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don Bruno Oliviero

   

4 settembre 2008

 

coando fatima a visto la madona cosa a sentito dentro di lei  

(anonimo)

 

Rispondo

 

A questa domanda sento doveroso rispondere, anche se non so da chi proviene.

Siccome nel sito ci sono espressioni come "Maria, apparendo a Fatima...", ci si può confondere e pensare che Fatima sia una persona a cui la Madonna è apparsa.

Si deve allora precisare che Fatima è il luogo dove la Madonna è apparsa a due bambine, Lucia e Giacinta, e a un bambino, Francesco, che avevano un'età compresa tra i 7 e i 10 anni.

I tre piccoli erano occupati soprattutto a pascolare il gregge delle loro famiglie.

Le apparizioni hanno fatto sentire loro grande pace ed erano sicuri di aver visto l'angelo e Maria, che li proteggevano.

Erano sereni e non si preoccupavano di quello che diceva di loro la gente.

Erano tanto sicuri che facevano ogni sacrificio possibile «per consolare Dio», perché molti lo offendono e non apprezzano i doni che ci ha fatto per mezzo di Gesù Cristo.

 

 Giovanni Conforti

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Anonimo 16 maggio 2008

 

Ricerca le apparizioni di Gesù durante i 40 giorni dopo la risurrezione (elencate).

 

Rispondo

 

Nei Vangeli:

 

- a Maria Maddalena (era ancora notte, il giorno della risurrezione, e subito dopo salì al Padre per la prima volta)

- alle altre donne (al mattino)

- ai due discepoli che andavano a Emmaus, Cleofa (e Luca), il pomeriggio

- contemporaneamente a Simon Pietro

- ai discepoli nel cenacolo, la sera di quel giorno, poi salì di nuovo al cielo

- otto giorni dopo ai discepoli con Tommaso

- alcuni giorni dopo sul Lago di Tiberiade, miracolo della pesca di 153 grossi pesci

- poco dopo su un monte dove c'erano gli Undici e altri che «esitarono» a prostrarsi davanti a Gesù: probabilmente i «più di cinquecento fratelli» (vedi 1 Cor 15,5-8)

 

Nella prima Lettera ai Corinzi (15,5-8):

 

- apparve a Cefa

- e quindi ai Dodici

- in seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta (sembrerebbe che sia avvenuto sul monte dove c'era la città di Gamla, come suggerisce Mt 28,16-17)

- inoltre apparve a Giacomo

- e quindi a tutti gli apostoli.

 

Negli Atti degli Apostoli:

 

- apparve ai discepoli in molte circostanze probanti (provavano che era vivo di nuovo e per sempre) e parlò delle cose del Regno di Dio

- mentre si trovavano riuniti (non esattamente a tavola) ordinò di non allontanarsi da Gerusalemme (a tutti, mentre agli Undici aveva già dato appuntamento su un monte dalle parti della Galilea: quello di Gamla?) e promise lo Spirito Santo

- per l'ultima volta, mentre erano riuniti gli Undici; disse che non spettava a loro conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta; poi salì al cielo definitivamente.

Giovanni Conforti

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30 settembre 2007

 

"Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre."

Può un Dio misericordioso punire i suoi figli con una guerra che comporterà morte, sofferenza, fame, distruzione?

Rispondo

Dobbiamo fare attenzione, perché sembra che qualcuno sia stato abile nel rigirare i messaggi di Maria contro le vittime del male, mente erano rivolti al mondo che commette il male.

Dio è misericordioso; non solo: è sempre benevolo e conserva la nostra vita per la risurrezione, qualsiasi cosa accada. Questo sono riuscito a capire leggendo i Vangeli con attenzione storica e critica.

Ma c'è anche il regno di satana, vinto da Gesù Cristo ma non eliminato. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo lasciano l'esistenza e la libertà anche ai diavoli, che in principio erano creature buone. Leggendo l'Apocalisse, mi sembra di capire che questo nostro tempo, a partire dal 1300 circa, è il periodo in cui al diavolo è lasciata una certa libertà d'azione.

Ecco allora che il Padre buono, lasciando la libertà e la dignità a tutti, vuole però far capire a chi segue il diavolo quale grande male sta facendo.

A commettere peccati più grandi non sono quelli che vivono nella miseria, i semplici, i deboli. Dobbiamo invece ricordare che nel mondo ci sono ideologie titaniche, organizzazioni segrete, nate dall'intelligenza e dalla concretezza illuminista, dedite a costruire un mondo senza Dio, dedite al potere e al denaro.

Il castigo di Dio è solo la conseguenza dell'opera di costoro. La Madonna ha detto, riferendosi particolarmente a loro: «La guerra sta per finire. Ma se non cessano di offendere il Signore, nel regno di Pio XI, ne incomincerà un'altra peggiore».

Mai ci sono state guerre così catastrofiche, prima che ci fossero queste ideologie e organizzazioni.

Il mondo viene punito proprio mentre perseguita il Papa e la Chiesa, perché si priva così della possibilità di vivere nella grazia, nella verità, nella benevolenza e nella pace. Le sue grandi opere sono spesso false e omicide, come il diavolo.

Purtroppo coloro che sono potenti e senza verità continuano a non ascoltare Maria.

Ma lei non ha predetto altre guerre. Ha invece mostrato la visone simbolica in cui la testimonianza storica, resa a Gesù Cristo, appare destinata a fermare le fiamme dell'inferno, attraverso «lo splendore che emana dalla sua mano destra».

Io ci vedo la richiesta, da parte dei Cuori di Gesù e di Maria, che i cristiani si impegnino a riscoprire la concretezza della salvezza che Gesù ha portato, con le sue parole, le sue opere e il suo potere regale.

