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Misteri gloriosi

(mercoledì e domenica)

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Gesù Cristo ha fatto in modo che nel mondo rimanessero dei segni della sua prima venuta, quando nacque a Betlemme, parlò alla gente e compì opere di misericordia, morì e risuscitò.

A Sua Madre, nel nostro tempo, Dio ha affidato il compito di riassumere i segni, indicare il modo di renderli sempre di nuovo attivi, curare i molti mali del mondo...

I segni principali che abbiamo sono i Vangeli, cioè i fatti della vita di Gesù testimoniati, le sue divine parole e opere storiche.

Ma ci sono altri segni da riscoprire.

Possono essere di riferimento per tutti quelli che si avvicinano a Dio.

Attraverso l'opera di chi ha fede in Dio ed è sostenuto dalla testimonianza dei martiri, molti mali del mondo possono essere curati. Il Cuore Immacolato di Maria soccorre il mondo così.

I misteri gloriosi ci fanno riflettere, con l'Ascensione, sul momento in cui Gesù, dopo una storia umana di forse milioni di anni segnata dal peccato originale, ha dato ad uomini il suo potere di rimettere i peccati.

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Nel primo Mistero Glorioso si contempla:

"La risurrezione di Gesù"

Si consiglia di leggere, nella pagina «lettura storica», la relazione dei fatti contenuta nei quattro Vangeli, fino a Giovanni 20,23.

Un uomo di nome Gesù era stato messo in croce, chi poteva immaginare che sarebbe tornato in vita più glorioso di prima?

Il fatto testimoniato e certificato

L'inizio di una nuova creazione

Risorgeremo come Lui

Il Figlio ci rende figli di Dio

Contemplo...

questi fatti meravigliosi, inattesi e testimoniati storicamente.

Prego

con gioia insieme al Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria.

Decido...

come portare gioia cristiana, gioia di risurrezione anche nelle situazioni più difficili.

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Nel secondo Mistero Glorioso si contempla:

"L'ascensione di Gesù al cielo"

Dal Vangelo di Giovanni 20,17, Matteo 28,9, Luca 24,50-53 e Atti degli Apostoli 1,1-12.

La gente aveva visto Gesù compiere opere straordinarie, aveva ascoltato il suo insegnamento potente che cambiava la vita. Chi lo vide salire al Cielo capì di avere ora un protettore presso Colui che ha creato ogni cosa.

 

Il fatto: Gesù risorto sale con il corpo dal Padre

Risurrezione e vita eterna

Il Re delle anime e dei cuori

Il Paradiso

In Paradiso come Gesù risorto

Contemplo...

Gesù che sale al Padre benedicendo i suoi amici.

Prego

pensando a Gesù che ha fatto del bene a tutti e poi è stato innalzato a Re universale.

Decido...

come obbedire al Re universale che rende liberi.

 

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Nel terzo Mistero Glorioso si contempla:

"La discesa dello Spirito Santo sui discepoli di Gesù e su Maria"

Dagli Atti degli Apostoli 2,1-41.

I discepoli di Gesù Cristo sono riuniti e non sanno che fare; viene un vento forte che si ode in tutta Gerusalemme e i discepoli ricevono lingue come di fuoco, così che li comprendano persone di ogni lingua del mondo

 

Il fatto: lo Spirito Santo manifesta la sua potenza

Come agisce?

La Chiesa esce all'aperto

Contemplo...

Il vento forte e le lingue come di fuoco, segno sensibile dello Spirito Santo per i discepoli di Gesù.

Prego

con Maria l'Altro Avvocato, per avere grazia di comprendere meglio l'insegnamento di Gesù Cristo.

Decido...

come "uscire all'aperto" e mostrare al mondo qualche segno, anche piccolo, di vita vissuta nello Spirito Santo.

