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Dal vangelo secondo Matteo
Mt 6,1-6.16-18

 

1State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. 2Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

5E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

16E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 17Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, 18perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

 

 

Commento storico

 

Introduzione

 

Vedere introduzione generale

 

Ogni commento pare superfluo

 

Poiché queste parole non si trovano nel Vangelo di Luca, che riferisce i fatti nel modo più esatto possibile, si deve arguire che siano già un commento all'insegnamento di Gesù, una rielaborazione. Di conseguenza ogni commento o approfondimento pare inutile, essendo già stato effettuato dagli scribi cristiani che hanno redatto il Vangelo (Mt 13,51-52).

Si può anche dire che sono sentenze iperboliche, per ricalcare il concetto che non si può ingannare Dio e non conta l'esteriorità, in ogni caso. Sia quando ci si comporta secondo la legge del Signore e secondo la sua giustizia, sia quando si fa l'elemosina, sia nei momenti di preghiera.

Non risulta che in altre situazioni Gesù abbia insegnato ai suoi discepoli l'importanza di ritirarsi nel silenzio, nell'isolamento, per pregare. Egli pregava di notte, in luoghi appartati, ma non chiedeva ai discepoli di fare altrettanto. Ne ha portati con sé tre nel momento supremo della sua agonia spirituale; ma anche in quel momento si addormentavano.

La sua preghiera al Padre era familiarità delle Tre Persone divine e manifestava la cura della Trinità per il mondo, al punto che Gesù non si stancava mai di operare insieme al Padre (Gv 5,17).

Intendiamoci. Noi per pregare abbiamo bisogno di toglierci un po' dalla distrazione, per metterci alla presenza di Dio.

Ma vivere la giustizia richiedere di essere immersi nella vita quotidiana, per trasformarla dall'interno. Allo stesso modo, fare l'elemosina senza farsi vedere richiede di essere attenti al momento in cui il prossimo ha bisogno, nella complessità della vita quotidiana.

Soltanto non si deve essere ipocriti, ma comportarsi con Dio e il prossimo secondo la verità che Gesù proclama. Questo ci rende più efficaci nel fare il bene e non ci fa cercare ricompensa nelle iniziative visibili.

Allora: la Quaresima che cosa ci richiede? Non sarebbe male accostare con spirito attivo i Vangeli di Luca e Giovanni, per rinnovare senza timore la nostra vita quotidiana.

 

 


 


Iniziativa personale di un laico cattolico, Giovanni Conforti  - Brescia - Italia.

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