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Pentecoste

Vigilia

indice delle feste

 

Dal vangelo secondo Giovanni
Gv 7,37-39

 

37 Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: "Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva 38chi crede in me. Come dice la Scrittura: Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva". 39Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato.

 

Commento storico

 

Introduzione

 

Vedere introduzione generale

 

Non ancora

 

Il versetto 39 è un’affermazione che ha senso se chi scrive è immerso nei fatti storici.

Non c’era ancora lo Spirito con le sue manifestazioni sensibili nei discepoli di Gesù.

Lo Spirito è stato poi donato da Gesù, ormai glorificato e salito al cielo, la sera stessa del giorno in cui era risorto.

Infine, dieci giorni dopo l’ascensione definitiva al cielo, arrivò il giorno della Pentecoste con i doni sensibili: il dono delle lingue, la carità viva, il coraggio della predicazione a Gerusalemme e fino ai confini del mondo, i miracoli che l’accompagnavano.

Senza la glorificazione del Cristo, attraverso la croce, la risurrezione, l’ascensione al cielo, lo Spirito Santo non si manifestava, perché ha atteso di poter prendere dalle parole e opere di Gesù, ha seguito un percorso storico, ha seguito la legge della natura, delle possibilità umane, elevandole con il suo tocco divino, per superare la Legge stessa di Mosè.

 

Lo Spirito rende viva “l’acqua”

 

“Acqua viva” è l’immagine che troviamo nell’Apocalisse. È l’Antica Alleanza, resa completamente viva da Gesù, redenta come “neve” (Ap 1,14). Il bianco è simbolo di redenzione. Da essa nasce un fiume, in cui la fede ebraica trova abbondante compimento, vita abbondante, senza le antiche limitazioni della Legge né il rischio dell’ipocrisia.

Se infatti lo Spirito di Gesù è da Dio, può completare la Legge data da Dio a Mosè.

Questo ha realizzato agli inizi la Chiesa. In particolare l’hanno tradotto in opere gli amici dell’evangelista Giovanni, che continuarono a vivere da Ebrei, ma seguendo la Legge completata, come ci mostrano le tre Lettere di Giovanni e l'Apocalisse.

Questo vale anche oggi nel confronto con gli Ebrei, ricordando che fu Nerone, secondo il volere della Provvidenza divina, a provocare l’inizio del contrasto tra Ebrei e Cristiani.

«Fiumi di acqua viva»: è lo Spirito Santo che, quando noi riascoltiamo e imitiamo Gesù Cristo, «prende del suo e ce lo riferisce» (Gv 16,14), così che noi viviamo con i suoi pensieri, con la sua carità senza limiti.

La Chiesa ha questa vita senza limiti, come un fiume che irriga e non si può fermare.

 

 


Iniziativa personale di un laico cattolico, Giovanni Conforti  - Brescia - Italia.

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