La "mano destra" di Maria richiama la croce della visione di La Salette: quelli che vorrebbero usare le "tenaglie" per schiodare il Cristo dalla croce; quelli che vogliono bene a lui e alla madre sua. Da questi può venire lo "splendore" che ferma le fiamme d'inferno.  

 Giovanni Conforti

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1 settembre 2007

I luoghi santi di Fatima sono riconosciuti dalla Chiesa di Roma come per LOURDES?

Grazie

Rispondo

Certamente!

Anche se il messaggio di Fatima è meno legato ai luoghi, richiama la Bibbia e si rivolge al cuore delle persone e al mondo intero.

A Fatima i Cuori di Maria e di Gesù hanno manifestato i loro progetti di misericordia per la vita concreta del nostro tempo.

Giovanni Conforti

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Giovanna Ceredi Via San Luca,10 20122 Milano Tel e Fax 02 58306784 e-mail mailto:federica.giovanna@libero.it

8 Agosto 2007   Reverende Madri e Sorelle, Mi permetto di segnalare un’iniziativa che scaturisce dal cuore di tanti cristiani di tutte le parti del mondo: la richiesta di nuovo Dogma che riconosca a Maria Santissima i titoli di Corredentrice, Mediatrice, Avvocata. Gia sei milioni e mezzo di petizioni sono state inviate al Santo Padre  da più di 150 paesi del mondo, diverse centinaia di vescovi e cardinali sostengono la richiesta. Giovanni Paolo II che voleva proclamare il Dogma ha definito varie volte la Santa Vergine Corredentrice e, recentemente, nel corso del suo viaggio in Brasile, Benedetto XVI ha parlato di Maria Mediatrice. Abbiamo predisposto e inviamo una  lettera che chiede al Sommo Pontefice la proclamazione del Dogma. Chi aderisce a questa supplica può firmare la lettera e, se crede, raccogliere  firme di una o più persone, e inviarla a:   A Sua Santità Papa Benedetto XVI Palazzo Apostolico 00120 Città del Vaticano   Invio anche un articolo  pubblicato sull'Osservatore Romano il 3-4 giugno 2002 intitolato "Solo Maria è la Corredentrice”. In tale articolo P. Georges Cottier O.P. Teologo della Casa Pontificia presenta la figura di “ Maria Corredentrice” da un punto di vista teologico.     Grazie dell'attenzione. Chiedo la Vostra preghiera per noi e per tutti i fratelli che partecipano a questo ministero.  

Giovanna Ceredi

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28 luglio 2007

 

Sapete dirmi dove si trovano i 4 vangeli originali attualmente? Sono esposti in qualche museo? Li custodisce il vaticano? I testimoni di Geova hanno mai auto il piacere di vederli?  

Rispondo

A meno che si faccia qualche scoperta sensazionale, i manoscritti dei 4 Vangeli originali sono scomparsi da molti secoli.

Però, attraverso le copie contenute in codici conservati fino a oggi, è stato possibile ricostruire i testi originali, in greco, con una precisione molto superiore a quella di tutti i libri dell'antichità.

Anzi, oggi è più facile capire il vero significato di alcune frasi evangeliche di quanto fosse possibile già alla fine del I secolo d.C., perché già allora circolavano copie in cui erano state introdotte delle modifiche.

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2 maggio 2007

 

La 195 Olimpiade, anno I, inizia il 1° luglio dell'anno 0 e non il 1° luglio dell'anno 1. Infatti, secondo la formula per calcorare in quale anno giuliano inizia il primo anno olimpico della n-esima olimpiade si ha la seguente formula: - 780 + (4 x Anno olimp.) Per la 1° olimpiade, anno I, si ha dunque - 780 + 4 x 1 = - 776 Per la 195° olimpiade, anno I, si ha - 780 + 4 x 195 =    - 780 + 780 = 0 Quindi la 195° Olimpiade anno I, inizia il 1° luglio dell'anno 0 C.V.D. Cordialmente Dario Bazec

 

email:      mailto:dariobazec@virgilio.it  

Caro Bazec,

sono pienamente d'accordo con Lei, se nella linea del tempo si introduce un intero anno 0 e se si parte dall'anno -776.

Semplicemente, nella mia linea del tempo ho contato gli anni come se lo 0 sia un punto senza durata, cioè la mezzanotte tra l'1 a.C. e l'1 d.C. e come se le olimpiadi siano iniziate nel 776 a.C., poiché l'anno 1014° dalla prima olimpiade cadde nel 991° dalla fondazione di Roma, ossia nel 238 d.C. (questo ho scritto nel maggio 2007, ma poi ho scoperto che le olimpiadi sono iniziate nel 773 a.C. e che l'anno 238 d.C. è in realtà il 241).

 

Distinti saluti,

Giovanni Conforti

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20-5-2007

Quali erano le accuse rivolte ai cristiani?

(anonimo)

Rispondo

Immagino si parli delle accuse rivolte ai cristiani durante le persecuzioni romane.

Erano accusati soprattutto di non adorare gli dèi di Roma o della Grecia.

A Roma e nella Grecia c'erano delle tradizioni familiari e civili, fondate sulla religione (politeista), tuttavia i Romani e i Greci credevano poco alle loro stesse divinità. Le loro tradizioni vacillavano di fronte alla certezza portata dai Cristiani.

Così la vita pubblica rischiava di essere sconvolta, perché era tutta da rinnovare.

Il motivo che permetteva alle autorità romane di perseguitare i Cristiani, in tutto l'impero, era che questi non avevano dei loro templi e che Gesù Cristo non era riconosciuto come un dio dal Senato di Roma.

