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XX domenica del Tempo Ordinario

- Anno C -

 

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Dal vangelo secondo Luca

Lc 12,49-57

 

49 Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! 50 Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!

51Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. 52D'ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; 53 si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera".

54 Diceva ancora alle folle: "Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: "Arriva la pioggia", e così accade. 55E quando soffia lo scirocco, dite: "Farà caldo", e così accade. 56Ipocriti! Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? 57E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?

 

Commento storico

 

Introduzione

 

Vedere l'introduzione generale.

 

Il "fuoco" e il "battesimo"

 

Questo passo del Vangelo sembrerebbe una nota stonata; in realtà mette nella giusta luce quotidiana tutto il ministero di Gesù.

Era il mese di giugno dell'anno 32 ed egli stava preparando accuratamente il suo ingresso a Gerusalemme come Messia Re (Lc 9,51 in Gesù, il Cristo), che si sarebbe realizzato alla fine di marzo dell'anno 33.

Si dicono tante cose si lui, lo si riveste della nostra filosofia, della nostra saggezza intellettuale, invece ci si deve mettere a confronto, risoluto e grezzo, con lui.

 

"Saranno divisi"

 

Gesù Cristo sembra voler dire che da quelo momento in poi crescerà infinitamente la libertà di pensare e di parlare dell'unica Persona che rimarrà sempre come riferimento.

Egli è desideroso che il fuoco sia appiccato, desideroso di esssere immerso nella realtà del mondo per "dividere", per rendere liberi e non massa. Sembra il contrario di ciò che molte ideologie oggi proclamano: non l'unità e l'omologazione ma la libertà riferita alla libertà di Dio, alla sua infinita fantasia creatrice e redentrice.

Nella "comunità cristiana" non c'è mai pace, come se tutti fossero d'accordo su certe idee e su certe regole.

C'è sempre fermento. La regola è il Cristo Re.

Ciascuno è intento a conoscere le parole e le azioni concrete di Cristo, (a) a metterle alla prova dei fatti in ogni situazione e in ogni momento, a sostenersi con i Sacramenti.

Ciascuno ha cari gli altri, come Gesù ci ha avuto cari; e quando si ha cara una persona, si modulano tutti i propri interessi sul bene eterno di quella persona, si è ansiosi per il suo bene. Non c'è quasi mai quel momento di sintonia piena e di rilassamento.

Non c'è pace. C'è vita piena!

A proposito di questo modo di vivere dei cristiani, è essenziale discernere il valore storico di ciascun Vangelo, come testimonianza di ciò che è avvenuto realmente circa duemila anni fa.

 

 

"Ipocriti"

 

"Ipocriti" significa "incapaci di giudicare", non "falsi". Si tratta di una mancanza della natura umana e non di una mancanza di impegno morale. Non è un giudizio, ma un invito ad accogliere la grazia, divina e regale, che il Cristo Re sta donando alle persone umane.

"Segni dei tempi", in Mt 16,3, significa che si è compiuta in quei tempi l'attesa del Messia, ma la gente non l'ha riconosciuto.

Luca riferisce le parole originali di Gesù: "questo tempo", non "i segni dei tempi", perché Gesù non sta parlando di segni che si debbano manifestare in un quasiasi tempo e che siano premonitori o indicatori di qualcosa da fare.

Sta parlando del tempo che è arrivato, in cui si svolge l'opera del Messia, nei fatti compiuti da Dio.

Se non rinunciamo alla nostra intelligenza, ma la scateniamo, possiamo cogliere la grazia che il Cristo Re distribuisce abbondante.

 

 


 


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