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VII domenica del Tempo Ordinario

- Anno B -

 

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Vangelo secondo Marco

Mc 2,1-12

 

1 Entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa 2 e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.

3Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. 4Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. 5Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: "Figlio, ti sono perdonati i peccati".

6Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: 7"Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?". 8E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: "Perché pensate queste cose nel vostro cuore? 9Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"? 10Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, 11dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua". 12Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!".

 

Introduzione

 

Vedere l'introduzione generale.

 

Marco, Matteo e Luca

 

Marco ha presenti, come al solito, gli altri tre Vangeli.

Li riassume ma, all'occorrenza, li arricchisce con le considerazioni dell'apostolo Pietro.

Marco e Luca parlano del tetto scoperchiato, essendone questo avvenuto in casa di Pietro. Luca precisa che tolsero le tegole.

«Non potendo però portaglielo innanzi» è ripreso da Luca.

«Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati» è simile a Matteo.

Anzi, perfino Matteo, che di solito cambia tutto ciò che è possibile, qui conserva le parole di Gesù. Era troppo importante la dimostrazione, che il Cristo forniva, di poter rimettere i peccati potendo guarire il paralitico, inguaribile anche oggi.

 

Il potere di rimettere i peccati

 

Tutti e tre i sinottici testimoniano queste parole di Gesù e questo fatto. L'avvenimento è storico, perciò il potere di Gesù è sicuro.

Che senso avrebbe avuto che la gente dicesse «non abbiamo mai visto nulla si simile», se ciò fosse stato pura fantasia e non un fatto storico a cui rendere testimonianza legalmente valida?

Se fosse stata opera di un illusionista, l'evangelista avrebbe parlato della folla con tono compassionevole.

Se il fatto fosse stato inventato, sarebbero state usate molte parole per esaltare i grandi poteri di Gesù.

Invece si risolve tutto in una breve e semplice espressione di meraviglia.

Occorre dire chiaramente che, se non ci curiamo di stabilire il valore storico di fatti come questo, trasformiamo il Cristianesimo in tanta buona volontà di fare il bene, ma con le sole nostre capacità umane.

Si arriva a tal punto da pensare che Gesù Cristo "bestemmiasse", dicendo di poter fare cose impossibili: sia guarire con un miracolo, sia cancellare realmente una colpa.

Bisogna svegliarsi: noi Cristiani non abbiamo solo bisogno di credere, ma dobbiamo dare sapore al mondo.

Gesù ha poi trasmesso il suo potere ai discepoli, dopo la risurrezione, con la dichiarazione che ciò che avrebbero perdonato sarebbe stato perdonato anche in cielo.

Questo potere, che Gesù ha voluto mettere in evidenza, noi lo dimentichiamo? Dimentichiamo il sacramento della Riconciliazione, come se non producesse un effetto reale e necessario alla vita?

Forse ci bastano le diverse spiegazioni psicologiche dei nostri stati d'animo, che hanno però il risultato di far invecchiare lentamente anche l'anima?

Forse, anzi senz'altro, il fatto che non si parli più di anima, come se Gesù non ne avesse parlato, (a) rende inutile il perdono dei peccati.

 

Senza il perdono di Dio la vita si dissolve

 

Senza la salute non si riesce a compiere i lavori normali; senza il perdono reale dei peccati questi ci condizionano sempre più, fino a renderci complici del diavolo.

Non è più possibile essere benevoli, non è più possibile sorridere sinceramente. Si perde continuamente qualche parte della nostra vita, essendo noi esseri dotati di anima.

Un essere condizionato dalla realtà del mondo non ha nemmeno colpa dei suoi peccati, come non si darebbe onestamente alcuna colpa a un animale. Si deve soltanto avere compassione di questo essere.

 

NOTE

 

(a) Vedere Lc 12,13-32 in Gesù, il Cristo.

 

 


 


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