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Nel quarto Mistero Glorioso si contempla:

"Maria assunta in cielo"

Dalla tradizione della Chiesa 

Maria, Madre di Gesù Cristo, ha certamente ricevuto doni speciali, ma non sarebbero apparsi così chiari se non si fosse mostrata così bella ai bambini di Fatima e il Papa non avesse definito nel 1950 il dogma dell'Assunzione

 

Il fatto testimoniato

Vivere all'ombra della risurrezione

La risposta

Contemplo...

in Maria i doni che Dio le ha concesso con la risurrezione, anche attraverso l'immagine delle statue scolpite secondo le indicazioni di Lucia di Fatima.

Prego

con i sentimenti ispirati dall'immagine di Maria risorta.

Decido...

come rinnovare qualcosa della mia vita, sapendo che, dopo la loro risurrezione, Gesù e Maria possono essere presenti vicino a ciascuno con i loro Cuori misericordiosi.

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Nel quinto Mistero Glorioso si contempla:

"Maria incoronata Regina del Cielo e della Terra"

Dalla tradizione della Chiesa 

La Madre del Salvatore è Regina del Cielo e della Terra, ma è La Signora bellissima di circa 15 anni, una semplice ragazza che parla ai bambini

 

Il fatto testimoniato

Il Cuore Immacolato ha preso l'iniziativa

La salvezza diventa molto concreta

Il più urgente problema tecnico

Contemplo...

Maria che, apparendo a Fatima, manifesta l'autorità ricevuta da Dio.

Prego

il Cuore Immacolato della Regina del Rosario e, insieme, il Cuore di suo Figlio Gesù.

Decido...

modi semplici per obbedire al Cuore Immacolato di Maria, così da obbedire al Cuore di Gesù, per "regnare" insieme a loro nella realtà quotidiana.

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Il fatto

 

Il racconto evangelico non è incerto; vi si possono notare gli artifizi di Matteo per non ripetere ciò che era già scritto ma, per il resto, è possibile scoprire episodi di quella giornata che non si possono cogliere leggendo ogni Vangelo separatamente.

Notiamo le testimonianze oculari di Luca e di Giovanni; infatti Gesù risorto non si fece vedere da tutta la gente ma, tuttavia, da un numero considerevole di persone, più di seicento se confrontiamo 1 Cor 15,3-8 con Atti 1,15. Tra questi c'erano dei pubblici ufficiali, quali scribi (Matteo e altri: quelli di Mt 13,51-52) e medici (Luca); c'erano persone molto pratiche che non volevano credere al fatto straordinario, come Pietro e gli altri discepoli abituati da Gesù a tenere i piedi per terra; c'era un'intera comunità di "più di cinquecento uomini" (probabilmente una parte degli abitanti di Gamla). Notiamo anche che gli Apostoli vengono citati da S. Paolo come testimoni ufficiali, perché in quel periodo la loro autorità era riconosciuta sia dagli Ebrei che dai Romani.

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L'inizio di una nuova creazione

 

Il fatto della risurrezione è scientificamente inspiegabile, cioè non possiamo dire "come ha fatto Gesù a risorgere". È un fatto storico, da accettare come dono di chi poteva compierlo, cioè del Creatore che conosce la natura fino nel più intimo: Dio Padre, Suo Figlio e lo Spirito Santo.

RITORNA A 1° MISTERO

 

Risorgeremo come lui

 

È un fatto ricco di promesse e prospettive per noi. Infatti saremo in una condizione come quella di Gesù quando Egli, come ha detto, ci risusciterà (Giovanni cap. 11).

Gesù è risorto con il corpo e le donne l'hanno visto felice, sollecito nel raccogliere i suoi discepoli, a Gerusalemme e poi sul monte dalle parti della Galilea. Possiamo dirlo, perché un uomo che ha compiuto quello che doveva fare è soddisfatto.

Gesù Cristo può apparire a porte chiuse, assumere un aspetto diverso e un'età diversa, essere presente contemporaneamente in più luoghi, mangiare una porzione di pesce ed essere toccato, parlare ai suoi.

