In nome di Maria

 

 

 

Con il Papa

Solidità della Dottrina e della Tradizione

I testimoni della origini

 

 

Che cosa significa «il sangue dei martiri»?

La visione simbolica che i tre bambini di Fatima ebbero durante l'apparizione del 13 luglio 1917, la terza parte del segreto, si conclude con un'immagine dura ma, nello stesso tempo, di sorprendente speranza.

I «due Angeli» che «raccoglievano il sangue dei Martiri», «ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano», rappresentano semplicemente l’invito a raccogliere in modo «adeguato alla verità del Dio di Israele» (questo pare nell'Apocalisse il significato del "cristallo") le testimonianze di coloro che hanno conosciuto da vicino Gesù Cristo, la sua croce e la vita che egli ha portato al mondo.

Le testimonianze dei Martiri, ossia di chi ha dato la vita per Cristo e di chi ha scritto di Lui fedelmente, porteranno grandi vantaggi ai credenti e a tutti, nel nostro tempo.

Impegniamoci dunque a «raccogliere il sangue dei Martiri».

Osservazioni o domande?

Chi sono i Martiri?

Stefano, il primo

Evangelisti

La "città sul monte"

Ieri e oggi

La Sindone

Chi sono i Martiri?

Lucia affermò che la terza parte del segreto sarebbe stata più comprensibile dopo il 1960. Ora, esaminando le parole del segreto, troviamo quelle «frecce», con cui vengono uccisi il Papa, rappresentante di tutta la Chiesa, e diverse altre persone. Questa immagine non può essere un presagio per il futuro, perché le frecce sono armi cadute in disuso; ricorda invece martiri di un passato lontano.

In realtà sono pochissimi i martiri che furono uccisi con le frecce e il simbolo sembra indicare una situazione particolare, dove molti subirono il martirio così. Una tale situazione si è realizzata a Gamla, la città che aveva dato origine alla setta degli zeloti e poi si era convertita a Gesù Cristo.

Il martirio di Gamla avvenne sotto l'impero di Nerone. Questi era divenuto imperatore il 13 ottobre dell'anno 57.

Notiamo che 13 ottobre è la data dell'ultima apparizione di Fatima. Secondo l'archeologa Margherita Guarducci, anche il primo Papa, Pietro, subì il martirio il 13 ottobre, nel 64 (in realtà nel 67), proprio nel decimo anniversario del regno di Nerone. Adesso, a ben pensarci, Nerone fu la causa di un andamento misterioso di tutto ciò che riguarda gli Ebrei e i Cristiani: l'inizio delle sue persecuzioni contro i Cristiani fu accompagnato dalla distruzione della nazione ebraica.

Non occorrerebbe nemmeno ricordare che nel 1981 Giovanni Paolo II venne ferito gravemente da un musulmano, con due «colpi di arma da fuoco», il 13 maggio, data che richiama la prima apparizione di Maria a Fatima. E il Papa rispose con il perdono e con una continua ricerca di dialogo.

Innanzitutto, il "giorno 13" è un invito alla libertà che hanno i credenti in Dio; Egli certamente non si fa condizionare da un numero.

A seguito della persecuzione di Nerone i Vangeli e l'Apocalisse, scritti da pochi anni in tutt'altra situazione, cominciarono a essere interpretati in modo diverso dall'originale.

Il 13 maggio 1917 Maria è apparsa a Fatima per invitare a riprendere in mano nel modo originale le testimonianze degli Evangelisti.

Con questo la Madonna, a Fatima, ha invitato ad agire: a raccogliere le testimonianze dei martiri (= "testimoni") che hanno dato la vita per la fede nell'unico Dio e in Gesù Cristo, in particolare le testimonianze dei Papi. Ma ricordiamo che il loro martirio ha grande rilevanza se è testimonianza resa a fatti veramente storici. Per questo l'invito di Maria ci induce anche a raccogliere le testimonianze di quei "martiri", gli Evangelisti e gli altri autori del Nuovo Testamento, che hanno testimoniato fedelmente i fatti storici per iscritto. Se è così, la loro testimonianza è tutta da riscoprire.

