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II domenica di Quaresima

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Vangelo secondo Marco

Mc 9,1-9

 

1Diceva loro: "In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza".

2 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro 3e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. 4E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. 5Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: "Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia". 6Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. 7Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: "Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!". 8E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.

9Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti.

 

 

Introduzione

 

Vedere l'introduzione generale.

 

Argomento delicato

 

Nel versetto 1, Gesù afferma: «In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza».

Queste parole, adattate a Mt 16,28 («In verità vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell'uomo venire nel suo regno»), non sono esattamente conformi a quelle originali, che troviamo in Lc 9,27: «In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non proveranno la morte prima di aver visto il regno di Dio».

Il Maestro e Signore prometteva che il Regno di Dio avrebbe cominciato a manifestarsi presto nel mondo, e questo avvenne storicamente. Non prometteva il suo ritorno in tempi brevi.

Pensare che Gesù abbia accennato a questo crea problemi enormi di credibilità storica del Maestro.

D'altronde i "molti" (Lc 1,1), che scrissero il Vangelo secondo Matteo, dovevano cambiare tutto ciò che potevano della originale "relazione" (come un diario di cronaca) di Matteo, stesa da lui come "incaricato ufficiale". Forse in questo caso hanno osato troppo, confondendo un po' l'efficacia del Regno di Dio con l'imminenza del ritorno del Cristo Re.

Marco, insieme a Pietro, ha riportato più vicino alla realtà, già constatando la potenza delle opere del Regno di Dio che si stavano compiendo.

 

Marco e Pietro

 

Dalla testimonianza di Pietro e dal suo parlare colorito vengono le parole «nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche». Ciò serve appunto come firma di Pietro, testimone del fatto.

Se Pietro poteva testimoniare, Marco però non poteva ignorare il Vangelo secondo Matteo che era già stato pubblicato nell'impero romano. Per esempio, Luca riporta: «Circa otto giorni dopo questi discorsi» (Lc 9,28); Marco invece, seguendo Matteo (Mt 17,1), annota: «Sei giorni dopo...».

Tuttavia nemmeno Pietro poteva ricordare con precisione quanti giorni erano passati.

Matteo e Marco ci ricordano spesso dati storici che non troviamo in Luca e in Giovanni: si tratta di precisazioni che potevano fornire i testimoni anche a distanza di tempo dagli avvenimenti. Ogni Vangelo offre riflessioni diverse dagli altri. Ma il significato originale delle parole e delle azioni di Gesù si può approfondire soltanto combinando insieme i Vangeli di Luca e Giovanni, nell'ordine cronologico che è loro proprio.

Da questi ci possiamo aspettare la massima fedeltà storica.

 

"Incaricati ufficiali della relazione" scritta

 

«Non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti"»; ma potevano riferirlo a Matteo che annotava gli avvenimenti.

Infatti l'ha scritto nei particolari, come scopriamo leggendo Lc 9,28-36 (Luca ha tradotto e trascritto la relazione di Matteo). Non è possibile che la memoria sia stata conservata per diversi mesi in modo così preciso.

 

La trasfigurazione, segno del Regno di Dio

 

La Trinità divina ha voluto mostrare in questo episodio quanto sarebbe stata grande la gloria del Cristo Re, anche nei confronti dell'Antico Testamento.

Il Regno di Dio, il cui Re è il Cristo, glorificato dopo la morte in croce, è «la sola cosa di cui c'è necessità» (Lc 10,42); è necessario cercare «soltanto il suo regno, e queste cose vi saranno date di conseguenza» (Lc 12,31).

Nel momento della Trasfigurazione non era ancora l'ora in cui il Regno dovesse manifestarsi.

Ma per noi ques'ora è passata da un po' ed è appunto ora che cerchiamo veramente questo Regno. Se ci pensiamo realmente, non sembra che sia in cima ai nostri pensieri. Anzi non sappiamo da che parte incominciare a cercarlo, a parte il doveroso impegno a "fare il bene ed evitare il male".

Potremmo incominciare con il mettere alla prova dei fatti le numerose parabole di Gesù che "illustrano" il Regno di Dio, o Regno dei cieli come lo chiama il Vangelo secondo Matteo.

 


Iniziativa personale di un laico cattolico, Giovanni Conforti  - Brescia - Italia.

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