Gesù, corpo, anima e divinità, è ora vivo per sempre e nulla lo potrà più colpire: è la nostra roccia di salvezza.

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Il Figlio ci rende figli di Dio

 

Dio è Padre di tutti gli uomini, perché mette a disposizione degli uomini il mondo e, al momento del concepimento, crea l'anima di ciascuno. Poi ha cura di ogni persona, durante tutta la vita.

Ma noi siamo consapevoli che, con tutta la nostra buona volontà, la nostra intelligenza, con tutte le nostre capacità, possiamo al massimo considerarci servi di Dio. Un peccato originale ci impedisce di entrare nella grazia (nel favore e nella familiarità) di Dio. Questa però era più originale: Dio ha creato il primo uomo e la prima donna nella sua grazia.

Ora, soltanto colui che viene dal cielo può farci conoscere realmente Dio, la sua carità paterna, e darci il potere di diventare veramente suoi figli.

Gesù Cristo, entrato con il corpo e l'anima nel regno del Padre, trascina nella familiarità con Dio quelli che gli credono. Sono i particolari dei fatti a segnare la via al Padre. Infatti Gesù ha insegnato e mostrato come pensare e agire da figli di Dio; dopo la risurrezione ci ha reso noto il destino che il Padre riserva alla nostra persona: ottenere anche un corpo glorioso.

La speranza (che è certezza per la testimonianza dei Vangeli e della Tradizione) della risurrezione rende prezioso il nostro corpo e ci rende liberi da tutto ciò che deriva dalla fragilità e dai limiti del corpo mortale.

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Il fatto

 

Si fa notare, anche qui, come sia possibile comporre con rigore storico i racconti di Giovanni, Matteo e Luca: Gesù salì al cielo il mattino e la sera del giorno della risurrezione, ma «si mostrò a essi vivo per quaranta giorni...». Saliva al Padre e tornava dai suoi discepoli.

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Risurrezione e vita eterna

 

Gesù può salire in alto e scomparire, andare e venire tra Cielo e Terra. La risurrezione e l'ascensione sono fatti storici che illustrano la vita eterna.

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Il Re delle anime e dei cuori

 

Quando il Figlio dell'uomo sale al Cielo definitivamente, l'uomo Gesù diventa Re universale accanto al Padre. Il suo è il Regno di vita eterna, il Paradiso, dove già si partecipa alla risurrezione (Lc 20,34-36).

I suoi non lo vedono più, il mondo non lo vede più. Egli non condiziona la storia umana, se non attraverso le anime che credono in lui. Il Regno di Gesù Cristo è il regno della libertà. I suoi spazi (fisici, culturali, artistici, e chi più ne ha più ne metta...) sono immensi.

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Il Paradiso

 

Di una sola cosa c'è necessità, nel mondo e nella vita. C'è necessità del Regno di Dio. C'è bisogno che «venga il suo Regno»  (Lc 11,2) sulle anime nel mondo, perché «sia fatta la sua volontà» (Mt 6,10) di bene, di libertà, di benevolenza...

Gesù annunciava il Regno di Dio ed era re egli stesso durante i tre anni del suo ministero:

Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io preparo a voi un Regno, come il Padre mio l'ha preparato a me, perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno, e siederete su troni a giudicare le dodici tribù di Israele.

Lc 22,28.30

Si preparava al Regno che il Padre serbava per lui ed egli lo preparava per i suoi amici.

Il posto che Gesù prepara nel suo Regno è anche una mensa per mangiare e bere con lui.

Mentre Gesù era sulla croce, in mezzo a due ladroni, uno di loro gli disse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo Regno".

Gli rispose: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel Paradiso".

Lc 23,42-43

La parola "paradiso" significa "parco", dal greco, e "luogo recintato" dall'iranico.