L'imperatore Tiberio, nell'anno 35, aveva cercato di porre subito rimedio a questa situazione, richiedendo al Senato una legge, perché fosse lecito rendere culto a Gesù nell'impero. Non c'era però riuscito, non avendo a disposizione delle prove ma soltanto delle relazioni a voce, che gli erano giunte dalla Palestina.

Altre accuse verso i Cristiani nascevano dal fatto che la loro religione era poco conosciuta, essendo perseguitata e non potendosi esprimere in pubblico.

 

Giovanni Conforti

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6-1-07

 

Ciao a tutti, non vi conosco e ho "scoperto" questo sito per caso, cercando notizie di don Galli. Sto attraversando un periodo piuttosto difficile perché temo per la salute di una creatura in arrivo e per questo mi sono avvicinata di più alla preghiera, per chiedere a Dio la grazia di farla nascere sana. Di solito mi rivolgo alla Madonna e sento che lei mi infonde fiducia e serenità.

(anonima)

 

11 novembre 2006

 

Questi di oggi sono veramente tempi brutti, la tentazione è intensa e la gente che non legge la bibbia e non veglia leggendo il Vangelo di Gesù non pensa minimamente a come è paradossale l'inganno che si manifesta sotto forma di bene e si sostituisce a Dio dicendo che è il bene.

Gli studiosi e gli scienziati ma anche alcuni preti che poco hanno confidato in Dio sostituendolo ai manoscritti di uomini hanno dimenticato Questo Dio, che mandò il Suo unico Figlio per noi.

Nessun uomo può essere nemmeno l'ultima parte di Dio, né può farne a meno. Nemmeno della preghiera può farne a meno, poiché è l'unico strumento efficace contro il male che, è insito nell'uomo.

L'uomo si inganna se crede che la scienza può farlo felice. L'uomo può vivere anche senza tutta questa scienza. All'uomo gli basta Dio. La scienza è una fuga da Dio Padre, come un fanciullo che vuole dimostrare nella sua incoscienza di essere come suo padre, anzi migliore e se ne allontana, ma così facendo non lo ama. Dimentica che è suo padre. Un uomo che ha bisogno come lui di essere amato.

Come una donna che dimentica il ruolo di donna per diventare un uomo, ma così ha perduto l'identità della donna per trasformarsi in un uomo, e non si ama più perché non si accetta come donna, diceva san Paolo, Saulo di Tarso: "La donna sia sottomessa all'uomo" che significa: la donna non perda la sua identità di essere donna, per snaturalizzarsi e per non amarsi, ma curi la sua dignità e i suoi figli, ami l'uomo e senza invidiarlo per non volere divenire uomo, così facendo si ama e Dio e il prossimo, mantenendo con perseveranza la natura delle cose che Lui per donazione benevola ci ha dato come in un piatto, a aspettando la sua promessa.

Nella sua ignoranza lo scienziato ateo è proprio come Icaro (come dice il santo padre, che Dio gli dia la forza di convertire a questo bravo cristiano), non guarda con saggezza a Dio autore della sua tanto lodata e idolatrata scienza della mente.

Una volta ho conosciuto un prete, nominato nel mio paese per il suo attaccamento al denaro,  mi ha detto una cosa che penso sia vera e giusta, mi ha detto: "maledetto l'uomo che confida nell'uomo". Quel prete con i suoi difetti come tanti uomini è buono, si sforza di piacere a Dio e si arrabbia non appena vede il fumo del male. L'uomo che afferma che è libero si sbaglia, poiché nella sua ignoranza è illuso. Non può esserci libertà senza Dio, perché Lui è la vera libertà. Tu uomo esisti perché nel suo infinito amore ti ha creato perché ha amato il suo nome che è Dio Colui che esiste da sempre e non può non esistere poiché Egli "è".

Tu uomo sei diventato ciò che Lui ha pensato di fare perché Egli che è Dio si ama e, amandoti ti ha fatto a sua immagine. Lui che è amore non può non amare la sua creatura. Tutto ci ha dato per essere più che felici, ma noi come Adamo cerchiamo la soddisfazione nella tecnologia che non ci può amare, non ci può allungare la vita, non ci può creare, non è il nostro Dio.

Per questo e tanto altro che avrei da dire, ma non ora.  Allora esorto:ravvediamoci e crediamo ciecamente al santo Vangelo strumento superiore a qualunque scienza e idolatria, perché uno solo è Dio, ed è il nostro Dio. Siamo fortunati ad avere un Dio Padre e buono e generoso, un maestro e nostro Dio Gesù come il Padre, una madre che Santa e unica, che non ci dimentica mai, anche se noi la dimentichiamo.

Il nemico dell'uomo è lo stesso che ci indicò e descrisse Gesù. Questo nemico si combatte col santo Vangelo, con la preghiera colla fiducia nel Signore.

Se non ci credete, provate a riflettere sulla vostra vana felicità che la scienza vi fornisce illudendovi. Trovate nella scienza dell'uomo se ci riuscite l'inizio e la fine, chiedetevi se essa ha dei punti di riferimento. Se non siete illogici e ostinati, vi accorgerete che essa è un Dio costruito con le illusioni e la carta pesta dell'uomo che non crede.

Se l'uomo è cosciente di Dio che è vivo, anziché della materia che brucia e passa?

Sia lodato il Signore Gesù  Cristo, la  Madonna per sempre.

ANONIMO

Rispondo

Come commentare queste riflessioni, ispirate da zelo per i doni di Dio e per la vita del mondo?

Dio vero ci ha mandato Gesù Cristo, suo Figlio e uomo vero, storico.

I cristiani, in tutte le situazioni in cui si trovano, ricevono suggerimenti dalle parole di Gesù per rendere migliore la società in cui vivono. La figura e l'esempio del Cristo, testimoniati dai Vangeli, sono il modello permanente a cui guardare. I Sacramenti ci fanno vivere di lui.

