XII domenica del Tempo Ordinario
- Anno B -
indice delle feste
Vangelo secondo Marco
Mc 4,35-41
35 In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: "Passiamo all'altra riva". 36E, congedata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui. 37Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. 38Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: "Maestro, non t'importa che siamo perduti?". 39Si destò, minacciò il vento e disse al mare: "Taci, calmati!". Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. 40Poi disse loro: "Perché avete paura? Non avete ancora fede?". 41E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: "Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?".
Introduzione
Vedere l'introduzione generale.
Testimone diretto
Nel racconto si notano particolari che non ci sono negli altri Vangeli. Lo scrittore li ha aggiunti per rendere più vivo il fatto, ma non li ha inventati.
Pietro, che era accanto a Marco mentre scriveva a Gerusalemme, li ricordava e li suggeriva.
Tutto questo conferma che il Vangelo di Marco ha il carattere di "ricapitolazione" degli altri tre Vangeli, come leggiamo proprio all'inizio. Nello stesso tempo conferma che le testimonianze dirette sui fatti sono dell'apostolo Pietro.
Il Re dell'universo all'opera
Per chi visse questa pericolosa avventura, essa non aveva certamente significati simbolici reconditi. Compresero che Gesù, il Cristo Re, li aveva salvati dalla morte prima ancora che avessero piena fiducia in lui.
La sua cura per le creature è continua.
Anche quando ci chiama all'eternità, dunque, tutta la nostra vita è nelle sue mani e, in quell'ultimo giorno terreno, ci risuscita nell'eternità.
Quale salvezza può essere più grande di questa? Purché vivendo qui sulla Terra meritiamo di entrare nel "riposo" di Dio.
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