Il Paradiso è un bellissimo giardino, ma non sappiamo dire com'è, non possiamo nemmeno immaginare quanto è bello.

Il Paradiso è il Regno di Gesù: è re universale del creato, dopo la risurrezione e l'ascensione.

«Rispose loro Gesù: "I figli di questo secolo prendono moglie e prendono marito; ma coloro che sono stati giudicati degni di appartenere a quel secolo e alla risurrezione dai morti, non prendono moglie né prendono marito; non possono nemmeno più morire, infatti sono come angeli e sono figli di Dio, essendo figli della risurrezione». 

Lc 20,34-36

Gesù spiega ciò che noi non potevamo conoscere, vale a dire il passaggio della morte e la situazione che c'è dopo. La morte non è altro che passare attraverso un giudizio di Dio, che decide se si è degni di "quel secolo". Chi è nel suo "secolo" appartiene alla risurrezione dai morti; vive una vita piena, anzi immortale e simile a quella degli angeli. Vive da figlio di Dio, nel Paradiso, cioè nel "giardino" di Dio (Lc 23,43).

In seguito, Luca e tutti i discepoli di Gesù Cristo, mentre si occupavano delle vicende di questo mondo, avevano nel cuore quello che Gesù aveva rivelato dell'altro mondo.

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In Paradiso, come Gesù risorto

 

Gesù Cristo risorto è il primo uomo entrato nel Paradiso e tutti gli altri che vi entreranno saranno come lui.

Gesù, il pomeriggio del giorno in cui risuscitò, si avvicinò a due suoi discepoli che erano in cammino da Gerusalemme a Emmaus, ma essi non lo riconobbero. Aveva cambiato il suo aspetto e poteva diventare più giovane o più vecchio, più grande o più piccolo, ecc.

Quella sera, poi, apparve in mezzo ai suoi discepoli riuniti in una stanza, senza aprire la porta che era ben chiusa. Ma volle che i suoi discepoli lo toccassero, per rendersi conto che era davvero vivo, e mangiò un pezzo di pesce arrosto. Dunque poteva apparire e scomparire, ma anche mangiare e bere come prima di morire.

Quindi fece alcune raccomandazioni ai suoi amici e li portò fuori, verso il Monte degli Ulivi. Da lì si innalzò verso il cielo. Questo è un altro potere che avranno i corpi dopo la risurrezione finale.

Dopo quaranta giorni, Gesù salì per l'ultima volta al cielo, vicino al Padre. Ma è sempre vivo come era in quei giorni. Non sente più età, può cambiare aspetto, può essere vicino a tutti...

Così sarà per ogni essere umano che ha meritato vita eterna.

Nemmeno un capello del nostro capo va perduto; non va perso niente di ciò che siamo, di ciò che valiamo di fronte a Dio: ma dobbiamo valere davanti a Dio e agire mettendo in pratica le parole di Gesù, per avere qualcosa da conservare. Dobbiamo meritare il Paradiso.

Per chi non ha meritato la vita eterna, perché non ha avuto cari né Dio, né Gesù, né il prossimo, c'è un altro "luogo": l'Inferno.

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Il fatto

 

Anche i fatti della Pentecoste dell'anno 33 sono storici, testimoniati dal pubblico ufficiale Luca all'ex sommo sacerdote Teofilo. Questo sacerdote di Gerusalemme appare così come avvocato al processo che l'apostolo Paolo doveva sostenere a Roma di fronte a Nerone (vedere Storia dei quattro Vangeli).

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Come agisce lo Spirito Santo?

 

I fatti stessi ci dicono chi è lo Spirito Santo e come agisce. Non dobbiamo farci idee strane: lo Spirito Santo è proprio come si è visto e udito il giorno della Pentecoste e in vari momenti della vita di Gesù; è come ha detto Gesù stesso. È l'«altro Avvocato» per chi si avvicina a Dio, Avvocato presso gli uomini e presso Dio.