La sollecitudine della Madonna per noi, ma la sua stessa immagine, sono sostegno e ristoro nelle fatiche.

Non temiamo la scienza o altre opere dell'uomo!

Infatti l'uomo non può fare scienza se non con i doni di Dio e «senza Gesù Cristo non può far nulla». Anzi spesso chi è ostile a Gesù lo imita, per invidia di ciò che ha compiuto e ha detto.

Siano lodati Gesù e Maria!

 Giovanni Conforti

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18 settembre 2006

 

1) La ricerca scientifica (ipotesi verificate) svolta erroneamente può facilmente farci pensare che il vangelo sia inferiore alla scienza solo perché questa si presenta appariscente nelle sue asserzioni. Ma ho confrontato i due in modo dettagliato e si evidenzia che non può esistere un confronto.

Infatti se li confrontiamo commettiamo un errore perché la scienza è piena di lacune e punti vuoti irrisolti, tanto per portare un esempio non dice e non può dire nulla sulla morte e su quello che c'è oltre e, anche se dicesse qualche cosa sarebbe sempre una ipotesi e mai una verità.

La scienza umana non può dire verità perché è frutto di elaborazioni da parte dei sensi, mossi dallo Spirito Santo.

 

2) Vorrei capire che cosa si intende per 2ª venuta di Elia che ristabilirà le cose, così ho appreso discutendo con alcuni amici del "Rinnovamento dello Spirito" Grazie, pace e bene.

 

3) Nulla è cambiato dal tempo passato in cui venne il signore Gesù. La tecnologia e le scoperte scientifiche hanno cambiato le forme della materia su cui poggiamo i piedi e gli scienziati sono riusciti a trasformare la materia grezza in materia emancipata creando quindi strumenti efficacemente più comodi e funzionali al genere umano.

Mi soffermo sul fatto della conquista della trasformazione della materia e sulla scoperta ed esplorazione di elementi di  micromaterie. Realtà queste prettamente di questo pianeta, da non confondere con le realtà celesti delle quali gli scienziati atei dovrebbero avere riguardo nel riconoscere i limiti umani insormontabili anche perché le sconoscono.

Purtroppo il male che avanza a volte indisturbato nel mondo crea diffidenti meccanismi di difesa da parte di uomini che spazientiti e dotati di poca sopportazione perdono la speranza e la fede concedendosi al piacere snaturalizzato e senza regole morali eticamente corrette.

Coraggio amici, combattiamo insieme per non perdere la fede, resistiamo a satana, non facciamoci illudere da uomini sedotti dal male che sono prigionieri delle stesse illusioni di satana.

In questi tempi la nostra arma è il vangelo, il nostro esempio è Gesù Cristo nostro signore e unico maestro. Sia lodato sempre e in ogni momento il signore Gesù.

 

(anonimo)

 

Rispondo

 

1) «(Lo Spirito Santo) prenderà del mio e ve lo riferirà» (Gv 16,14).

Allora, umilmente, imitiamo lo Spirito Santo, con il suo stesso aiuto.

Prendiamo dalle parole e opere storiche del Cristo Re per sostenerci a vicenda nella Chiesa, dopo aver ricevuto ciascuno vita da Lui con il Battesimo e trovando vigore negli altri Sacramenti.

Ricercando il senso più letterale di alcune espressioni dei Vangeli, è venuto in evidenza che Gesù ci invita a "vigilare tra noi", quando ci troviamo nelle situazioni più difficili: «Non è possibile far sì che non avvengano scandali, tuttavia ... Vigilate tra voi» (Lc 17,1-3); «Però vigilate tra voi che i vostri cuori non si impigriscano per stordimento, ubriachezza e preoccupazioni della vita e che quel giorno non vi capiti addosso imprevisto come un laccio» (Lc 21,34).

Il Cristo non teme certamente la scienza umana. Ha detto ai suoi discepoli: «Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi» (Lc 9,50).

Il rischio della scienza è quello di essere ipocrita, allo stesso modo dei farisei e degli scribi. Rischia infatti di auto-convincersi che la sua verità sia valida per tutti e per tutto, oltre il campo materiale.

Quindi tende a imporla a tutti. Ma, se ciò fosse corretto, si dovrebbe reprimere gran parte della natura umana, irriducibile alle categorie scientifiche.

In realtà la scienza rende gloria al Cristo Re, perché ne imita i miracoli. Egli, Salvatore storico dell'umanità, ci dà con semplicità sicurezze che la scienza cerca di fornirci con grande lavoro, senza mai riuscirci.

Non basta mai quello che fanno gli uomini per rendere gloria a Lui, perciò i cristiani possono accogliere tutto ciò che di valido viene compiuto nel mondo.

 

2) Gesù ha detto che Elia era già venuto, ma non l'avevano riconosciuto e ascoltato (Mt 17,10-12; Mc 9,11-13).

Elia ritornato era Giovanni Battista.

Certamente le profezie sono un segno per la nostra vita e, oggi, deve ancora venire Elia?

Ritengo che dobbiamo solamente riscoprire, "rivedere" i fatti storici che riguardano Giovanni Battista, nei confronti di Gesù Cristo.

"Elia è già venuto": non rischiamo anche noi di dimenticarlo e di "fare di lui, (e del Cristo), quello che vogliamo noi", come fossero delle fantasie o delle idee.

 

3) Effettivamente la natura umana non cambia nei millenni, cambiano le situazioni.

Rimane stabile ciò che Dio ha creato, è questo che non appare nuovo sotto il sole. Di nuovo sotto il sole c'è il vantaggio portato da Gesù, quando ascoltiamo, leggiamo, le sue parole e proviamo a metterle in pratica (Lc 6,17-49).

