In nome di Maria

 

 

 

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XIV domenica del Tempo Ordinario

- Anno B -

 

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Vangelo secondo Marco

Mc 6,1-6

 

1 Partì di là e venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. 2Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: "Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? 3Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?". Ed era per loro motivo di scandalo. 4Ma Gesù disse loro: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua". 5 E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. 6 E si meravigliava della loro incredulità.

Gesù percorreva i villaggi d'intorno, insegnando.

 

Introduzione

 

Vedere l'introduzione generale.

 

Quando Gesù tornò a Nazaret?

 

Nel Vangelo di Luca, Gesù torna nella sua patria, Nazaret, appena terminato di battezzare vicino a Giovanni Battista, in Giudea.

Il momento sarebbe allora nel febbraio dell'anno 30 (Lc 4,16-30), mentre gli avvenimenti narrati in questo passo del Vangelo di Marco sono avvenuti prima della Pasqua dell'anno 32.

Chi dice la verità storica? Senz'altro Luca, perché Matteo ha voluto raccontare miracoli e parabole prima di questo ritorno a Nazaret. Marco ne ha seguito lo schema cronologico.

Se non si traduce più che attentamente Luca, dal greco, sembra che Gesù, in quel Vangelo, parli di fatti prodigiosi avvenuti a Cafarnao, come se il Maestro avesse già abitato per molto tempo a Cafarnao e avesse già svolto gran parte della sua vita pubblica. Ma fino a febbraio dell'anno 30 aveva dimorato là «solo pochi giorni» (Gv 2,12).

Tuttavia aveva guarito il servo del centurione di Cafarnao, restando a Cana (Gv 4,44-54).

La traduzione di quel passo di Luca è dunque un po' diversa da come si effettua tradizionalmente: "Egli disse loro: «Sicuramente mi esporrete questo paragone: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che è accaduto fino a Cafarnao, fallo anche qui, nella tua patria!»" (Lc 4,23).

 

Gesù, il laico Figlio di Dio

 

Gesù stava compiendo prodigi. Sono fatti storici, testimoniati e certificati da Luca e Giovanni.

Nello stesso tempo stava parlando alla gente in un modo talmente autorevole che nessun uomo aveva mai parlato come lui.

Giovanni Battista aveva già testimoniato: «Colui che ha accolto la sua testimonianza, certifica con sigillo che (egli) è il vero Dio» (Gv 3,33). Dunque quei prodigi e quella sapienza venivano dalla Trinità di Dio.

Ma prima di cominciare la vita pubblica Gesù aveva lavorato come artigiano fino a trent'anni. Non era né sacerdote, né scriba. Chi non sapeva che Giovanni Battista l'aveva presentato al popolo come Figlio di Dio e come Agnello di Dio (Gv 1,19,36), aveva ragione di chiedersi da dove venivano a lui la sua autorità e le sue opere.

 

 


 


Iniziativa personale di un laico cattolico, Giovanni Conforti  - Brescia - Italia.

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