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IV domenica del Tempo Ordinario

- Anno B -

 

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Vangelo secondo Marco

Mc 1,21-28

 

21 Giunsero a Cafàrnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24 dicendo: "Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!". 25E Gesù gli ordinò severamente: "Taci! Esci da lui!". 26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: "Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!". 28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

 

Introduzione

 

Vedere l'introduzione generale.

 

Le parole e i fatti conservati fedelmente

 

Di questo episodio parlano solo Marco e Luca, i quali hanno ascoltato la testimonianza di Pietro, di Maria e di altri.

Probabilmente Matteo, il pubblicano, non era nella sinagoga a vedere e non ha voluto che gli scribi cristiani menzionassero ciò di cui egli non era stato testimone.

Marco non si discosta dal racconto contenuto nel Vangelo di Luca e, per questo, possiamo sapere anche in che periodo avvenne il fatto: nella primavera dell'anno 30. (a)

Il Maestro non insegnava come gli scribi, che dovevano studiare le Scritture prima di insegnare. Questo vuol dire che egli aveva l'autorità di dire cose nuove, in modo totalmente concreto e sicuro. Se gli ponevano domande difficili, poteva rispondere in modo veramente adeguato.

Potremmo pensare: beati quelli che hanno potuto ricevere quegli insegnamenti e hanno ricevuto l'aiuto di Cristo, tanto più che egli ha scacciato da un ragazzo lo spirito di ogni male.

A noi che cosa è rimasto di quegli insegnamenti?

Ecco, non dobbiamo temere.

Se leggiamo i Vangeli di Luca e di Giovanni, ancor meglio se combinati insieme secondo l'ordine cronologico dei fatti, troviamo tutto quello che egli ha detto e fatto di importante. Nulla è andato perso.

 

Autorità

 

«Insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi».

Non erano autorevoli gli scribi?

Studiavano le Scritture più dell’altra gente in Israele e cercavano di interpretarle con verità.

Ma Gesù, il Cristo, si comportava da proprietario di quanto era scritto, ne mostrava l’autentica grazia di Dio contenuta nelle parole, con verità e senza dubbi.

Possiamo sentirlo anche oggi insegnare con questa autorità?

Si, certamente, se partiamo dalle parole che ha dettato all’evangelista Giovanni e da quelle riportate da Luca nel modo più preciso.

Così possiamo cogliere anche la ricchezza di grazia e di verità che gli scribi di Matteo hanno accumulato.

Marco, da parte sua, completa con la testimonianza di Pietro quello che non era esplicito negli altri tre Vangeli.

 

Regno di libertà

 

Lasciar parlare gli spiriti immondi avrebbe significato mescolare la verità alla falsità.

Gesù è molto potente e domina gli spiriti più intelligenti e potenti di noi. Tuttavia si fa lodare e riconoscere perfino dai demoni. Distinguendo bene però. Il principe della falsità e della morte non può riconoscere adeguatamente il Cristo di Dio.

Gesù non ha nemmeno voluto che ci vantassimo di potere, con il suo aiuto, vincere il diavolo. Basta che riusciamo ad avere i nostri nomi scritti in cielo; non dobbiamo interessarci al mondo diabolico.

Non è merito nostro se Gesù ci porta il Regno di Dio e vince il regno di satana. E poi, noi non sappiamo come, ma Dio si prende cura anche dei diavoli. Ha cari anche loro, che ha creato buoni come gli angeli. È una realtà superiore a noi, che non sapremmo in alcun modo gestire.

A questo proposito, vorrei dire una parola sulla superstizione. Non è possibile che il creato, la realtà, ci indichino con presagi che ci succederà qualcosa di male. L’universo è nelle mani del Creatore ed egli vuole soltanto il nostro bene.

Quando ci lasciamo soggiogare da presentimenti negativi, ci lasceremmo soggiogare da menti diaboliche.

Se ci affidiamo al nostro Redentore e Re, Gesù Cristo, da presagi negativi possiamo ricavare stimoli al bene e scoprire che niente nella realtà è fatalmente cattivo o dannoso. Dio e il suo Cristo non vogliono mai il male per noi.

Sempre siamo liberi di agire, con il Cristo Re.

 

NOTE

 

(a) C'è la possibilità di ricavare la successione cronologica dei fatti raccontati dai Vangeli combinando tra loro il Vangelo secondo Giovanni e il Vangelo secondo Luca. Vedere Gesù, il Cristo.


 


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