Il Cristo è una Persona divina, permane nei secoli, semplice amico, infinitamente sicuro, fedele.

Mi pare che noi cristiani non abbiamo bisogno di "combattere".

Gesù, il Cristo Re, ha ammonito a non gloriarci perché i demoni vengono sconfitti, ma perché i nostri nomi sono scritti nei cieli.

Egli ha portato una civiltà, che si può esprimere con due coefficienti: rendere gloria a Dio, benevolenza tra gli uomini (Lc 2,14, come ho cercato di ritradurre questa difficile frase).

Ci ripetiamo l'augurio dell'Apocalisse: «Grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che sono davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il testimone, l’affidabile, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra» (Ap 1,4-5).

 Giovanni Conforti

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15 settembre 2005

Buongiorno a tutti voi..

 

Mi chiamo Damiana ho 22 anni e, oltre a lavorare per un commercialista, frequento il 3° anno di economia in cattolica a Milano. Ho la passione per i bambini e l'insegnamento.. infatti seguo alcuni bambini per le ripetizioni e faccio la catechista. Due anni fa ho fondato un piccolo cenacolo di preghiera qui a Milano, con incontri mensili, in una cappellina dove la Madonna e Gesù sono apparsi a Madre Pierina de Micheli per lasciare la devozione e lo scapolare del Volto Santo.

Siamo fortunati a pregare proprio in quel luogo così mistico.. la loro presenza la si sente fortissima ancora oggi.. e poi pregare davanti al quadro di quel volto così bello che ha parlato alla serva di Dio è veramente un'esperienza unica.. anche la statua della Madonna è sempre quella ed ha un viso così dolce e mistico... sembra di essere sospesi nell'etere tra gli angioletti a fare festa e lodare il Signore quando si prega in quel luogo.

Stiamo diffondendo il più possibile questa devozione al santo volto.. ci sono le medagliette anche e la storia con le preghiere devozionali... sapete, chi contempla il volto santo, oltre a riparare agli oltraggi subiti sulla croce, consola contemporaneamente il suo sacro cuore medita sulle sue sante piaghe e adora il suo prezioso sangue, per cui unisce le devozioni della sua passione in un'unica preghiera contemplativa e comunitaria...

 

Sabato 17 settembre (2005) alle ore 15 ci incontriamo per ricominciare il percorso.. quest'anno abbiamo anche delle educatrici cattoliche che seguiranno i figli di chi verrà a pregare con noi.. li faranno giocare e crescere imparando a conoscere l'amico Gesù.. un'esperienza nuova e di crescita per i futuri pilastri della società.

 

Buona giornata a tutti Damiana

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15-2-2005

 

BUON GIORNO A TUTTI, LETTORI E A CHI RISPONDE ALLE DOMANDE CHE E' UNA PERSONA BUONA, FRATERNA E DA' DEI CONSIGLI PREGEVOLI MI CHIAMO MASSIMILIANO ED E' MOLTO TEMPO CHE NON PREGO PIU' E NON VADO PIU' A MESSA, VORREI UN CONSIGLIO SUL COME RICOMINCIARE A PREGARE VISTO CHE DI TEMPO NE HO POCO, CON QUESTO NON VOGLIO TROVARE SCUSE PERO' MI SERVE DI TORNARE A PREGARE, MI SERVE DI TORNARE IN CHIESA, MI SERVE DI RITROVARE IL MIO SIGNORE CHE HO PERSO PER MIA COLPA TEMPO FA, IO SO CHE IL SIGNORE E' SEMPRE LI' CHE ASPETTA PAZIENTE MA MI SERVE DI SENTIRMELO VICINO. E PENSARE CHE UN ANNO FA CON LA CHIESA E CON GESU' AVEVO UN RAPPORTO MOLTO STRETTO, FACEVO PARTE DEL CORO DELLA CHIESA, ERO PARTE DEI CATECHISTI, FACEVO PARTE DI UN GRUPPO CARISMATICO, ERO MOLTO VICINO ALLA CHIESA NEI SUOI BISOGNI, MA DA QUANDO HO CAMBIATO IL LAVORO NON TROVO IL TEMPO DI FARE NIENTE NEANCHE NEL GIORNO LIBERO. COSA POSSO FARE? VORREI UN CONSIGLIO, GRAZIE

Rispondo

Innanzitutto, prima di parlare di preghiera, vorrei ricordare il Salvatore nostro Gesù Cristo, che «è venuto a cercare e a salvare ciò che è perduto»... (Lc 19,10). È venuto a cercare quello che noi nemmeno cerchiamo, e ha il potere di conservarlo per sempre. Il significato più semplice della parola "salvare" è appunto "conservare".

Gesù Cristo non riuscirà a far ritrovare anche a Lei ciò che desidera? Non troverà per Lei una via semplice?

A consolazione di noi che lavoriamo, e che a volte troviamo soltanto un attimo al mattino o alla sera per pregare, Gesù ha espresso la parabola delle due case. Tutt'e due i costruttori ascoltano le parole di Gesù, ma costruisce la casa solida soltanto quello che prova a fare ciò che Egli dice (Lc 6,46-49).

Chi ha già conosciuto molte parole di Cristo Gesù non ha bisogno di "ascoltare" continuamente, ma di "fare" qualcosa di ciò che Lui ha detto, proprio dove si trova, nel rumore e nella confusione, per accendere in ogni situazione una fiammella di salvezza. Che potrebbe diventare un incendio. Luca 12,49: «Sono venuto a gettare un fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già appiccato!».

Poi vorrei ricordare che Maria, apparendo a Fatima e altrove, ha chiesto di pregare il Rosario. Lo possiamo recitare a mente, in qualsiasi luogo e momento ci è possibile, anche nel modo più discontinuo.

