolo insegnando per tutta la Giudea, e ha cominciato dalla Galilea fino a qui».

[6]Udito ciò, Pilato domandò se l’uomo fosse Galileo

[7]e, saputo che apparteneva alla giurisdizione di Erode, lo mandò su da Erode che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.

[8]E Erode, vedendo Gesù, si rallegrò molto, era infatti da molto tempo che desiderava vederlo perché sentiva parlare di lui[460] e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui.

[9]Lo interrogò con molte domande, ma egli non gli rispose nulla.

[10]C’erano là anche i sommi sacerdoti e gli scribi, e lo accusavano furiosamente.

[11]Erode, dopo averlo insultato anch’egli con i suoi soldati, e dopo averlo schernito rivestendolo di una splendida veste, lo rimandò a Pilato.

[12]In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti si trovavano in una situazione di inimicizia reciproca.

[13]Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorità e il popolo,

[14]disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come sobillatore del popolo; ed ecco io, dopo averlo esaminato davanti a voi, non ho trovato in quest’uomo nessuna colpa di quelle di cui lo accusate.

[15]Ma nemmeno Erode, infatti l’ha rimandato presso di noi. Ecco, nulla che meriti la morte è stato commesso da lui:

[16]dunque, dopo averlo ammonito, lo rilascerò».

 

Gv 18

[39]«Vi è tra voi l’usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?».

[40]Allora si sono messi a gridare di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.

 

Lc 23

[17].

[18]Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Invece lasciaci libero Barabba!».

[19]Questi era stato gettato in carcere per una rivolta scoppiata nella città e per omicidio.

[20]Di nuovo Pilato gridò loro la sua decisione di rilasciare Gesù.

[21]Ma essi, di rimando, gridavano: «Crocifiggi, crocifiggi costui!».

[22]Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Che male ha fatto dunque costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Dopo averlo ammonito, lo rilascerò».

 

Gv 19

[1]Allora Pilato ha fatto prendere Gesù e lo ha fatto flagellare.

[2]E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliel’hanno posta sul capo e gli hanno messo addosso un mantello di porpora; quindi venivano verso di lui e gli dicevano:

[3]«Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.

[4]Pilato intanto è uscito di nuovo e dice loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa».

[5]È uscito allora Gesù, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E (Pilato) dice loro: «Ecco l’uomo!».

 

Lc 23

[23]Essi però incalzavano con grandi urla, chiedendo che egli venisse crocifisso; e le loro urla crescevano.

 

Gv 19

[6]Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie si sono messi a gridare: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». Dice loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io infatti non trovo colpa in lui».

[7]Gli hanno risposto i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo questa legge è necessario che muoia, perché si è fatto Figlio di Dio».

[8]All’udire questa ragione, Pilato ha avuto più paura,

[9]è entrato di nuovo nel pretorio e dice a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli ha dato risposta.

[10]Gli dice allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?».

[11]Ha risposto Gesù: «Non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dapprima concesso[461]. Per questo chi mi ha consegnato a te ha una colpa più grande».

[12]Da questo momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei si sono messi a gridare: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare».

[13]Udite queste parole, Pilato ha fatto condurre fuori Gesù e si è seduto in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà.

[14]Era la Parasceve[462] della Pasqua, era circa l’ora sesta.[463] (Pilato) dice ai Giudei: «Ecco il vostro re!».[464]

[15]Ma quelli si son messi a gridare: «Via, via, crocifiggilo!». Dice loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». I sommi sacerdoti hanno risposto: «Non abbiamo alcun re all’infuori di Cesare».

[16]Allora l’ha consegnato loro perché fosse crocifisso.[465]

 

Lc 23

[24]E Pilato decretò che la loro richiesta fosse eseguita.

[25]Rilasciò colui che essi richiedevano, gettato in carcere per ribellione e omicidio, e consegnò Gesù al loro volere.

[26]Mentre lo conducevano via, sequestrato un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna, caricarono addosso a lui la croce da portare dietro a Gesù.

 

Mc 15

[21]Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo,[466] a portare la croce.

 

Lc 23

[27]Ma lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui.

 

Mc 15

[23]e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.[467]

 

Lc 23

[28]Gesù, voltandosi verso di esse, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli

[29]perché, ecco, vengono giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato.

[30]Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!” e alle alture: “Nascondeteci!”.

[31]Perché, se fanno queste cose mentre il legno è verde