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Vangelo secondo Marco

Mc 1,12-15

 

12E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto 13e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.

14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15e diceva: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo".

 

 

Introduzione

 

Vedere l'introduzione generale.

 

Un Vangelo sintetico

 

Non dimentichiamo che l'evangelista Marco ha scritto la "Ricapitolazione ("archè", in greco) del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio". Infatti non ha alcun senso tradurre "archè" come "inizio": chi mai esordirebbe scrivendo "inizio del libro..."?

Il suo Vangelo riassume gli altri tre. In effetti riporta elementi presi da ciascuno di essi, a cominciare dallo schema della narrazione, che è quello di Matteo.

 

Promemoria per Pietro

 

La seconda parte del versetto 13 si deve tradurre, più letteralmente: "Era presso le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano".

Appare strano e in disaccordo con gli altri Vangeli. Ma non dobbiamo meravigliarci: Marco, con questa breve annotazione, ricorda a Pietro, che deve predicare a Roma, e ad altri eventuali evangelizzatori, di parlare a questo punto delle tentazioni di Satana a Gesù.

Nello stesso tempo ricorda dove si trovano alcune parole citate dal diavolo e riportate così da Luca:

«Ai suoi angeli darà ordine a tuo riguardo, di custodirti» e «ti sosterranno con le mani, perché tu non sbatta il tuo piede contro una pietra» (Lc 4,10-11).

 

Provengono dal Salmo 91,11-12:

 

Poiché egli comanderà ai suoi angeli

di proteggerti in tutte le tue vie.

Essi ti porteranno sulla palma della mano,

perché il tuo piede non inciampi in nessuna pietra.

 

Nel Salmo sono presso quest'altro versetto (13), che parla di bestie selvatiche:

 

Tu camminerai sul leone e sulla vipera,

schiaccerai il leoncello e il serpente.

 

Marco doveva pure ricordare che Matteo conclude le tentazioni con questa frase: "Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli si avvicinarono a lui e lo servivano" (Mt 4,11).

 

L'anno di grazia

 

Gesù, in questo periodo iniziò la predicazione dell'anno di grazia del Signore, come disse nella sinagoga di Nazareth (Lc 4,19). Questo avvenne probabilmente in corrispondenza di un anno giubilare ebraico.

La Pasqua degli ebrei, che si festeggia il giorno della luna piena del primo mese del loro calendario, secondo il calcolo astronomico fu celebrata in giorno di sabato il 4 aprile del 33. In luglio dell’anno 28 era iniziato l’anno 15° di Tiberio, come si deduce dalla durata del suo regno, di quello degli altri imperatori e dalle notizie fornite da Velleio Patercolo. Gesù iniziò dunque la vita pubblica, durata 4 anni e 3 mesi circa, in gennaio dell'anno 29, nell'anno 15° di Tiberio.

L'anno 29 d.C. fu un anno giubilare, a partire dall'inizio dell'autunno del 28, oppure del 29. Gesù era «mandato a  proclamare ai prigionieri la liberazione ..., a predicare un anno di grazia del Signore» (Lc 4,18-19). Giovanni Battista può aver iniziato al capodanno religioso dell'anno 28, con l'inizio dell'anno giubilare. Invece Gesù battezzò vicino a Giovanni per una decina di mesi (Gv 3,22-23; 4,35), poi iniziò la sua predicazione dell'anno di grazia prima della Pasqua dell'anno 30. Se il giubileo iniziò nell'autunno dell'anno 29, entrambe le azioni di Gesù si svolsero a cavallo dell'anno giubilare.

 

Riassunti storici

 

"Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo". Marco ha copiato queste parole dal Vangelo secondo Matteo e non si trovano nel Vangelo secondo Luca.

È possibile che siano soltanto un riassunto dei discorsi che Gesù andava pronunciando nelle sinagoghe di Israele, non le sue parole storiche precise.

In effetti il Messia predicò l'anno di grazia per preparare l'insegnamento e i miracoli con cui avrebbe manifestato il Regno di Dio.

All'inizio dell'anno 31, poi, cominciò la sua opera vera e propria.

Il Regno di Dio è il centro dell'insegnamento e dell'opera di Gesù. Dobbiamo rendercene conto e cercare principalmente questo Regno, per ottenere i vantaggi di grazia che non può avere chi non conosce Gesù Cristo e non mette alla prova dei fatti le sue parole e il suo esempio.

 

 


 


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