Forse, così, non è più difficile tornare in chiesa e parlare con il nostro Salvatore, insieme a tante persone in difficoltà come noi.

Giovanni Conforti

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14 settembre 2004

 

In what way are the events of Fatima related to the Rosary?

(In che modo gli avvenimenti di Fatima sono in relazione con il Rosario?)

 

Rispondo

 

A Fatima sono avvenuti fatti storici straordinari e semplici. Il Miracolo del Sole li ha confermati agli occhi di settantamila persone, che hanno potuto renderne testimonianza.

Il Rosario è riflessione sui Misteri, che sono fatti storici avvenuti due mila anni fa. È preghiera. È impegno a mettere in pratica ciò che è contenuto negli avvenimenti della redenzione.

Che cosa collega Fatima con il Rosario?

È il Sangue dei Martiri che i tre bambini hanno notato nella visione del terzo segreto, sono cioè le testimonianze di chi ha visto Gesù parlare e agire e l'ha scritto nei Vangeli; sono le testimonianze di coloro che hanno vissuto da discepoli di Gesù e hanno lasciato tracce storiche e archeologiche.

Così un fatto storico recente rende più vivi e attuali che mai i fatti storici di duemila anni fa, perché noi "possiamo imitare ciò che essi contengono e ottenere ciò che essi promettono".

 Giovanni Conforti

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17 aprile 2004

 

Sono un'insegnante elementare che, dopo aver capito, per grazia di Dio, cosa significa il perdono divino e l'amore di Dio Padre, ha chiesto il trasferimento per poter stare vicino ai poveri peccatori in carcere. Sperando che possa riuscire a portare la Verità e la Parola del Signore, a tutti coloro che incontrerò sulla mia strada. Premetto che, fino a qualche mese fa, non capivo assolutamente come potesse Dio perdonare una persona, che si pente in punto di morte, e come questa, potesse andare in Paradiso dopo una vita di peccato!

Analizzando con dei biblisti la parabola del "Figliuol prodigo" e parlando di essa ad un mio compagno di classe delle scuole elementari, che attualmente è ancora in prigione, ho finalmente capito. Giovanni è il suo nome, mi ha scritto in alcune delle sue lettere:

"...Nulla c'è di più prezioso al mondo se non la Grazia di Dio!...Desidero che tu mi parli di Gesù e di Maria, per me è come l'acqua per gli assetati! Ho letto e riletto la tua lettera decine di volte. Alla fine ho pianto!..."

Queste parole mi hanno fatto ricredere e mi hanno profondamente commossa. Credo fermamente che i vangeli hanno tanto amore nascosto e debbano essere chiaramente spiegati e divulgati nel mondo, in questo mondo dove predomina il potere e la violenza. Oggi non si conoscono quali sono i veri valori, quelli autentici, dell'amore per il nostro prossimo e quelli della preghiera, l'unica arma per sconfiggere la guerra e il terrorismo che dilaga nel mondo.

 

ketty

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30 marzo 2004

 

Chi disse "nemo profeta in patria"? Grazie

Rispondo

 

È stato Gesù Cristo a usare l'espressione, che in latino è stata tradotta e resa proverbiale come "nemo profeta in patria".
 
Egli però non l'ha pronunciata in modo così sintetico.
 
La troviamo in Lc 4,24:
Aggiunse però: «In verità, vi dico che nessun profeta è adeguatamente accolto nella sua patria».
 
E in Gv 4,44 è richiamata così:
A dire il vero, Gesù stesso ha dichiarato che un profeta non riceve onore nella sua patria...
 
Se Lei vuole, può leggere il testo intero nella "pagina" www.innomedimaria.it/combin/cristo.htm.

 Giovanni Conforti

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16-3-2004

 

Chiedo a tutti voi: pregate per noi Albanesi che Dio e la Madonna portino sempre la pace nei nostri cuori e (nei cuori) di tutto il mondo

Anonimo

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27 - 2 - 2004

Cristo è risorto il lunedì dell'angelo dopo due sabati.

Anonimo

Rispondo

Non è mia intenzione affermare qualche idea personale. Desidero soltanto mostrare che i Vangeli ci fanno conoscere Gesù storico. Infatti, proprio perché gli evangelisti conoscevano bene i fatti e li hanno raccontati in modo veritiero, troviamo modo di ambientare con precisione la vita di Gesù nelle date e nella realtà storica di quel tempo. Se invece, attenendoci purtroppo ad alcune notizie fornite dai Padri della Chiesa, pensiamo che i Vangeli siano testimonianze indirette e imprecise, è inutile cercare di renderli più sicuri: è troppa la distanza che ci separa da quegli avvenimenti. 

Giovanni Conforti

 

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11 ottobre 2003

 

I would like to know about the lives of the four gospels before they became gospels (Desidererei conoscere le vicende dei Vangeli prima che diventassero Vangeli).

Anonimo

 

Rispondo

 

Nella pagina "I quattro Vangeli" sono presentate un po' tutte quelle vicende; ma riordiniamo le idee.

Dal presente umile studio risulta che non ci sono state tradizioni orali precedenti ai Vangeli e che una sola redazione non è giunta fino a noi: quella di Matteo in "ebraico".

In realtà di questa non è andata persa nemmeno una parola, perché la ritroviamo interamente nel Vangelo di Luca, tradotta in greco con grande accuratezza.