«Quando però verrà lui, lo Spirito di verità, vi guiderà in tutta la verità, infatti non parlerà da se stesso, ma parlerà di quanto udrà e vi esporrà le cose che verranno.

Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo esporrà.

Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prende del mio e ve lo esporrà».

Gv 16,13-15

Egli prende da Gesù e dalla realtà di ogni giorno, che è del Padre e di Gesù, e ci riferisce come vivere tutto questo.

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La Chiesa esce all'aperto

 

A Pentecoste la Chiesa, fondata e già "organizzata" da Gesù, riceve forza e viene fatta uscire all'aperto dallo Spirito Santo.

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Il fatto

 

L'assunzione di Maria Vergine in cielo, anche con il corpo, è la sua risurrezione; è un dono che le è stato concesso a somiglianza di suo Figlio. Questo mistero non è testimoniato dai Vangeli, ma dalla Tradizione viva della Chiesa. Nelle apparizioni del 1917 a Fatima aveva circa 15 anni, era bellissima e tutta luce. Questo è segno della risurrezione perché, come Gesù risorto, non è più legata all'età che aveva quando morì.

Questa Signora è vera, perché è apparsa a chi voleva e come voleva: per fare questo occorrono, oltre le capacità umane, anche poteri sovrumani; è vera perché ha confermato con un fatto straordinario ciò che vedevano i tre bambini. Ma è vera perché si possa ammirarla nelle immagini e nella fantasia. E non è tanto facile mancarle di rispetto.

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Vivere all'ombra della risurrezione

 

Immacolata,

mamma vergine,

risorta bellissima,

quindicenne potente,

difesa, protezione,

modello,

luce e sicurezza celeste,

testimone...

Avere nella mente e nel cuore Lei, la sua Persona Immacolata, è vivere realmente all'ombra della risurrezione.

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La risposta

 

A che cosa siamo destinati?

Come saremo?

Che senso ha la vita?

Maria risorta, apparsa a Fatima e in altri luoghi, è la risposta.

Se dunque Maria è l'esempio di quello che ci aspetta per l'eternità, che cosa possiamo temere? Soltanto di vivere nel peccato e di non ottenere quanto ci è promesso.

Che distanza di tempo c'è tra oggi e 2000 anni fa? Che distanza c'è tra la Terra e il Cielo? Un'ave Maria.

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Il fatto

 

Neppure questo mistero è testimoniato dai Vangeli. Ecco che a Fatima, Maria si comporta da Regina, pienamente a conoscenza delle decisioni divine riguardo al mondo. Lei stessa sembra decidere al posto di Dio chi guarire, chi liberare dalle difficoltà, chi venire a prendere da questa vita...

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Il Cuore Immacolato ha preso l'iniziativa

 

La devozione al Cuore Immacolato di Maria non è principalmente la volontà di noi creature di venerare Maria. È la partecipazione a ciò che Dio ha fatto per mezzo di lei ed è la contemplazione di un fatto concreto ma soprannaturale: Maria, creatura salvata e risorta, adesso è come si è mostrata a Fatima.

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La salvezza diventa molto concreta

 

Lei è, così, riflesso della luce divina per noi ed è la nostra giovane e splendida Regina; dolce e severa verso il mondo.

Così Maria è l'immagine di ciascuno di noi, delle donne in particolare, liberati dalle tentazioni e dai ricatti dell'inferno sul nostro corpo e sulla nostra anima, e restituiti alla piena dignità che Gesù ci indica nei bambini. Quell'immagine concreta rende anche limpido il mistero del nostro corpo. 

Il suo Cuore, insieme al Cuore di suo Figlio Gesù, veglia sul mondo. Vince i nostri invincibili difetti e indica la direzione da seguire nelle nostre opere.

Di questo ha bisogno il mondo oggi: della Regina risorta e del suo Cuore Immacolato.

