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Vangelo secondo Marco

Mc 1,40-45

 

40Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: "Se vuoi, puoi purificarmi!". 41Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: "Lo voglio, sii purificato!". 42E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. 43E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito 44e gli disse: "Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro". 45Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

 

 

Introduzione

 

Vedere l'introduzione generale.

 

Marco, Matteo e Luca

 

Questo fatto è situato da Luca nei primi mesi dell'anno 31, dopo che Gesù ebbe chiamato i quattro pescatori a lasciare il loro lavoro solito, per pescare uomini.

Marco invece lo situa all'inizio della predicazione, appena Gesù tornò dalla Giudea in Galilea, cioè all'inizio dell'anno 30.

Perché questo spostamento?

Marco ha seguito lo schema del racconto di Matteo, perché ormai questo Vangelo era stato pubblicato in greco. Questo Vangelo, però, intercala agli avvenimenti lunghi discorsi di Gesù. Si tratta evidentemente di raccolte degli insegnamenti del Maestro, pronunciati in luoghi e tempi molto distanti tra loro. (a)

Era la seconda pubblicazione con il nome di Matteo ed era un riordinamento della prima, che a sua volta era una relazione fedele dei fatti. Si poteva far riferimento a questa e non era necessario seguire ancora rigorosamente l'ordine cronologico.

Si deve anche ricordare che Luca aveva tradotto la relazione di Matteo, dall'ebraico-aramaico in greco, poi l'aveva copiata aggiungendo tutte le possibili testimonianze storiche. Non aveva però pubblicato il suo Vangelo, perché esso doveva servire a sostenere il proposito dell'imperatore Tiberio di far riconoscere Gesù come un dio, da parte del Senato di Roma.

Luca, pur riportando quasi tutto quello che Matteo aveva scritto, racconta molti altri avvenimenti, spesso senza dire quando e dove sono accaduti.

In realtà è proprio Luca a raccontare in ordine cronologico ciò che Matteo mette in un ordine utile per l'insegnamento e per la vita della Chiesa. In quel periodo la Chiesa «era in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria». (b)

Marco è comunque attento a seguire l'ordine cronologico di Luca.

Ma non era possibile, per Marco, ignorare il nuovo Vangelo di Matteo, che si stava diffondendo in tutto l'impero romano.

Era circa l'anno 47 (44) d.C. (c)

 

Miracoli testimoniati

 

Ecco, dunque, che possiamo contare su testimonianze storiche certificate, che ci raccontano le opere semplici, straordinarie, ma storicamente vere, che chiamiamo miracoli.

Gli evangelisti si sono preoccupati di non fare commenti che potessero limitare il valore concreto delle azioni miracolose di Gesù, sapendo bene di non aver compreso tutto essi stessi, che pure erano discepoli del Figlio di Dio.

 

Se vuoi, puoi...

 

Come al solito, il racconto di Marco si presenta come la sintesi di quel che è scritto in Matteo e in Luca.

Gesù, sapendo che un miracolo avrebbe attirato molta gente, non voleva che il lebbroso parlasse della propria guarigione.

Ma, conoscendone la fede, cioè la fiducia il lui come inviato di Dio, ne ebbe compassione.

Tutto il resto non contava più. Come il Buon Samaritano, dopo essersi lasciato prendere dalla compassione, affrontò i disagi e li trasformò in iniziative di carità sempre nuove.

 

A testimonianza per "loro"

 

Il lebbroso guarito doveva presentarsi, a Gerusalemme, al sacerdote incaricato di fare sacrifici di purificazione per la guarigione dalla lebbra.

Il sacerdote doveva certificare la guarigione, ma in tal modo avrebbe certificato il miracolo.

Gesù ha voluto che le sue parole e opere ottenessero testimonianza legalmente valida, sia per i suoi concittadini ebrei, sia per tutte le genti che ne avrebbero sentito l'annuncio, come noi.

Ha voluto che gli evangelisti Matteo e Giovanni scrivessero, per rendere testimonianza storica. Ha perfino dettato al giovane discepolo Giovanni parole precise in greco, che sono giunte fino a noi e che basta tradurre fedelmente, per udire di nuovo il Figlio di Dio parlarci.

 

NOTE

 

(a) Si può consultare Storia dei quattro Vangeli e Traduzione ragionata dell'introduzione del Vangelo di Luca.

 

(b) At 9,31.

 

(c) L'anno si ricava dall'esame degli avvenimenti storici. Tra parentesi l'anno che si intende tradizionalmente, come è spiegato in Date e San Paolo.

 

 


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