Dunque:

- fin dall'inizio della vita pubblica di Gesù, Matteo e Giovanni scrissero le loro due relazioni dei fatti;

- le testimonianze di Giovanni divennero Vangelo prima dell'ascensione di Gesù al cielo; in seguito furono aggiunte poche frasi, che erano già state annotate in varie occasioni in margine al testo; la pubblicazione avvenne dopo l'inizio delle persecuzioni di Nerone e la caduta di Gamla;

- Luca scrisse per Teofilo, candidato al sommo sacerdozio, intorno all'anno 37, ma non pubblicò il suo Vangelo fino all'anno 70 circa;

- Matteo, con molti altri scribi, ricompose in greco il suo primo racconto e lo pubblicò intorno all'anno 40;

- Marco, servendosi del Vangelo greco di Matteo, fece una sintesi degli altri tre Vangeli e la pubblicò nell'anno 43 circa.

Ulteriori informazioni sono contenute nello strumento "Storia dei quattro Vangeli".

Giovanni Conforti

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1 settembre 2003

Buonasera, ho letto la storia delle apparizioni e quello che mi "impressiona" più di tutte è tutto questo "scalpore" che infonde la Madonna quando ascende alla terra.  Come mai?

Anonimo

Rispondo

Grazie per aver fatto notare questo aspetto delle apparizioni.

Riflettendoci, mi sembra che i lampi, la piccola nuvola, ecc., vogliano dire che la Madonna, a Fatima, è venuta a portare un "temporale di luce".

Il miracolo del sole del 13 ottobre 1917 lascia intendere che Maria, dopo il "temporale", vuole riempire il mondo di nuovi "colori".

Però i lampi ci vogliono anche scuotere, risvegliare, perché ci diamo da fare e raccogliamo "le testimonianze dei Martiri".

Ogni particolare delle apparizioni delle Madonna va d'accordo con tutti gli altri particolari, in modo semplice.  Nel sito ho cercato di spiegare quello che ho potuto capire.

Giovanni Conforti

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15/08/2003 Le devo confessare la mia perplessità leggendo il suo sito sui Vangeli (www.innomedimaria.it).

Mi pare che, accanto a molte cose vere (storicità di Gesù Cristo e sua divinità), Lei mescoli, come se fossero importanti e vere, delle notizie francamente sconcertanti.

Per dire, come è giusto, che Gesù è una realtà storicamente precisa, non è affatto necessario pretendere di farne la ...radiocronaca in diretta. Non occorre fissare come certe date come il 3 aprile del 33, che certe non sono.

E' certo che è stato un giorno preciso. Tanto basta. Non mi occorre sapere quale sia questo giorno preciso. Anzi in un certo senso sarebbe persino banalizzante.

Altra perplessità: leggo come certezza assoluta che Giovanni aveva 13 anni quando gli venne ... rivelata l'Apocalisse (=incontrò Gesù?).

Mentre gli esegeti scientifici datano la stesura di tale libro nella tarda età del longevo discepolo prediletto, in esilio a Patmos, come lui stesso riferisce.

E poi la storia di Galma...

Non ho parole...

Se lei è in buona fede, mi permetta di dirle: lasci perdere questi orpelli immaginifici.

Non mescoli il diavolo con l'acqua santa.

Perché lambiccarsi il cervello con astruse elucubrazioni, che possono solo rendere ridicolo ciò che invece potrebbe essere un aiuto utile e serio alla lettura dei Vangeli?

Dio è creatore della realtà, e della ragione. Usiamo questi strumenti. E lasciamo l'esoterismo e le stramberie al Nemico dell'uomo.

F.Bertoldi """"""""""""""""""""""""""""""""""" http://www.culturacristiana.net """""""""""""""""""""""""""""""""""

Rispondo

 

La ringrazio per aver dedicato tempo e attenzione alle cose che ho scritto nel sito. Se ne ha trovato di strane, chiedo scusa per la mia incapacità di metterle nella giusta luce. Il mio desiderio è che risalti la realtà degli avvenimenti di 2000 anni fa e che le mie idee scompaiano.

 

In realtà io ho bisogno del «Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria», persone storiche, ora risorte, e provo emozione ogni volta che riesco a far emergere dall'oblio qualche aspetto concreto della loro vita e delle situazioni in cui vissero.

Ho bisogno di conoscere le parole e azioni precise di Gesù Cristo e anche di Maria, perché sono queste che mi fanno vivere, nella Chiesa, attraverso i Sacramenti, la preghiera, le opere.

Ho bisogno di capire come, concretamente, il «Salvatore nostro Cristo Gesù» «ha reso inoffensiva la morte e ha messo in luce vita e immortalità per mezzo della Buona Notizia» (2 Tm 1,10).

Ma mi sono deciso a pubblicare il risultato del mio bisogno quando ho notato che la terza parte del segreto di Fatima invitava a raccogliere ciò che i testimoni hanno scritto e confermato con il dono della loro vita ("il sangue dei Martiri").

C'è bisogno, per tutti noi umili credenti, di testimonianze che siano valide di fronte a chiunque ne voglia prendere atto.

Distinti saluti,

Giovanni Conforti

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MAESTRO GIOVANNI,

SONO LA MAMMA DI UNA SUA SCOLARA DI 4B. VORREI SEMPLICEMENTE TESTIMONIARE QUANTO LA MIA VITA SIA MIGLIORATA DAL MOMENTO IN CUI, A 25 ANNI, INCONTRAI DON SILVIO GALLI DEI SALESIANI DI CHIARI BS.

DA QUEL MOMENTO COMINCIAI AD AVVICINARMI PIù PROFONDAMENTE A DIO POICHè DON SILVIO ERA DIVENUTO, CON IL SUO ESEMPIO, CON IL SUO MODO DI ANNULLARSI PER AIUTARE IL PROSSIMO, CON LA SUA PREGHIERA, IL MIO PUNTO DI PARTENZA VERSO DIO.

HO COMINCIATO A LEGGERE IL VANGELO, A CERCARE E A TROVARE RISPOSTE, A PREGARE TROVANDO LA PACE E LA SERENITà CHE DESIDERAVO TANTO, CHE NON AVEVO, NONOSTANTE FOSSI GIOVANE E SENZA PARTICOLARI DISPIACERI.