Il suo Cuore ci guida e ci sostiene nell'accogliere chi è diverso da noi.

La Vergine Maria, a Fatima, con parole semplici, azioni normali e piccoli segni, ha reso vicino e trasparente il Cielo.

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Il più urgente problema tecnico

 

Maria, Regina del Cielo e della Terra, con il terzo segreto di Fatima, ha mostrato "fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo".

Perché non vedere in questa immagine il problema del surriscaldamento del globo terrestre a causa dei "gas serra"?

E perché non ricordare che «soltanto lei (la Madonna del Rosario) vi potrà soccorrere», nei nostri giorni?

In particolare ci può soccorrere con il coraggio che ci dà di vedere, e poi dire, la verità. Senza la verità sulla situazione, una persona non sa quale contributo dare per risolvere il problema.

E la prima verità da dire è questa: quali sono i "gas serra"?

Non dobbiamo lasciarci confondere; il "gas serra" è praticamente uno solo: l'anidride carbonica (CO2).

Si sviluppa nell'atmosfera tutte le volte che si brucia un carburante per riscaldare, per far funzionare un motore, per far volare un aereo, ecc.

"Limitare le emissioni di anidride carbonica" significa di anidride carbonica "fossile", quella che viene dal metano, dal petrolio, dal carbone fossile.

L'anidride carbonica proveniente da carburanti fossili fa aumentare la pressione atmosferica. Nello stesso tempo, essendo composta anche di ossigeno proveniente dall'atmosfera, riduce la quantità dell'ossigeno nell'aria.

Qualcuno avrà notato che una quarantina di anni fa la "bassa pressione" aveva valori intorno ai 900 millibar, mentre oggi è intorno ai 1000 millibar.

Con la pressione atmosferica più alta le precipitazioni sono più limitate o comunque più disordinate.

Tra l'altro, nelle combustioni si produce anche vapore acqueo, per cui l'acqua aumenta e non diminuisce sulla Terra.

Se, dunque, bruciamo un carburante che viene da sotto terra, cioè fossile, e immettiamo l'anidride carbonica nell'atmosfera, succede tutto questo.

Chi invece, ad esempio, brucia legna, contribuisce immediatamente a non immettere altra anidride carbonica fossile nell'atmosfera.

Se bruciamo legna e altre sostanze prodotte dai vegetali, coltivati attualmente, immettiamo nell'atmosfera la stessa anidride carbonica che i vegetali hanno assorbito per crescere. Si mantiene un ciclo che non aumenta il "gas serra".

In poche parole: il metano, il petrolio, il carbone fossile producono il "gas serra", quando li bruciamo.

Invece la legna, l'alcol, il mais, ecc, mantengono il ciclo naturale.

Si può suggerire ai petrolieri e a chi estrae metano dal sottosuolo, di riconvertire rapidamente i loro affari nel produrre energia elettrica con il sole o con il vento, nei deserti e sulle montagne; oppure nel produrre carburanti sintetici, ricuperando così immediatamente CO2 e acqua fossili dall'atmosfera, con l'energia solare che è in più, ottenendo subito tre effetti contemporaneamente.

È chiaro che, smettendo di usare i carburanti fossili, si dovrebbe cambiare tutto il sistema produttivo, ma è proprio dove si produce petrolio che si potrebbe produrre molta energia fotovoltaica o eolica, perché in quegli stati c'è molta irradiazione solare oppure molto vento. Negli stessi luoghi si potrebbe impiegare l'energia solare, concentrando i raggi solari con specchi,  per ricuperare dall'atmosfera l'anidride carbonica in eccesso e trasformarla in materiale da costruzione di tipo plastico, studiandoli in modo tale che durino nei millenni. Sfruttare questa possibilità creerebbe nuovo lavoro per molti, fra cui nuova possibilità di coltivare la terra.

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Giovanni Conforti

Aggiornato il 17 giugno 2007

 


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