I Vangeli, l'Apocalisse e tutto il Nuovo Testamento, a loro volta, spiegano che l'Antico Testamento si è compiuto nei fatti storici, a beneficio di tutti quelli che sinceramente si avvicinano Dio.

In sostanza, la Regina del Cielo e della Terra ci invita a dare il giusto rilievo storico agli avvenimenti di duemila anni fa, a renderli nuovamente popolari nel mondo di oggi. Questo si può fare contemplando quegli avvenimenti soprannaturali, così come sono accaduti, nelle reali circostanze storiche. Non è un'impresa ardua, perché oggi possiamo ricostruire la situazione e i fatti storici di quel tempo in modo sempre più preciso, come non era stato possibile dall'anno 73 in poi.

La terza parte del segreto di Fatima ha sorpreso, perché non conteneva profezie spettacolari. Ma riserva sorprese senza fine con quell'invito, nascosto nei simboli, ad agire perché sia saziata la sete delle anime che si avvicinano a Dio e, attraverso loro, Dio manifesti la sua misericordia per l'intera umanità.

È adesso che il papa sta pregando, «mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena», «per le anime dei cadaveri che incontra nel suo cammino». L'ha fatto in particolare lunedì 7 maggio 2001 sul Golan, per i morti della guerra in Terrasanta. L'ha fatto per molti altri, morti tragicamente. Prega continuamente per le anime che vivono oppresse dalle ingiustizie e dai peccati. Afflitto, chiede perdono dei peccati commessi dai cristiani, perché siano rimossi gli ostacoli che potrebbero impedire alle anime (persone) di avvicinarsi a Dio e a Gesù Cristo.

È adesso che bisogna obbedire al messaggio di Fatima e raccogliere nel modo più trasparente «il sangue dei martiri», coscienti che oggi, con i mezzi di cui disponiamo, ci è possibile individuare e raccogliere testimonianze su Cristo adeguate al nostro tempo.

 

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Martiri di ieri e di oggi

I martiri di questi duemila anni sono testimoni di come si sono avverate le profezie di Gesù. Occorre cautela, obiettività, ma dobbiamo vedere che Dio ha ispirato l'Apocalisse, che è poi ciò che Gesù ha detto, per premunire la Chiesa nei confronti delle diverse situazioni che avrebbe dovuto affrontare. Forse sarebbe stato impossibile, prima del secolo XX e della apparizioni di Fatima, notare che Gesù aveva pronunciato diverse profezie e che queste si erano realizzate puntualmente.

Se i numerosi martiri dei primi secoli ci testimoniano la caduta della Gerusalemme - Babilonia e la vittoria di Gesù Cristo, quelli di questi ultimi secoli, che sono molti di più, ci testimoniano il periodo di libertà concesso al "drago". Ma poi c'è la "nuova città santa Gerusalemme", da non immaginare nella misura che vogliamo noi, perché Dio, Gesù e Maria ci sorprendono sempre; anzi la misura ci è data da Maria, nelle sue apparizioni.

Dunque, con l'aiuto dell'Apocalisse e con la dovuta cautela, raccogliamo "il sangue dei Martiri" che, attraverso l'Apocalisse stessa, ci ricongiunge con le origini cristiane e con l'opera del Messia, per tutte le religioni.

Inoltre il fatto che tante persone abbiano dato la vita per Gesù Cristo e per la sua Chiesa, è segno che la verità storica-soprannaturale, testimoniata dai Vangeli, ha agito esattamente in questi venti secoli, rinnovando la fedeltà al Maestro e Signore.

Eppure non era chiaro come la testimonianza storica dei Vangeli si articolasse!

 

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Giovanni Conforti

Aggiornato il 22 marzo 2009

 


 


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