PREGARE FINO A SENTIRNE UN BISOGNO QUOTIDIANO COMINCIANDO AD AMARE GESù, AD AMARE MARIA, LA QUALE HA SAPUTO ACCETTARE IL RUOLO DI MADRE, SAPENDO DI DOVER PROVARE IL PIù ATROCE TRA I DOLORI, SENZA RIBELLARSI MAI.

COME SI PUò NON AMARE MARIA?

COME NON FARE TESORO DEI SUGGERIMENTI ENUNCIATI AI PASTORELLI DI FATIMA?

BASTEREBBE SEMPLICEMENTE AMARE DI PIù COMINCIANDO DA UN VICINO CHE CI PIACE MENO... BASTEREBBE... PIù FACILE A DIRSI, CERTO, MA CI DOBBIAMO ALMENO PROVARE PER POTERCI SALVARE.

 

GRAZIE PER L'ATTENZIONE.

PIERANGELA

CASTEGNATO 09/04/2003

 

Rispondo

È tremendamente consolante sentire una persona, che vive nell'attività frenetica, dire che ha trovato pace e serenità nella realtà soprannaturale. E che un sacerdote ne è stato il tramite.

Un sacerdote è un dono prezioso.

Può, e deve, diventare preziosa anche la nostra esperienza di laici (cristiani, naturalmente), presi da tutte le incombenze della società e del "mercato".

Con gli occhi fissi alla «stella del mattino», Gesù Cristo, e alla Madonna del Rosario, che riempie di verità e di bellezza ogni momento della giornata, possiamo costruire insieme, cioè nella Chiesa, con semplicità e solidità.

Gesù Cristo l'ha detto proprio per noi, laici cristiani: «Perché (state lì frastornati e) mi chiamate: Signore, Signore, e non fate ciò che dico? (Provate a mettere in pratica qualcosa e ne vedrete presto i risultati)» (Lc 6,46).

E, poiché ognuno di noi ha capacità diverse e vive in situazioni diverse, quanto potremo rendere migliore il mondo provando ciascuno a fare qualcosa di ciò che Gesù Cristo ha insegnato!

 

Domenica delle Palme 2003, 13 aprile.

Giovanni Conforti

 

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6-2-2003 Perché l'associazione per ex tra Matteo e l'angelo o Marco e il leone e così via? Grazie.

(mailto:emilio.boni@tin.it)

Rispondo

I simboli associati agli evangelisti provengono da un passo del profeta Ezechiele e da un altro passo dell'Apocalisse, che chiaramente riprende Ezechiele stesso:

«Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d'uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d'aquila» (Ez 1,10);

«In mezzo al trono e intorno al trono quattro animali pieni d'occhi davanti e di dietro. Il primo animale simile a un leone, il secondo animale simile a un vitello, il terzo animale con la faccia come d'uomo, il quarto animale simile a un'aquila che vola» (Ap 4,6-7).

Il Padre della Chiesa San Girolamo fu primo ad associare i quattro evangelisti ai quattro simboli, probabilmente trovandoli adatti a rappresentarli.

Matteo è rappresentato dall'uomo alato, perché all'inizio del suo Vangelo pone la genealogia umana di Cristo.

Marco è raffigurato come un leone alato, perché all'inizio parla di Giovanni che viveva nel deserto e dice che Gesù «stava tra le fiere» (Mc 1,13).

Luca invece è associato al toro alato, perché incomincia parlando del sacerdote Zaccaria, della classe di Abia, che offriva sacrifici (di animali e soprattutto di vitelli) al Signore nel Tempio secondo il turno della sua classe.

Giovanni, infine, è come un'aquila, perché egli «si eleva nelle regioni più alte della conoscenza, come l'aquila s'innalza a volo verso il sole».

Naturalmente in Ezechiele i quattro simboli non potevano indicare gli evangelisti. Ma anche nell'Apocalisse hanno un significato diverso: probabilmente, come ho scritto nel sito, rappresentano i capi del popolo delle quattro regioni più importanti di Israele: il leone è simbolo del capo di Giudea, il vitello di quello di Samaria, l'uomo di quello di Perea, l'aquila di quello delle due Galilee, l'inferiore e la superiore. Infatti i quattro animali dell'Apocalisse appartengono al "cielo", ossia probabilmente al Sinedrio, che era l'organo supremo di governo, religioso ma anche politico, del popolo di Israele.

Giovanni Conforti

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Caro Sig. Giovanni,

Sono un sacerdote dell'arcidiocesi di Napoli, mi chiamo Don Bruno Oliviero. Sono stato cappellano nel carcere di Poggioreale per due anni. Attualmente sono cappellano nel carcere di Brooklyn in New York.

Ho visitato il vostro sito è davvero interessante e sono sicuro farà tanto bene.

Anch'io sto cercando di allestire un sito web dove parlo delle problematiche della giustizia e della criminalità.

L'indirizzo è www.solidarity-mission.it.

la mia e-mail è mailto:padrebruno@solidarity-mission.it.

Tutti abbiamo bisogno di Dio, anche coloro che si trovano a dover vivere un periodo della loro vita dietro le sbarre. Vorrei chiedervi di pregare per loro.

Dio vi benedica sempre.

Don Bruno.

Rispondo

Preghiamo la Regina del Rosario perché, con la sua potenza e con la sollecitudine del suo Cuore Immacolato, sostenga don Bruno e le persone che gli sono affidate in questa difficilissima opera.

Giovanni Conforti

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Iniziativa personale di un laico cattolico, Giovanni Conforti  - Brescia - Italia.

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Si richiede soltanto di mantenerne il significato.